mercoledì, 22 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La signora in giallo e il ragazzo in viola
Pubblicato il 18-03-2014


Anche nell’incontro Merkel-Renzi la forma ha avuto il sopravvento. Tra la maglia viola di Gomez con dedica alla cancelliera e le storielle sul risorgimento industriale, i contenuti sono passati in secondo piano. D’altronde quando si parla di Renzi si parla soprattuto di intenzioni, di impressioni, certo anche di grande energia, di bella gioventù, di sfacciato coraggio, di spavalda ironia. Tutte doti poco riconoscibili nel suo predecessore. L’atteggiamento della Merkel è stato come doveva essere e cioè di benevola e fiduciosa attesa, di simpatia e di solidarietà verso il suo giovane collega, tutto proteso a dimostrare che l’Italia di prima è stata rottamata e che con lui inizierà una nuova era.

La Merkel ha sostenuto, apprezzato, condiviso, ma è rimasta inflessibile su un punto. I parametri vanno rispettati, e in particolare quello del 3 per cento tra deficit e Pil, mentre il Fiscal compact dev’essere attuato senza riserve. Si tratta di due puntualizzazioni di non poco conto. Non sfondare il tetto del 3 per cento tra deficit e Pil neppure cogli investimenti significa restringere gli spazi per manovre capaci di invertire la rotta della crisi, confermare in blocco il Fiscal compact significa accettare di ridurre in vent’anni il rapporto tra debito e Pil al 60 per cento, cioè più che dimezzarlo. Operazione invero assai complicata se non ci sarà una marcata crescita, tale da rendere meno oneroso il taglio della spesa. Su quest’ultimo punto Alesina e Giavazzi insistono nell’editoriale di oggi pubblicato sul Corriere. Quali tagli il presidente Renzi e il suo governo intendono praticare e dove? Si può sapere quali ulteriori sacrifici devono essere richiesti agli italiani, o si pensa di rispettare tutti i vincoli europei con qualche accorgimento tattico? Certo il Jobs act è un’ottimo progetto. E va appoggiato. Per la Merkel si tratta di una riforma che ha bisogno di tempo per dare i primi frutti. In Germania sono serviti tre anni. Poi esiste la preoccupazione per i tempi della sua conversione in legge (lo strumento della legge delega comporta tempi non brevi) e resta anche la domanda sulla probabile modifica dell’articolo 18 e sulla conseguente risposta del sindacato maggiore, la Cgil, che con la Camusso non vede l’ora di aprire le ostilità nei confronti del governo.

Quel che conta adesso è soprattutto la forma. L’impressione è stata positiva. La signora in giallo ha simpatizzato col ragazzo in viola. Sorrisi e frasi di cortesia. Che peraltro non erano mancati neppure con Monti e Letta. Quelli riservati a Berlusconi erano stati sorrisi ironici e condivisi dall’ex presidente francese Sarkozy. Eppure nell’espressione della Merkel si poteva scorgere anche un segnale di incredulità. Lei osservava lui senza uno straccio di sorriso. Lo spavaldo giovin signore fiorentino se la beveva, da ottimo venditore, quella cancelliera che ne aveva visti di tutti colori, ma mai un ragazzone così convinto di risolvere tutti i problemi dell’Italia. D’un colpo. In poche settimane. Sorniona. seriosa, appesantita dalle responsabilità e anche dal fisico, la signora in giallo guardava con curiosità il suo interlocutore. Sembravano due esseri provenienti da pianeti diversi. Attratti da un forte interesse. Nel calcio l’Italia batte sempre la Germania. In politica ci basterebbe un pareggio.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. “Memento audere semper”; “la fortuna aiuta gli audaci”; “chi non risica, non rosica” e via dicendo …
    Ho lavorato per un imprenditore, che vendeva già i suoi prodotti, quando questi erano ancora soltanto progetti nella sua testa. La sua azienda nel 1980 era sponsor ufficiale delle Olimpiadi di Mosca; nel 1981 esponeva ad una fiera di settore a Pechino.

  2. “Memento audere semper” significa “Ricordati di osare sempre” ed era un motto coniato da Gabriele D’Annunzio e pubblicizzato dal fascismo. Mi sembra piuttosto discutibile come punto di riferimento oggi.

  3. Possibile che nessuno dica ai nostri concittadini che dobbiamo fare da soli senza tante chiacchiere e forme televisive.
    Possiamo farcela cominciamo con l’affermare che la legge elettorale è una schifezza anticostituzionale. Cominciamo con il dire che bisogna ripristinare l’ICI, IMU o come diavolo si chiama o chiamerà, che tutti dovranno pagarla perché chi è proprietario di immobili (anche di uno solo) è un capitalista perché possessore di capitale. Cominciamo a farla pagare alla Chiesa e già otto miliardi si sono trovati. Cominciamo a cancellare il titolo V fatto da Violante e si troverebbero un’altra trentina di miliardi e così avremo sistemato il cosiddetto fiscal compact allora l’Italia vincerà anche in politica e non solo nel pallone.

  4. Ti assicuro, cara Claudia, che la frase citata è stata coniata da D’Annunzio e usata come slogan dal fascismo. Che non vuol dire che sia sbagliata. Ma la filosofia dell’osare sempre non è la mia. Preferisco osare quando è giusto.

  5. bè caro Del Bue, non c’è molto da aggiungere se non che la politica dei riformisti di sinistra è fatta di lunga lena, di cultura (anche sofferta) e di condivisione. Il Renzie crede di aver scoperto l’acqua calda ma era già stata inventata. Se vuole, può rileggersi il (ahimè lungo) programma di Prodi 2006 o il programma Bersani 2013 che comprende la riflessione sulla ‘nuova’ Europa..Carlo51

  6. La gabbia dei parametri europei bloccherà per sempre qualsiasi tipo di politica fatta nel nostro Paese, e come un detenuto che in cella sogna la libertà, ma poi rimane sempre un sogno. Rompiamo queste catene o saremo condannati in eterno a rimanere sempre con l’acqua alla gola e perderemo sovranità nei confronti della Germania che vuole egemonizzare l’L’EUROPA.

Lascia un commento