mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ornella e la battaglia sui fondi ai gruppi consigliari
Pubblicato il 04-03-2014


Piredda_Ornella_manifestazioneLa questione dei fondi ai gruppi consigliari è dilagata in maniera veloce coinvolgendo un po’ tutte le regioni italiane. Nessuna o quasi, allo stato attuale ne è immune. È accaduta la stessa cosa anche in Sardegna, regione in cui per la prima volta vengono scoperte le pentole della cattiva gestione della cosa pubblica. In tutto questo, da quando sono partite le indagini, 68 sono i consiglieri, appartenenti a tutte le forze politiche senza distinzione alcuna, ad esser coinvolti e indagati. Il nome più noto è quello di Francesca Barracciu, europarlamentare Pd, vincitrice delle primarie di coalizione sarde per la carica di Governatrice della Sardegna a cui ha, a suo dire, rinunciato per il bene del partito e della Sardegna. La Barracciu, lo ricordiamo deve rispondere di aver usato 33 mila euro per rimborso benzina per la sua attività parlamentare in Sardegna. Attualmente la stessa è stata nominata sottosegretario al ministero della cultura del neo governo Renzi. Detto ciò, tutti sappiamo che esiste l’inchiesta, che ci sono degli indagati, ma pochi sanno come e grazie a chi l’inchiesta è partita e in questo senso occorre doverosamente aprire una piccola parentesi chi riguarda ancora una volta il coraggio di pochi e la corretta interpretazione del termine ‘gestione della cosa pubblica’.

Ancora di più è necessario metter l’accento sul valore che assume la lotta contro l’omertà e sul rischio che corre chi onestamente sceglie la via della non omertà e della legalità e facendolo sa a cosa potrebbe andare incontro. È il caso di Ornella Piredda funzionaria pubblica italiana e responsabile URP della direzione delle Politiche Sociali della Regione Sardegna. A lei si deve l’apertura delle indagini. Infatti, nell’autunno del 2008 Ornella Piredda presentò presso la Procura della Repubblica di Cagliari due esposti completi e articolati con cui denunciò la pratiche ‘inusuali’ presso il gruppo misto elencando dettagliatamente la totale assenza di regolare rendicontazione dei fondi erogati ai gruppi per le spese inerenti la loro attività istituzionale.

La Procura di Cagliari prese subito in carico gli esposti e le successive e numerose dichiarazione della Piredda sentita più volte come persona informata dei fatti. Da lì i primi avvisi di garanzia contro i primi 20 consiglieri regionali appartenenti al Gruppo Misto, l’ipotesi di reato formulata fu quella di peculato aggravato. Emerse inizialmente che tali fondi venivano erogati addirittura in misura fissa mensile pari a 2700 euro a consigliere senza che queste somme venissero rendicontate. L’ ipotesi accusatoria venne presa in carico dal GUP del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano ,che accogliendo la richiesta della Procura il 20 dicembre 2012 dispose il rinvio a giudizio per 18 degli imputati. Gli altri due, Salvatore Ladu ( PDL ) era già stato inviato a giudizio, E Adriano Salis ( Idv ) nel novembre 2013 è stato giudicato con rito abbreviato e condannato in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione. L’inchiesta scaturita dai due esposti della Piredda sono oggi considerate una sorta di inchieste pilota nel loro genere in quanto da allora sono state avviate analoghe indagini in tutta Italia, con nuove aperture di fascicoli d’inchiesta anche nelle stessa Regione Sardegna dove la Procura di Cagliari ha esteso le indagini ad altri 44 consiglieri regionali in carica nelle ultime tre legislature. L’onestà però sembra non ripagare mai, o meglio se ti mostri onesto sei quello che va combattuto è distrutto. Sei quello che va emarginato e considerato il peggior male che possa capitare e ti trovi poi a dover combattere un’altra dura battaglia, quella che vuole vedere vincente l’onestà a discapito di tutto e tutti.

È quello che è accaduto a Ornella Piredda la quale a seguito della sua decisione di denunciare divenne ella stessa vittima di numerose ritorsioni quali, retrocessione a mansioni inferiori rispetto a quelle che le spettavano e trasferimento coattivo presso altri uffici regionali. Anche qui Ornella Piredda ha dovuto ricorrere alle vie giudiziarie presso il Tribunale del lavoro di Cagliari il quale riconobbe l’illegittimità del demansionamento e condannò il Capogruppo al pagamento delle differenze contributive. Dal 2008 ad oggi Ornella Piredda ha condotto una battaglia in totale solitudine e come lei stessa ha dichiarato domenica 2 marzo 2014 nel corso del programma di Giletti – “è stata dura ma oggi mi sento meno sola anche grazie ai numerosi attestati di solidarietà che ricevo ogni giorno”. Nel corso del programma, Piredda, ha ricostruito e ripercorso le ragioni che allora la indussero a denunciare tutto alla magistratura – “mi resi conto che c’erano tante circostanze poco chiare notai l’assenza totale di rendicontazione”.

Giletti ha più volte sottolineato la “grandissima dignità e grandissima correttezza professionale e umana di Ornella”. Oggi, come lei stessa ha sottolineato, Ornella non è più sola . Tante persone in Sardegna , e ora grazie anche ad una pagina creata appositamente su facebook per sostenerla, https://www.facebook.com/events/224398004409954/?notif_t=plan_reminder la vicenda che la vede coinvolta è portata ad esempio di onestà e coraggio civile. Il 4 marzo, giorno dell’avvio della prima udienza alla quale anche Ornella verrà sentita come testimone, c’è stato un evento in forma flash mob che si ripeterà ad ogni udienza a seguire. “Ora mi sento meno sola” – ha dichiarato Ornella, qualcuno dovrebbe provare a trovare il suo stesso coraggio. E magari chi oggi ricopre cariche di governo sapendo di aver qualcosa da chiarire con la giustizia e soprattutto con i cittadini dovrebbe imparare la lezione.
Antonella Soddu

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