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Opinioni e commenti
 

Ucraina. Putin si ‘riprende’ la Crimea
Pubblicato il 01-03-2014


CrimeaPer Mosca le proteste che nei giorni scorsi hanno portato alle dimissioni del presidente ucraino Yanucovich e a un governo provvisorio con l’indizione di nuove elezioni in concomitanza con quelle europee il prossimo 25 maggio, sono fatti considerati come una minaccia ‘fascista’ ai confini della Russia, una minaccia da bloccare anche con le armi.

È questo il senso dell’autorizzazione all’uso della forza che Putin si è fatto rilasciare da una parlamento disciplinato e obbediente mentre l’esercito della Federazione aveva già occupato militarmente la Crimea.

La tensione per quanto sta accadendo sta raggiungendo un livello molto alto. Le Cancellerie dei governi della UE e di Washington, sono in allarme e l’ONU ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza. La possibilità di una trattativa che faccia calare la tensione sono ora affidate a Yulia Timoschenko, l’ex presidente ucraina detenuta fino alla settimana scorsa dal deposto Yanukovich, lunedì a Mosca per incontrare Putin.

Il governo sovietico accusa quelli europei e quello americano, di aver alimentato la tensione e provocato le rivolte dei giorni scorsi. La Duma ha anche chiesto il ritiro dell’ambasciatore russo a Washington.

In Crimea, ‘regalata’ da Krusciov negli anni ’50 all’Ucraina, la maggioranza della popolazione è di etnia russa anche perché Stalin l’aveva ‘pulita’ dai tatari accusati di filonazismo.. Nei giorni scorsi il parlamento è stato occupato militarmente e si è insediato un governo apertamente sostenuto da Mosca.

La penisola ospita a Sebastopoli la flotta sovietica del Mar Nero ed è anche per questo considerata dal Cremlino di vitale importanza strategica. Aksyonov, il presidente del consiglio della Repubblica autonoma di Crimea, ha assunto il controllo di tutte le forze armate e chiesto a Putin “assistenza per garantire la pace e la tranquillità” della Repubblica. L’appello è stato immediatamente accolto dal governo russo che in una nota ufficiale ha risposto che “non ignorerà” la richiesta di aiuto.

Tutto questo avviene a poche ore, e in risposta, all’avvertimento lanciato dal presidente Obama che dando notizia di movimenti di truppe russe all’interno dell’Ukraina aveva aggiunto che “ogni violazione della sovranità dell’Ucraina avrebbe provocato una profonda destabilizzazione” e avrebbe avuto un ‘costo’.

Nello stesso tempo da Mosca sono state diffuse notizie secondo cui uomini armati provenienti da Kiev avrebbero tentato di assumere il controllo del ministero degli interni, ma sarebbero stati respinti.

Finora quanto sta avvenendo ricorda il copione degli avvenimenti dell’Ungheria nel ’56 e della Cecoslovacchia nel ’68. Alle ‘richieste di aiuto’ provenienti dalle capitali alleate, Mosca rispondeva col ‘fraterno’ aiuto dell’invio delle truppe corazzate. Allora come oggi la comunità occidentale, e in particolare l’Europa, si trova di fronte ad un tragico e delicato dilemma. Ogni passo sbagliato può compromettere la pace, ma ogni inazione non fa che rafforzare il dominio incontrastato dell’autocrate di Mosca. Sullo sfondo ci sono poi gli ingenti interessi economici e commerciali che legano la Russia al resto dell’Europa e che offrono la possibilità di una pressoché infinita gamma di ricatti e rappresaglie a cominciare dal blocco delle forniture del gas che per ‘punire’ l’Ucraina, inevitabilmente colpirebbe anche i Paesi dell’Europa occidentale.

Allo stesso tempo occorre ricordare alcuni elementi cruciali come gli interessi strategici che la Russia ha in Ucraina – dal gasdotto alle basi militari – e i fenomeni di un risorgente nazionalismo con un quinto della popolazione che è di etnia russa. Il tutto in un Paese che non ha dimenticato le sofferenze provocate dallo stalinismo quando la popolazione venne decimata (dieci milioni di vittime) dalle carestie provocate dal regime comunista per sterminare la classe degli agricoltori considerati piccoli proprietari nemici della rivoluzione.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. A leggere i reportage di Domenico Quirico, sembra proprio che le tensioni ucraine siano state pilotate dai servizi americani con la benevolenza dei guerrafondai europei. Putin mostra i muscoli. Non potrebbe fare diversamente. Purtroppo l’Ucraina è un assemblato posticcio di popoli diversi, come fu la ex Iugoslavia. Non sarebbe sbagliato un accordo che divida pacificamente ciò che fu unito con arbitrio. Pacificamente!

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