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Opinioni e commenti
 

Matteo show
Pubblicato il 14-03-2014


Non c’è che dire. Il Renzi televisivo funziona. Parla a raffica, promette il Paradiso, annuncia felicità. Pare l’epigono di un presidente del Consiglio che vive ad Arcore e l’analogia è stata ricordata oggi nel fresco articolo di Gianantonio Stella sul Corriere. Ma credo che Matteo possieda ancora maggiore spregiudicatezza ed energia. È un turbine in piena, un effluvio di parole pronunciate con forza e spirito di concretezza. Una magnifica macchina comunicativa, che riesce a parlare a tutti, e di tutto, con dati e ragionamenti conseguenti. A volte un po’ superficiali come nel conto dei miliardi: “Vespa, due miliardi? Facciamo uno, dai”, come se si trattasse di cioccolatini. E con la scommessa di andare al monte a piedi e di eliminare il Senato se no cambia mestiere e di mettere i soldi in tasca ai lavoratori il 27 maggio se no sarebbe un buffone.

I soldi in tasca, le mani in tasca, il ritornello è sempre quello. Le tasche come rimedio per ottenere maggiore consenso. E soprattutto l’idea che é la prima volta, nel secolo, nel millennio, nella storia, senza conoscerla, naturalmente. Quante volte i governi hanno favorito aumenti salariali, detrazioni, ritocchi alle pensioni sociali? E altro. Ma non importa, è sempre
la prima volta, la volta buona, la svoltabuona. Le slide sono fantastiche. Convincenti. Renzi è l’unico dal quale compreresti una macchina nuova, ma non usata. Ti lasci ammaliare, ma con innata diffidenza. Parla come un televenditore, più che come un uomo di governo. Se raccontasse anche qualche barzelletta l’equiparazione con quell’altro sarebbe completa. In lui prevale sempre la forma più dei contenuti. Prendiamo la riforma elettorale. É pessima, si vince col 37 per cento e ci sono ancora le liste bloccate. Eppure sta passando l’idea che sia una svolta anche questa. Entro febbraio. Pardon, marzo, verrà approvata. La velocità, le scadenze da mantenere impressionano più della cosa in sé.

Prendiamo i 10 miliardi per 10 milioni di italiani, o il fondo per non finire in fondo. Tutto è giocato come fosse lo slogan di un dentifricio. D’altronde così va il mondo. Nuovo Blair, come sostengono all’estero, o nuovo Berlusconi, come sostengono in tanti da noi? Ragioniamo sul lavoro. I dieci miliardi si potevano mettere per le aziende, e vincolarli a nuova occupazione. Io tolgo l’Irap se tu usi quei soldi per assumere giovani. Non sarebbe stato più giusto, più urgente? Certo, ma invisibile. Non c’erano le tasche. I soldi si vedono, anche perché nella busta paga ci sarà scritto che te li ha dati Renzi, altro che. E magari arriveranno nel giorno delle elezioni europee. Tutti annuiscono, tutti applaudono. Perfino l’acido Sallusti, mentre Vespa, sornione, pensa già al prossimo libro natalizio. Se il tema è: meglio mille euro in più a chi guadagna poco che nulla, la risposta è sì. Ci mancherebbe. Restiamo appesi a un’attesa mista a stupore. Il Matteo show, d’un circo popolato da giovani incravattati e belle ragazze, funzionerà? Noi ci auguriamo e gli auguriamo francamente di sì. Stavolta la crisi sarebbe un crollo. Non ci sarà un’altra volta? Così si lascia trasparire e Renzi diventa fortissimo, insostituibile. C’è sempre una soluzione diversa, nella storia. Mai nessuno è l’ultimo. E invece stavolta così sembra. Per questo Matteo show è lo spettacolo del momento e forse anche del futuro. E il pubblico, coi soldi in tasca, applaude.

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Commenti all'articolo
  1. Le elezioni Europee sono la battaglia delle battaglie, ora tutto sarà fatto in visione del consenso, chi vince indipendentemente da cosa ha fatto e detto sarà comunque il vincitore e gli sarà perdonato tutto come sempre gli interessi generali del Paese ancora una volta passano in second’ordine.

  2. Mussolini incendia l’animo dei giovani, ma Turati capisce subito. “Che è questo? Religione? Magismo? Utopia? Sport? Letteratura? Romanzo? Nevrosi? Certo non è il socialismo perchè è la negazione del socialismo”. Il riformista Claudio Treves, che lo ha preceduto come direttore dell’Avanti!, approfondisce. “Funestissima e non socialista ci sembra la concezione della lotta di classe a mo’ di una guerra guerreggiata”. I due direttori si feriranno in un furioso duello alla sciabola quando Mussolini lascerà l’Avanti! e si trasformerà da estremista di sinistra in estremista di destra.
    (brano tratto dal libro di Ugo Intini Avanti! un giornale un’epoca)

  3. questa è la politica Signori, non ci sarà smentita, sconfitta, ci voleva energia e basta, lo sapevamo. l’energia basta, è sufficiente, bastava cambiare passo, cambiare linguaggio, le promesse sono sempre le stesse, pero’ bisogna saperle dire. la verità vera è che tutto cio è un ciclone e non resterà nulla dopo. teniamo duro

  4. Renzi come imbonitore, come oratore, come spregiudicatezza è bravissimo e non c’è niente da dire. Il mio punto di vista comunque, a parte la capacità di ingenerare dei sogni in chi ormai è stato privato anche di questo, non lascia spazio alla politica intesa nel suo vero senso. Qualcuno disse che la differenza tra la politica e l’economia è notevovole in quanto la prima riguarda le persone, la seconda riguarda le cose e come ottenerle. Ecco in queste parole, a mio avviso, è racchiuso tutto il nostro essere e il nostro futuro. Ci siamo ridotti, forse per pigrizia o per lavaggo del cervello, a considerare che abbiamo bisogno dell’uomo forte che decida e faccia tanto per molti dei politici in auge che sono sempre gli stessi e nulla o poco per la gente e la crescita. Perloro qualche cosa comunque arriverà in concreto indipendentemente dal credo politico. Alfano che rivendica che nel Governo molte scelte di destra sono state sollecitate da luie rimane attaccato al potere, Berlusconi che sornione ritiene che la legge elettrale sia frutto della sua iniziativa, senza contare le riforme che verranno sempre con il suo beneplacito. Insomma un mondo informe di politiche che nulla hanno a che vedere con una strategia ed una visone politica di centro sinistra a breve e lungo termine. La sinistra ha iniziato ad essere falcidiata dal voto utile di Veltroni che ha fatto diventare extra parlamentari molti partiti di sinistra, oggi Renzi le sta dando il suo colpo di grazia con una legge elettorale finalizzata ad un bipartitismo da molti osteggiato e deprecato, una legge peggiorativa dello stesso Porcellum. Infatti almeno in quello c’era uno sbarramento dei partiti in coalizone al 2% , con questa lo sbarramento sale al 4,5% con l’aggravante che se non lo raggiungi, anche se per poco, non solo sei fuori ma i tuoi voti non saranno persi, ma andranno conteggiati alla coalizione vincente e quindi al maggior partito. Tu voti per un parte politica e per delle persone e loro utilizzano il tuo voto come gli pare e per alre persone. Eppure sono molte altre le storture di questa legge. Una seria considerazione deve anche essere fatta al continuo calo dell’ affluenza alle urne che per paradosso delle percentuali fatte con i grandi numeri, di fatto rappresentano sempre più una minoranza e i troppi addetti. Nonostante tutto, rtornando al ragionamento iniziale ci si accapiglia tra maggioranza ed opposizione su come utilizzare al meglio le risosrse enunciate e virtuali, che ancora nessuno ha visto, ma l’idea di una politica che riformi in modo radicale un’Italia dei paradossi e che produca una vera redistribuzione della ricchezza in maniera equa ancora non si intravede. Sono convinto che tutto questo malessere e questo solipsismo politico-mediatico sia dovuto a quella distruzione dei così detti partiti minori ed un’opposizione che è solo di facciata perchè lascia fare, tanto poi toccherà a lei nell’alternanza tra il dare e l’avere tra i due maggiori partiti. La domanda di fondo comunque rimane sempre la stessa: la politica dove è andata a finire?

  5. caro del Bue, da vecchio riformista ex PCI e uomo d’azienda ho già annunciato il mio voto europeo al PSI. Avendo sempre contrastato il Renzie alle primarie, non sono sorpreso dell’approccio kafkiano dei primi atti del garrulo boy scout: benino in economia e male per l’Italicum. Il ragazzo è sveglio e da buon pragmatico sa cogliere al volo le idee. Ma non chiamarlo comunicatore: fa show da teleimbonitore, solo più giovane e spigliato del berlusca: lo dico da esperto di marketing). Politicamente raccomando due cose:a) Nencini, attaca subordinando la tua permanenza al governo alla sparizione dell’Italicum. b) alle europee occorre ragggiungere il 4% per cui lavorare. lavorare compagni.Carlo51

  6. In effetti il panem che Renzi sta dando al popolo e il circensem che stà mostrando agli elettori è storia vecchia. Rottamerà tutta la vecchia politica, malvagia e corrotta, marcia e stagnante, ma stà usando tattiche vecchie tipiche di regimi autoritari e piene di contradizioni. Firenze sarà un suo feudo con Nardella, il granduca. La politica sarà amministrata e condotta da partiti che rappresenteranno meno della metà del popolo votante. I partiti stessi, simbolo di democrazia e ideali ancora vivi moriranno. I nuovi ministri di Renzi ricordano molto le “spalle” televisive sostenenti un famoso comico. ” e il pubblico, coi soldi in tasca applaude”, dejavù infinito del passato. Un vecchio film mostrava l’esecuzione di due carbonari nell’agonizzante Roma papale, sotto assedio. Le ultime parole di uno dei due furono ” dormi popolo”. Eppure, alla fine sappiamo cosa accadde. Renzi potrà coprire gli occhi con tante cose, soldi, parole, sogni, immagini, ma non puó sottrarsi alla dura realtà. Se non farà cose giuste, crollerà.

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