venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

NO, dal Parlamento Europeo alla parità tra uomo e donna
Pubblicato il 12-03-2014


Parlamento-Europeo-StrasburgoIn Europa il centrodestra respinge il rapporto su parità tra uomini e donne al Parlamento europeo.

Dopo la bocciatura a Roma la stessa sorte è toccata anche a Strasburgo, dove gli europarlamentari hanno rigettato una relazione non vincolante sulla parità di genere nella Ue che chiedeva, tra le altre cose, “agli Stati membri in cui la rappresentanza delle donne nelle assemblee politiche è particolarmente bassa (e tra queste l’Italia) di prendere in considerazione l’introduzione” delle quote rosa. Il rapporto, firmato dalla portoghese della Ines Cristina Zuber, è stata rigettata con 298 no, 289 sì e 87 astenuti. Contrari i Popolari, i Conservatori, l’Europa della liberta’ come gran parte del gruppo dei Verdi si è astenuto, e una fetta dei Liberaldemocratici.
Il testo, centrato sulla necessità di promuovere politiche volte ad assicurare un pari trattamento salariale e lavorativo tra uomo e donna, conteneva anche riferimenti alla rappresentanza politica, alla lotta alla violenza sulle donne e contro gli stereotipi sessisti, oltre a chiedere alla Commissione europea di focalizzare le sue iniziative a “favore della famiglia” verso “tutte le famiglie, senza alcuna discriminazione in merito alla loro composizione”, questo uno degli aspetti più criticati dal centro destra europeo.

Il testo della Zuber, hanno sostenuto gli esponenti del Partito Popolare per giustificare il loro voto contrario, pone l’accento sugli effetti devastanti che le politiche di austerità hanno avuto sull’uguaglianza di genere. “Le donne, soprattutto nei Paesi periferici dell’Europa, – ha dichiarato prima del voto la relatrice Zuber – stanno soffrendo profonde discriminazioni e la vulnerabilità di un lavoro precario”. “I servizi pubblici e i benefici vengono forniti in un modo inadeguato se l’obiettivo è assicurare che le donne possano vivere con dignità”. Un relazione conclusa sul Equal Pay, manifesto che è stato parte anche dei lavori della scorsa settimana durante il congresso del PSE a Roma, sottolineando che una donna lavora ancora in media 59 giorni più di un uomo per ottenere lo stesso salario.
“A tre giorni dalla festa della donna abbiamo assistito ad un voto vergognoso e disinvolto dal parte del Parlamento Ue”, è stata l’accusa del gruppo ‘Socialisti e democratici’. “Un insulto non solo alle donne, ma all’insieme della società europea”.
Sara Pasquot 

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Commenti all'articolo
  1. La parità di genere è un grande errore, se le donne valgono , e VALGONO, non occorre introdurre una quota tipo animali in via di estinzione. Il merito e la professionalità, oltre l’onestà.
    Questo conta.

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