sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ALTOLA’ DI OBAMA
Pubblicato il 24-03-2014


Obama-Putin-Ucraina-Sanzioni

“L’Europa e l’America sono uniti nel sostegno al governo ucraino e al popolo ucraino”. Il presidente Obama è stato chiaro nel messaggio che ha preceduto il vertice di emergenza del G7, la riunione Paesi più sviluppati, ma rimasta con sette membri dopo l’allontanamento della Russia di Putin e che ha fatto seguito a un vertice sulla sicurezza nucleare con altri 52 leader mondiali.

“Più sanzioni”, a meno di una diminuzione della pressione russa, è la ricetta – secondo quanto anticipato – che verrà fuori dall’Aja, la capitale della diplomazia mondiale, dopo l’iniziativa russa che ha portata all’annessione della Crimea e all’ammassamento di un nutrito corpo di spedizione militare ai confini con la Transnistria. Questa piccola repubblica autonoma della Moldavia, con una maggioranza russofona, il 18 marzo scorso, sulla scorta dei fatti della Crimea, ha chiesto anch’essa l’annessione alla Russia.

Si deve fermare è il segnale che gli Usa e la Ue intendono dare con la massima risolutezza a Putin, cercando al contempo di non scivolare dal piano diplomatico a quello pericolosamente inclinato del confronto muscolare/militare.

Sono questi giorni che sembrano davvero lontani da quelli del 1997 quando l’altro presidente democratico, Bill Clinton, festeggiava l’accordo tra Nato e Russia, una nuova tappa nel processo di pace globale dopo l’unificazione post- sovietica dell’Europa.

Obama oggi ha ribadito l’intenzione di mantenere in vigore le sanzioni già decise e di imporne di nuove – “avranno conseguenze significative sull’economia russa” – e garantendo sull’unità degli alleati europei su una linea che costa sicuramente molto di più al Vecchio che non al Nuovo mondo.

Il fronte anti-Putin potrebbe allargarsi a un nuovo e importantissimo alleato, il premier cinese Xi Jinping che Obama ha incontrato nel corso del vertice nucleare. Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu dedicato alla crisi della Crimea, una mozione di condanna era stata bloccata dal voto contrario della Russia, mentre la Cina – che gode di analogo diritto di veto – si era solo astenuta. Prima dell’incontro con il signor Xi, Obama aveva detto ai giornalisti che i due avrebbero discusso dei cambiamenti climatici, degli sforzi per fermare le ambizioni nucleari della Corea del Nord, di alcune questioni che nel recente passato hanno creato problemi nelle relazioni tra i due Paesi dallo spionaggio elettronico alle tensioni per il contenzioso marittimo nippo-cinese, ma anche della situazione in Ucraina. Anche Putin sa bene che la Cina è un fortissimo partner commerciale per gli Usa e che tanto Xi quanto Obama, hanno molteplici ragioni per trovare delle intese globali che potrebbero giocare contro gli interessi russi. Non a caso il presidente americano ha significativamente fatto un riferimento tanto alla situazione in Ucraina quanto alle questioni commerciali ed economiche che interessano Washington e Pechino e alle “regole che permettono di creare posti di lavoro e prosperità in entrambi i nostri Paesi”.

Obama sarà a Roma giovedì per un incontro con Papa Francesco. Il presidente – hanno fatto sapere dallo staff – è ansioso di discutere “l’impegno per affrontare questioni come la disparità di reddito”, un tema che Obama ha sta molto a cuore.

Armando Marchio

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