lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

L’8 marzo ricordando Anna Kuliscioff
Pubblicato il 08-03-2014


Bisogna ricordare la storia della festa della donna e risalire a oltre un secolo fa, quando nel 1909 l’Internazionale socialista riunita a Chicago indisse la giornata della donna per il 28 febbraio. Alcuni paesi europei, a partire dal 1911, iniziarono a celebrarla il 19 marzo per ricordare il giorno della rivoluzione del 1848 quando le donne strapparono al re di Prussia la promessa del voto femminile. Ma ancora prima, decenni prima, una meravigliosa donna, medico, già rivoluzionaria e compagna di Andrea Costa, si affiancò a Filippo Turati e divenne sua consigliera, oltre che compagna. Parliamo di Anna Kuliscioff, che a Milano giunse attorno al 1880 e con Turati fondò le prime organizzazioni socialiste.

Anna si distinse, oltre che per cultura politica e per sensibilità sociale, era diventata nel capoluogo lombardo il medico dei poveri, anche per le sue battaglie sulla condizione della donna. Già nel 1890 scrisse “Il monopolio dell’uomo”, contrastando però le tendenze dell’estremismo femminista all’Anna Mozzoni, che postulava la formazione di una organizzazione femminile a latere del partito, perché sosteneva la necessità di due lotte parallele, contro lo sfruttamento dell’uomo sul lavoro e contro lo sfruttamento della donna da parte dell’uomo. Per la Kuliscioff la lotta era una sola e la condizione della donna era tema che avrebbero dovuto capire anche gli uomini. Nella lotta di classe era infatti da prevedere anche quella per l’emancipazione femminile, sul lavoro e nella famiglia, dunque appunto contro il monopolio dell’uomo. Anna sarà la principale artefice della fondazione del partito a Genova nel ferragosto del 1892, tanto che si prese a dire che il Partito socialista era l’unico ad essere stato fondato da una donna. Fu lei nel 1897 a formare i gruppi femminili del PSI, con un programma rivolto al diritto di voto per le donne e alla parità salariale dei due sessi sul lavoro. In quello stesso periodo la Kuliscioff avanzò a Turati e agli altri deputati socialisti la proposta di legge sul diritto “al riposo gratuito prima o dopo il parto”, che produrrà una legge governativa non pienamente condivisa.

Poi, dopo la prima presentazione della legge su divorzio nel 1901, da parte dei deputati socialisti Berenini e Borciani, si aprì nel PSI una discussione su un tema delicato e che non appassionò Anna, preoccupata, come avvenne, che la Camera non fosse ancora pronta ad approvarla. Dai primi anni del novecento la Kuliscoff dedicò tutte le sue forze al tema dei diritto di voto per le donne, che non troverà riscontro. Con la legge del 1913 si ammetteva il suffragio universale maschile esteso anche agli analfabeti, ma lo si negava per le donne, introducendo così una nuova discriminazione. Il diritto di voto sarà sancito solo dalla Costituzione repubblicana del 1948, gia adottato per il voto del 2 giugno 1946, e pertanto solo a partire dal secondo dopoguerra contrariamente a quasi tutti i paesi europei che lo avevano adottato decenni prima. Anna Kuliscioff era già morta da oltre vent’anni. La ricordiamo oggi in questa giornata nella quale le donne conducono una nuova battaglia sulla parità di genere nelle liste elettorali che dedichiamo a lei.

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Commenti all'articolo
  1. Bravo direttore a ricordare che alle donne il diritto di voto fu sancito solo nel 1948 con la Costituzione Repubblicana in Italia, questa notizia non viene detta con forza e chiarezza alle nuove generazioni, forse perchè qualche rimasuglio post- fascista e post-monarchico non desidera scoprire un passato di vergogna, di inciviltà e di conservazione del peggio.

  2. Racconta Ugo Intini nel suo bel libro di storia dell’Avanti!
    “L’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII del 1891 è socialmente aperta, ma afferma che le donne sono fatte di natura per i lavori domestici”.
    Quanta strada è stata fatta!
    Quanta ne rimane ancora da fare, a combattere contro chi vuole continuare a nominare parlamentari e, accorciando le liste, falcidiare la rappresentanza femminile!

  3. Dopo un doveroso pensiero alla memoria di Anna Kuliscioff, per molti versi co-fondatrice del moderno riformismo socialista, perché non ricordare, caro Mauro, che la pratica (e la teoria) della uguaglianza dei punti di arrivo sono parte della dottrina utopistica o di quella comunista. Come non ricordare che l’uguaglianza nelle società libere e liberali nei principi, può riguardare solo i punti di partenza. Ovvero, sul terreno elettorale, concedere a tutti le stesse opportunità, non imporle, E quindi sì alle “quote rosa” nelle liste – non bloccate ma con voto di preferenza – ma tre NO alla elezione, imposta per legge, pura e semplice delle candidate scelte peraltro sulla base di vari e discutibili criteri da parte dei capi.
    Un inguaribile reazionario

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