martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Le primarie nelle campagne rosse
Pubblicato il 03-03-2014


E’ stupendo girare nelle campagne italiane e chiedere opinioni politiche ai più anziani cresciuti sulla terra dove tutte le mattine si alzano e continuano imperterriti a lavorare. C’è certo da dire che nè loro, nè credo nessun altro italiano qualunque, possa aver capito bene chi sia quell’uomo che da sindaco è passatoa essere presidente del Consiglio tra gli applausi di gente come i diplomatici americani.

Ma più divertente è il fare domande riguardo le primarie che si stanno svolgendo in diverse città italiane. Oltre a chi per età, diciamo costituisce una fascia anagraficamente centrale dell’elettorato, pochissimi sono i giovani così come gli anziani che hanno ancora ben capito questo sistema delle primarie. I primi perché totalmente disinteressati alla politica, i secondi perché non sono riusciti a vivere bene i cambiamenti innovativi della politica italiana. Al mio chiedere ad un signore di una certa età, chi avrebbe votato relativamente alle primarie comunali per il partito democratico, ho ricevuto una risposta tanto bella quanto antica: “Quelli del partito mi hanno detto di votà coso”.  Nell’ascoltarlo ho avuto una ventata di ricordi nostalgici di quel mondo organizzato di partiti che governavano il proprio elettorato, soprattutto in regioni come l’Umbria. Mi diceva un signore in questo bar di campagna: ‘’Ai miei tempi si faceva un congresso e si votava il segretario in qualità di tesserato al partito, mi pare la cosa più giusta’’.

Sarò io per primo un qualcuno che non è troppo interessato a certe evoluzioni partitiche per me più simili ad involuzioni, ma effettivamente penso che la storia sia un qualcosa che non si possa dimenticare. Da una parte si decantano infatti le primarie come un’opera massima di democrazia, dall’altra, in certe realtà si va ancora dando comando di voto ai più anziani come a un gregge di pecore. Nel mio modesto riflettere, credo che stiamo vivendo un marasma politico senza precedenti e senza ideali. La politica è un misto tra filosofia e scienza, tra amore e prostituzione. Non si può pensare di iniziare una nuova epoca andando a cancellare tutti i giorni passati e addirittura a rinnegarli o schifarli. Il nuovo viene dopo il vecchio da cui però, deve imparare e, nell’essere fiero di lui, ricordarlo per tutto ciò che gli ha dato. Altrimenti sarebbe, forzatamente, solo una prostituta.

Pierfederico Tedeschini

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Commenti all'articolo
  1. MIo nipote PIerfederico ricorda campagne rosse d’Umbria potendo solo rispolverare memorie infantili, diversamente da me che posso utilizzare, vista l’eta’,ricordi decisamente più’ maturi.VIcende tuttavia relativamente recenti, attigue agli anni 70 ,dove il modo di vivere e fare politica tra la gente,per noi fra i contadini,era completamente diverso:sezione e casa dei compagni, casa e sezione.Non c ‘era rete e poco tg3,il giornale spesso era solo lAvanti della domenica che distrubuivamo quasi forzatamente quanto copiosamente è anche quando, anni dopo, ebbi onere ed onore di assumere immeritate quanto rilevanti cariche istituzionali, continuai a vivere di casa di campagna e sezione, con l’autista,defilato compagno,che aspettava il suo Presidente di campagna.La classe politica odierna non ha avuto stessa scuola o ne ha dimenticato gli insegnamenti, il tutto con i risultati che e’dato vedere, non proprio lusinghieri nonostante la baldanza,per ora solo verbale, del giovane Renzi il quale, diversamente da te, non sente nessuna seppure infantile nostalgia di campagne rosse,anche perché’ i suoi contenuti trascorsi politici,tutti culturalmente democristiani,lo rendono daltonico si da vedere in bianco quello che noi socialisti ,con oltre un secolo di lotta e d’impegno sociale e politico,avevamo dipinto di rosso.Stefano Moretti

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