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Opinioni e commenti
 

Le Pen d’Italie
Pubblicato il 25-03-2014


Diciamo subito che quel che è accaduto alle amministrative francesi non è fenomeno specifico d’Oltralpe. La marea di protesta contro l’Europa sarà il fattore dominante, spero non maggioritario, delle imminenti elezioni europee. Lo dico a tutti coloro che credono ancora nel bipolarismo socialisti-popolari come l’unica articolazione elettorale, o, se non l’unica, come la dominante. Adesso che il Pd ha scelto il socialismo europeo, si dice, anche da noi tutto è risolto. Nascerà anche in Italia, come negli altri paesi europei, una grande forza politica di stampo socialdemocratico. Evviva.

Il nostro paese arriva sempre in ritardo. Mentre negli altri paesi europei esisteva una grande forza socialdemocratica da noi proliferava il più grande partito comunista d’Occidente. Arriviamo oggi in un campo minato a superare l’antica anomalia grazie a un giovane ex democristiano che ha costretto gli ex comunisti a tornare laddove essi stessi avevano scelto di collocarsi dopo la fine del Pci. E il campo minato dove sfocia e si normalizza l’anomalia italiana è oggi fermentato da una nuova anomalia europea. Oggi l’Europa é vista come matrigna. È concepita come la fonte dei nostri guai, non già come una prospettiva di democrazia, di progresso, di benessere.

Dunque è assolutamente normale che proliferino ovunque le tendenze antieuropee, soprattutto nei paesi che hanno subito danni dalla politica economica e monetaria. Certo non in Germania, dove i vantaggi sono stati fino ad ora superiori agli svantaggi. Pensiamo al fenomeno Tsipras in Grecia col suo partito che viene considerato ormai come quello più consistente e che si colloca all’estrema sinistra e fa da contraltare a quello di Marina Lepen in Francia. Pensiamo alle tendenze antieuropee sempre più consistenti non solo negli altri paesi del meridione indebitato, Spagna e Portogallo, ma anche in quelli del settentrione virtuoso, come la Finlandia, l’Olanda, la stessa Austria.

Pensiamo al grillismo italiano, ma anche a nuove pulsioni leghiste e da Fratelli d’Italia, nonché alla scelta di Sel di sposare la sinistra greca. Lo schema socialisti-popolari si va decomponendo e le stesse giustificazioni di destra e sinistra. Anzi la contestazione e la protesta assumono sia a destra sia a sinistra connotati analoghi. La vera discriminante pare essere divenuta Europa, o meglio questa Europa, o anti Europa. Fino a che l’Europa continuerà a parlare in termini di vincoli e di impedimenti, fino a che non incentiverà una politica di sviluppo, l’unica che consentirà di alleggerire il debito, fino a che i governi non capiranno che i parametri di Maastricht e i nuovi del Fiscal compact non sono le tavole di Mosè e i nostri governanti si accontenteranno dei sorrisi, ho la netta impressionie che i Le Pen de France e anche d’Italie aumenteranno.

Craxi ebbe a dire due cose profetiche. La prima è che l’Italia avrebbe dovuto pretendere la revisione dei parametri di Maastricht, anche perché senza l’Italia non si poteva fare l’Europa. La seconda è che l’Europa sarebbe stata un inferno e se andava bene un limbo. La classe dirigente italiana di questo ventennio nero ha preferito la subalternità e la passività. Adesso quello di Grillo rischia di diventare alle europee il primo partito italiano. Aurevoir monsi eur…

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Commenti all'articolo
  1. C’è poco da stare allegri, gli errori si pagano e di errori la sinistra ne ha commessi molti in Italia e in Europa.
    Ci può confortare ricordare la lungimiranza di Bettino Crexi ma non basta a far cambiare le cose.
    Adesso ci affidiamo tutti al Gian Burasca fiorentino, che ci sta proponendo cose di sinistra e di destra, a parole, vedremmo i fatti.
    Se non arriveranno i risultati attesi, la frittata sarà fatta. Ci sarà Grillo e i cugini di Le Pen ,che serviranno il pranzo.
    Buon appetito.

  2. Mentre Obama ha guidato l’America fuori dalla recessione opponendosi all’ortodossia rigorista, in Europa la terapia inflitta dalla Merkel si sta ritorcendo contro l’Europa stessa dove il gioco resta saldamente nelle mani dei banchieri rispetto ai governi sempre più relegati ai margini. Non si esce dalla crisi a colpi di tagli e attacchi sconsiderati al welfare e ai servizi sociali. E’ in questo contesto che è maturato il trionfo di Marine Le Pen alle municipali francesi, trionfo che va letto come il grido disperato di chi non ce la fa più a sopportare tutto questo, un grido che è destinato purtroppo ad espandersi a macchia d’olio anche in altri Paesi dell’eurozona alle europee di maggio

  3. Noi non vogliamo un’Europa né inferno né limbo per cui:
    La rinegoziazione dei parametri di Maastricht; la ricerca di intese contro l’austerità; proposte di alternative credibili ad una politica economica che emargina le nuove generazioni, debbono essere il nostro impegno per l’Europa.

  4. Tra spinte xenofobe ed antieuropeiste e rappresentazioni agiografiche dell’Europa e della globalizzazione, esiste un pensiero nascente che va coltivato.
    Solo idee nuove, per la nuova epoca, su valori antichi, riusciranno a salvare il socialismo internazionale insieme al nostro, nobile, socialismo italiano.

  5. Non c’è dubbio che nei momenti di grave crisi economica e sociale con qualcuno bisogna prendersela. Cerchiamo di chiarire che abbiamo subìto le politiche di rigore e austerità del Centro-Destra Europeo dei Barroso e Merkel. I demagoghi e i populisti se la prendono con l’Euro, mentre bisogna chiedere all’Europa di assumere finalmente politiche di crescita e di occupazione, sapendo che non è semplice di fronte ai forti messaggi anti-Europei e anti-Euro provenienti dall’estrema Destra e dal massimalismo di Sinistra. Le difficoltà richiedono coraggio e impegno accentuato per proposte Riformiste e Socialiste capaci di farci uscire dalla spirale della crisi.

  6. La maggioranza degli Italiani non è contro l’Europa, è contro questo tipo di Europa ( grande Germania) quello che è successo in Francia succederà in Italia ed in altri Paesi alla subalternità da sempre i Popoli si ribellano. Anche in Italia gridiamo forza Popolo.

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