martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La fatica di governare
lettera aperta a Delrio
Pubblicato il 13-03-2014


Repubblica ItalianaSottosegretario, anzi caro Graziano. Noi non ci conosciamo, ma ti chiamo per nome ed uso il tu confidenziale perché sono un tuo collega. Più precisamente: sono stato tuo collega. Nei terribili anni ‘92-‘93, in articulo mortis della prima Repubblica, ho avuto il tuo stesso incarico nel Governo presieduto da Giuliano Amato. Poi c’è un’altra analogia. Per l’ottimismo di mia madre, che era maestra supplente a Selvapiana di Ciano d’Enza, sono nato in una strada di quel Comune, nel viaggio verso Tizzano, il mio paese. Dunque, due nativi della provincia del Tricolore sono stati catapultati nell’epicentro dell’attività di governo. Non ti scrivo per darti consigli – sarebbe presuntuoso e di cattivo gusto – ma per manifestarti solidarietà. Nessuno meglio di me sa che non avrai un’ora di relax. Sei il motore che fa girare Palazzo Chigi, l’alter ego del Primo Ministro. Tutte le grane, tutte le questioni da appianare finiscono sul tuo tavolo. Mi par di capire che il tuo rapporto fiduciario con Renzi sia intenso e solidissimo. Non pensare che era meglio fare il Ministro: questo dove sei è il luogo migliore per servire oggi la Nazione: una patria che ha voglia di uscire dal pantano. Poi, è successo anche a me, tornerai a fare il Ministro.

Finisco con i preamboli e vengo alle suppliche.

1.- Nelle pieghe del programma del tuo Governo, se non ricordo male, c’è anche un impegno per la difesa del suolo. Sprona il Presidente del Consiglio, sindaco di una città che nel 1966 vide gli Uffizi devastati dal fango, ad inserire la questione nell’elenco delle priorità. Il programma di sicurezza del territorio sarà a fonte di lavoro e di occupazione, ma anche di risparmio di risorse pubbliche: si spende molte volte di più per riparare a posteriori i danni causati dalle frane e dalle alluvioni di quanto si dovrebbe investire in opere di prevenzione. Non fidarti delle Regioni, cominciando dalla nostra. Il piano deve avere carattere nazionale. Non ti chiedo di visitare il mio paese, che è il più martoriato dal dissesto idrogeologico. Certo, mi piacerebbe accoglierti insieme al tuo ex assessore Mauro del Bue. Ma hai troppo da fare. Aspettiamo invece il capo della Protezione Civile, dott. Gabrielli, che non ci ha ancora fatto visita.

2.- Forse sarò corporativo (sono stato a Palazzo Madama per molti anni), ma questa idea di abolire il Senato mi sembra dissennata. Intanto, perché sarà difficile che i senatori in carica facciano come i tacchini che starnazzano in vista del Natale. Ma soprattutto perché basterebbe correggere il bicameralismo perfetto, come prevedono i documenti parlamentari messi a punto durante la Presidenza Spadolini. L’abolizione, per di più, è ad alto rischio di incostituzionalità: non si può cambiare l’architettura istituzionale dello Stato con deliberazioni di un Parlamento eletto con una legge incostituzionale. Diglielo, per favore a Matteo, magari dopo aver consultato il nostro comune amico Dino Felisetti.

3.- Recentemente, dovendo venire a Roma, ho viaggiato con “ Italo”, partendo dalla Stazione Medio-Padana di Reggio: una conquista che ci avete sottratto grazie a Prodi e all’inettitudine della classe politica parmense. Un viaggio confortevole; complimenti, anche se bastava localizzare lo scalo a Sant’Ilario.

A mo’ di riparazione ti chiedo di portare il tuo Matteo a Parma all’apertura delle nostre fiere internazionali. Un viaggio nella Food Valley e nella terra di Giuseppe Verdi sarà confortante. Il Presidente potrà completare il programma incontrando gli alunni del Liceo-Ginnasio Romagnosi e magari con una visita alla Gazzetta, che è poi il più antico quotidiano italiano.

4.- L’ultima preghiera. Confesso che, da vecchio socialista degli anni di Craxi, ho gioito quando, come dice Claudio Martelli, Renzi ha rottamato l’ultimo grumo del postcomunismo italiano. Ora ha completato l’opera portando il PD nella famiglia del socialismo europeo, dopo vent’anni di tentennamenti e di inconsistenti “terze vie”. Ma stimo, dopotutto, l’intelligenza e la cultura politica di Massimo D’Alema. Mi ha sorretto quando, come Ministro della Difesa, ero impelagato nella missione dell’ONU in Somalia. Massimo ha una eccellente esperienza internazionale ed ha gestito bene la guerra nei Balcani. Puoi consigliare il tuo presidente di non ostacolare un nuovo impegno di D’Alema in campo europeo? Forse chiedo di aprire una porta che è già socchiusa, se non spalancata. Avanti anche il dialogo con Maurizio Landini, che ho avuto modo di conoscere. Sembra un estremista, ma incorpora anche la saggezza di quelli di San Polo d’Enza.

Ho finito. Il mio presidente, Giuliano Amato, era già un collaudato servitore dello Stato quando mi ha voluto al suo fianco. Renzi è invece un novellino, ed avrà ogni giorno bisogno dei saggi consigli del suo Mentore per diventare meno leader politico e più premier: avendo presente che il carisma dello statista si nutre, certo, di coraggio, di combattività e di vocazione a decidere; ma anche di misura e di prudenza, virtù generatrici di autorevolezza. È un traguardo ambizioso e difficile. Non so, francamente, se questo sia un obiettivo possibile. Come tanti nostri concittadini, spero che il veltro fiorentino faccia bene. Ma non ne sono sicuro. In ogni caso, il tuo ausilio sarà utile e benefico, non solo per Renzi, ma per l’Italia.

Ti auguro dunque affettuosamente buon lavoro; e che Dio ti assista.

Fabio Fabbri

(Lettera inviata per la pubblicazione anche alla Gazzetta di Parma)

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Commenti all'articolo
  1. OVVERO quando “la classe non è acqua” io però resto sempre del parere che il PD non è entrato nel PSE ma, il PSE che si è allargato e ha incluso il P D , l’operazione non è stata fatta per essere nel PSE ma per togliere argomenti alla minoranza anti Renzi interna al PD
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari
    PSI fed. di Torino

  2. A volte non “vengono dalla fine del mondo”, sono qui dalle nostre parti, e sono in molti, e parlano un linguaggio sennato e pieno di responsabilità, apprezzo e condivido i tuoi consigli per il vice premier.

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