mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il socialista Matteo Renzi…
Pubblicato il 02-03-2014


Dico subito che non sono mai stato pregiudizialmente contro Matteo Renzi. Lo aspetto alla prova dei fatti, magari mangiando pop corn. E prendo atto volentieri di due scelte che sono davvero da apprezzare. La prima ci riguarda come orgogliosa e resistente comunità socialista. Ed è attinente la nomina del segretario del Psi come vice ministro delle Infrastrutture. È molto di più di quel sottosegretario che Letta ci aveva negato. E rappresenta un riconoscimento politico del nostro ruolo. La seconda è l’ingresso del suo Pd, e sottolineo il pronome personale, nel Partito socialista europeo. Non si tratta di una sconvolgente novità. Già il Pds, e poi i Ds, erano parte integrante della famiglia socialista, ma che il nuovo segretario, nonché presidente del Consiglio, che apparteneva a quel mondo che aveva richiesto l’esclusione del partito da quello socialista europeo, ne pilotasse il rientro, non era francamente prevedibile. Facendo anche maramao agli ex comunisti e democristiani, oggi incredibilmente plaudenti.

Bravo Matteo, dunque. Restano due problemi sul suo conto, più uno grande come una casa. Oltre al tema economico e in particolare al suo jobs act (chiamiamolo piano del lavoro, per favore, evitando inutili inglesismi) sul quale almeno personalmente registro con favore una certa condivisione col piano Ichino, vedremo se il partito di Matteo e i matteini vari che oggi pullulano, con la gioiosa impudenza di studenti che diventano improvvisamente professori, negli uffici del partito e in quelli del governo, abbracceranno le tesi socialiste anche in materia di diritti civili e di giustizia. Sui primi è comprensibile che pesi sul suo governo la forza conservatrice del Nuovo centrodestra. Ma in Aula, come erano soliti fare i socialisti italiani d’antan, i pidini potrebbero ugualmente portare le proposte più avanzate. Mentre sulla giustizia potrebbero davvero distinguersi dai giustizialisti e approvare una riforma europea con tanto di divisione delle carriere e di responsabilità civile.

In una situazione in cui partito e governo sono affidati alla stessa persona dubito che accadrà. La mediazione per la sopravvivenza dell’esecutivo conterà di più della limpida azione politica di partito. Poi esiste il problema più grande. E cioè, come mi sollecita a scrivere il nostro Ugo Intini, la concezione della democrazia. È inutile scandalizzarsi per il comportamento di Grillo se poi vogliamo approvare una legge che affida la maggioranza alla minoranza e la minoranza alla maggioranza. In nessun paese al mondo, non ho esaminato leggi turche ed egizie, come ricordò ironicamente Filippo Turati alla Camera nel suo discorso del novembre del 1922, chi ottiene il 37 per cento ottiene la maggioranza assoluta. Questa concezione diversa della democrazia sarebbe bene che i nostri parlamentari esponessero con chiarezza. Mettendo un argine tra la legge BR e noi.

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Commenti all'articolo
  1. Caro direttore,
    ci può far piacere e renderci anche un pò orgogliosi nel prendere atto che il lavoro svolto da Nencini, dal Partito in questi ultimi anni per portare il P.d nel P.S.E., si è concluso positivamente il primo Marzo 2014.
    Quello che è insoportabile e mi ammareggia, è il non riscontrare in nessun servizio televisivo e giornalistico dal Congresso,il ruolo che ha avuto il nostro Partito e ancor peggio ignorare totalmente la presenza del segretario Rccardo Nencini e di altri compagni, ai lavori del Congresso stesso.
    Bisogna reagire con forza per ristabilire la verità, perchè nel caso contrario, sarà per noi una lunga angonia.

  2. caro direttore, il Renzie è un bluff: strano il credito che vuoi dargli.
    Ricordo che già l’Ulivo offriva un enorme bacino di proposte riformiste, anche sui diritti civili.. E un incarico governativo al PSI ci sarebbe già stato se Bersani avesse avuto la fortuna del Renzie..
    Carlo1951 (riformista ex PCI e -se vi comportate bene-elettore del PSI alle europee)

  3. E’ da tempo che mi domando, egr.io Mauro Del Bue, perche’ gli Italiani hanno tanta voglia di cambiare la bella lingua italiana con espressioni inglesi.Cosa significa welfare, week end e cosi via quando fine settimana ed assistenza sociale potrebero essere naturalmente migliori?
    La saluto.

    JDA

  4. Sono d’accordo con i pregiudizi non si va da nessuna parte, ma saranno le scelte future ha dimostrare sin dove il Presidente Renzi oserà dimostrare di aver fatto propria una parte della cultura socialista europea e italiana oppure sarà la solita e sottile furberia democristiana???.1

  5. Caro Direttore, come sai sono lontano anni-luce dai democristiani e sarei felice se il Partito Socialista trovasse una propria identità rinnovata, in sintonia con questi nostri giorni burrascosi e magnifici. Che Riccardo Nencini sia Viceministro infrastrutture è una bella opportunità. Ti ricordi il mio commento al tuo articolo “Nencini porta a Renzi le nostre idee sulla giustizia” pubblicato il 20-02-2014? Ecco, quella è una strada. Non un sentiero impervio ma una via maestra!

  6. A leggere i giornali e a vedere i Tg, sembra che all’entrata del PD nel PSE, abbia corrisposto l’espulsione del PSI, completamente scomparso da cronache e notiziari. Curioso, no?

  7. I nostri parlamentari sono stati eletti nelle liste PD. La legge elettorale nuova serve a chiudere la storia anche del PSI. La cosa incredibile è che il partito sta in silenzio davanti a questa scandalosa proposta di legge che prevede il premio di maggioranza, l’eventuale ballottaggio e lo sbarramento. E noi stiamo zitti in cambio di un posto da viceministro!

  8. Bisognerà partire da un dato di fatto se no siamo fuori dal mondo. Che poi non è diverso da quel che discutemmo dopo le elezioni. E cioè se l’identità socialista europea era il motivo principale di distinzione tra noi e il Pd bisognerà trovare un modo per concordare una sorta di condivisione con quel partito: scioglimento nel Pd, patto federativo, doppia tessera? Oppure rilanciare la nostra identità liberal socialista assieme a radicali, laici e non so chi. È questa seconda la strada più difficile. E meno condivisa nel PSI, visto che solo io, e solo in una prima fase Nencini, nel gruppo dirigente, l’avevo patrocinata.

    • Finalmente una bella domanda Caro Del Bue, cosa fare del PSI, quale strada dobbiamo scegliere. non vedo più la strategia di Martelliana memoria circa l’unione dei laici, radicali, ecc. Penso che sia stato un bel periodo culturale ma sappiamo come è andata a finire, e colpevoli siamo stati anche noi. Invece credo che la strada delle riforme liberali e sociali sia, forse, una strada futuribile. La ragione o le ragioni sono semplici e provo ad elencarne qualcuna ben sapendo che chi mi legge mi manderà a quel paese visto che un commento difende ancora lo statuto dei lavoratori!! Fatto 40 anni fa in pieno miracolo economico…Provo però a distinguere le potenziali proposte: 1. bisogna essere coraggiosi, perché nessun partito lo è, compreso il PD, 2. si affronti la spending review in maniera netta e decisa cosa che nessuno vuol fare, la sinistra DEVE sapersi gestire, qualsiasi azienda pubblica non deve essere assistita, le risorse guadagnate devono essere messe per creare le condizioni di lavoro, 3. chi l’ha detto che dobbiamo mantenere 14000 giornalisti della RAI?, si vendano almeno la metà delle reti, 4. le municipalizzate (circa 7-8000) se rientrano in pareggio bene, altrimenti si vende tutto in 2 anni, sono stanco di leggere che sono assunti fratelli, sorelle, politici trombati, amanti e fidanzate, 5. nessun aiuto ai giornali ad associazioni generiche che succhiano soldi e rappresentano corporazioni e clientele, 6. liberalizzare il lavoro salvaguardando alcuni aspetti di discriminazione, se un imprenditore vuole licenziare lo faccia, il lavoratore sarà tutelato per 2 o 3 anni poi basta, 7. sono cose che nessuno farà (vedremo Renzi), ma proprio per questo, perché non ci siano posti noi in prima linea con proposte avanzatissime? perché non andiamo nei talk show? non vedo mai socialisti. O ci diamo una strategia nuova o è meglio “passare” ad una sorta di Fondazione Club o a un contenitore di pensiero.

  9. Ero presente al recente Congresso del PSE organizzato a Roma dal PD proprio per dar peso all’ingresso di quel partito nel mondo del socialismo europeo.
    Due annotazioni: i giovani del PD a far foto e a taggarsi invece di ascoltare. La seconda: il colore blu dominante quasi a nascondere il rosso della storia socialista. Niente bandiere. Come un semplice segno di penna blu fatto con la penna su un contratto. Delusione.

  10. Ma non siamo anche quelli di Marco Biagi che ha osservato un mercato del lavoro un po più recente di quello di Brodolini? E non pensi che dovere di un riformista sia quello di aggiornarsi e non vivere di tabù? E non credi che Schroeder sia un socialista e che in Germania la sua riforma del mercato del lavoro impostata sulla flessibilità e la protezione sia equa? Dunque non credi che la condizione danese, a cui Ichino si ispira, sia giusta? Credo che anche Brodolini oggi non la penserebbe come te.

  11. Renzi Socialista???, ma Renzi chii !!!!!!!
    Adesso noi Socialisti possiamo stare “sereni”.

    Dopo Capezzone che da Radicale è diventato Berlusconiano, dopo Ferrara che da Comunista è diventato Forzista, dopo Fini che da Fascista stava per diventare di Centro………..Sinistra (se non spariva dalla scena politica) e Renzi, da Democristiano DOC, con queste rapide conversioni, potrebbe diventare un 5Stelle, oppure anche di estrema sinistra.

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