domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La legge elettorale tra il Dattorium, il Lauricellum e il Brunettam
Pubblicato il 04-03-2014


Non ci saltano fuori perché Renzi e Berlusconi non conoscono la Costituzione. All’articolo 57 è scritto testualmente: “Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvo i seggi assegnati alle circoscrizioni estere”. Dunque nessuna legge elettorale che riguardi il Senato e che contenga premi di maggioranza nazionali può essere approvata senza una procedura di modifica costituzionale, come previsto dall’articolo 138. E cioè maggioranza dei due terzi ottenuta in doppia lettura dalle due Camere oppure maggioranza semplice e referendum confermativo. Dunque ha ragione il pidino D’Attorre a proporre una legge elettorale con procedura ordinaria limitata alla sola Camera, in attesa dell’abolizione del Senato, oppure, come dice l’ex socialista Lauricella, ad avanzare l’idea di partire dal Senato, con la legge costituzionale che preveda la sua abolizione e poi di approvare la nuova legge elettorale della Camera. Tertium non datur. Solo Brunetta conferma la volontà di approvare il BR immediatamente come legge valida per entrambe le Camere e con procedura ordinaria. Non si può, professore. Studi prima di parlare…

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Commenti all'articolo
  1. Considerato il desiderio di far durare il governo Renzi per tutta la legislatura preferirie che questi primi mesei, ancora carichi di ” voglia di fare” si utlizzassero per l’abolizione o modifica del Senato.
    Alex391

  2. Certo, il senato. E purtroppo l’Italicum targato renzusconi è un brutto progetto anche per la camera. Alza la voce compagno Nencini (neo sottosegretario ma spero non renzizzato) almeno per avere: una preferenza, unificare/abbassare la soglia e permettere che al ballottaggio si possano accorpare forze diverse (v.Francia). Altrimenti i piccoli farebbero i tacchini a natale.Carlo51

  3. Sono contrario per principio a qualsiasi modifica della COSTITUZIONE perché, ribadisco per l’ennesima volta, questo Parlamento non rappresenta “NESSUNO” anzi ritengo indispensabile ritornare al titolo V ante modifiche dei (pseudo)-comunisti antidemocratici. Le Regioni sono soltanto un centro di spesa spesso illegale e controproducente per l’UNITA’ dell’ITALIA.

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