sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Casinò di Taormina
Pubblicato il 13-03-2014


Colgo l’occasione, avendo avvertito attraverso la stampa che l’opinione pubblica di Taormina rivendica la riapertura del Casinò, per ricordare che con lettera spedita al Sindaco di Taormina e al Presidente della Regione, allora On. Raffaele Lombardo, in qualità di difensore del defunto Comm. Domenico Guarnaschelli, ho spiegato la situazione giuridica del Casinò di Taormina, il quale può essere riaperto costituendo un consorzio tra i Comuni di Taormina e Letojanni.

Mi riferivo, allora, alla sentenza della Corte di Appello di Messina che ha condannato il Comm. Domenico Guarnaschelli e il Sindaco di Letojanni, per violazione dell’art. 718 del Codice penale, che vieta il gioco d’azzardo. Riferivo, infatti, che l’art. 17 della legge n. 763 del 26 Dicembre 1981, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di Appello di Messina, prevedeva che:

1. I profughi di cui all’ articolo 1 , i quali intendano riprendere, in qualsiasi comune in cui, a tal fine, stabiliscano la propria residenza, l’attività artigianale, commerciale, industriale e professionale già legalmente esercitata per la durata di almeno un anno prima del rimpatrio nei territori di provenienza, hanno diritto di ottenere da parte degli organi competenti l’autorizzazione, la concessione, il provvedimento, la licenza di esercizio o l’iscrizione all’albo relativamente all’attività corrispondente, anche in deroga alle vigenti disposizioni legislative”.

Premesso ancora che il Comm. Guarnaschelli è stato ritenuto profugo della Libia con certificazione dell’autorità consolare e che quando ad una persona viene attribuito un titolo o una qualifica, dato che la legge successiva riguardante la stessa materia non prevede la revoca specifica di quanto sostenuto dalla legge precendente, quest’ultima rimane efficace a tutti gli effetti.

Ciò premesso la Corte di Appello non avrebbe potuto applicare l’art. 718 del codice penale perché la legge n. 763 del 26 Dicembre 1981 derogava a tutte le disposizioni di legge precedenti che regolavano la materia e perché la qualifica di profugo rimaneva acquisita dal Comm. Guarnaschelli a tutti gli effetti di legge.

Quest’ultimo trovavasi, quindi, nelle condizioni di legge indicate dalla citata legge n. 763/81.

La licenza per l’esercizio del Casinò, rilasciata dal Sindaco di Letojanni, non è stata annullata o revocata da alcuno e rimane ancora oggi efficace.

Ciò premesso, la stessa Regione, pur non avendo competenza in materia penale, in virtù dell’art. 14 dello Statuto lettera n) e o), essendo competente in materia di enti locali e turismo può intervenire sotto il profilo dello sviluppo turistico e attribuire ai Comuni la competenza sui giochi d’azzardo.

Tanto dovevo, augurando che con la costituzione di un consorzio tra Letojanni e Taormina possa riaprirsi il Casinò, con la variante della licenza del Sindaco di Letojanni intestata all’erede del Comm. Domenico Guarnaschelli, Sig.ra Maria Francesca Internicola, coniuge superstite ed erede testamentaria per la gestione del Casinò.

I cittadini di Letojanni, sicuramente, consentiranno che al Casinò, nella denominazione dei due Comuni, sia riconosciuta la precedenza al Comune di Taormina, seguito a ruota dal Comune di Letojanni, per la precedente storia del predetto Casinò.

Stefano Massimino

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