domenica, 19 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pensioni al minimo: occhio ai redditi
Pubblicato il 24-03-2014


Breve guida all’integrazione 2014

Sono molti i pensionati che vorrebbero conoscere con certezza quale sia per quest’anno (2014) la misura del reddito che non va superato per mantenere il diritto al beneficio dell’integrazione sulla pensione, pari a 501,38 euro mensili. I dubbi derivano soprattutto dal fatto che alle vecchie disposizioni di legge se ne sono aggiunte altre negli ultimi anni, tanto da far nascere, anche in questo settore previdenziale, i trattamenti al minimo “di annata”. Infatti, gli assegni che hanno decorrenza fino al 1993, quelli con decorrenza 1994 e quelli con decorrenza successiva sono e saranno soggette a regole differenti. Ogni anno, cioè, subiscono, ciascuna, un proprio aggiornamento. Al momento si è di fronte a diverse situazioni. Nel primo caso (dec. compresa entro il 31 dicembre 1993), ai fini dell’integrazione al minimo della pensione devono essere presi in considerazione i soli proventi personali del titolare. Il beneficio non spetta, infatti, se l’interessato possiede redditi superiori a due volte l’importo minimo annuo vigente. Nessun riferimento va fatto alla situazione patrimoniale del coniuge. Nella seconda ipotesi (dec. compresa tra il primo gennaio 1994 e la fine dello stesso anno), se l’intestatario della prestazione di quiescenza è coniugato, devono essere valutati anche i proventi del coniuge. L’integrazione non compete, difatti, se il reddito personale supera di due volte l’importo minimo di legge, e quello cumulato con il coniuge splafona di cinque volte la pensione sempre minima prevista. Nella terza fattispecie (dec. dal primo gennaio 1995 in poi), se il titolare del trattamento previdenziale è coniugato rilevano ai fini della concessione del beneficio pure i proventi del coniuge.

L’integrazione non è pertanto attribuibile se la situazione reddituale personale va oltre di due volte la misura minima di riferimento, e quella con il coniuge supera di quattro volte lo stesso valore minimo. In altre parole dal 1995 in poi, è stata confermata la normativa del 1994 con una ulteriore restrizione: la soglia di reddituale coniugale non è più rapportato a cinque volte bensì a quattro volte la pensione annua minima in vigore. Nella tabella che si riporta di seguito, sono indicati i limiti di reddito che si applicano quest’anno per coloro che sono andati in quiescenza entro il 1993, nel 1994, dal 1995 al 2013 e per coloro che ottengono il trattamento pensionistico nel corso del 2014. Chi, invece, ha ricevuto, a partire dal 2002, la maggiorazione fino ad un milione di lire al mese può contare quest’anno su un assegno di 637,82 euro (1.234.991 vecchie lire). La cifra si ricava sommando all’importo del trattamento minimo di 501,38 euro mensili la maggiorazione fissa di 136,44 euro.

Ne possono usufruire i pensionati che hanno i seguenti requisiti: sessanta anni di età se titolari di pensione di inabilità; almeno settanta anni negli altri casi. Se, però, il richiedente ha versato durante la sua vita dei contributi, il requisito anagrafico prescritto viene ridotto di un anno per ogni cinque di versamenti effettuati, fino ad un minimo di sessantacinque anni; dal 2014 il reddito annuo fissato non deve superare i 8.291,66 euro per i pensionati soli e i 14.110,59 euro per coloro che sono coniugati. Si considerano tutti i proventi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti di Bot e altri titoli. Nel computo rientrano pure le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altri termini, bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da: la casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’assegno di accompagnamento, i trattamenti di famiglia, l’importo aggiuntivo di 154,93 euro (trecentomila vecchie lire) introdotto dalla legge 388/2001, i sussidi erogati da enti pubblici senza carattere di continuità, l’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni, trasfusioni e emoderivati. L’altra tabella proposta riproduce i requisiti per ottenere gli aumenti.

A CHI SPETTA L’INTEGRAZIONE (i limiti di reddito per il 2014)

Dec. Pens. Integr. Totale Integr. Parz. Nessuna integr.

Pensionato solo

Fino al 1993 fino a euro 6.517,94 da 6.517,94 a 13.035,88 oltre 13.035,88

Pensionato solo

Fino al 1994 fino a euro 6.517,94 da 6.517,94 a 13.035,88 oltre 13.035,88

Pensionato coniugato

fino a euro 26.071,76 da 26.071,76 a 32.589,70 oltre 32.589,70

Pensionato solo

Dal 95 al 2012 fino a euro 6.517,94 da 6.517,94 a 13.035,88 oltre 13.035,88

Pensionato coniugato

fino a euro 19.553,82 da 19.553,82 a 26.071,76 oltre 26.071,76

N.B. fino al 1993 non rilevava il reddito del coniuge.

I REQUISITI PER OTTENERE GLI AUMENTI

Tipo di pensione età minima limite di reddito solo e coniugato

Trattamento Ago 70 8.291,66 14.110,59

Assegno/Pens. Sociale 70 8.291,66 14.110,59

Inv.civili al 100% 60 8.291,66 14.110,59

(compr. ciechi e sordomuti)

N.B. L’età scende di un anno per ogni cinque di contributi versati.

Colf, estratto contributivo online per i domestici 

Nell’ambito dei servizi che l’Inps mette a disposizione del cittadino per la verifica della propria posizione assicurativa è stato realizzato un nuovo servizio online per i lavoratori domestici che propone un estratto contributivo ad un maggiore livello di dettaglio, e quindi di maggiore utilità per i controlli, rispetto a quello già presente nel Fascicolo previdenziale del Cittadino. Il servizio è disponibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it, nella sezione Servizi Online attraverso il seguente percorso: Servizi per il cittadino – Autenticazione con Pin/Autenticazione con Cns – Lavoratori domestici – Estratto contributivo lavoratore. Effettuato l’accesso, il servizio mette a disposizione l’elenco dei periodi contributivi da lavoro domestico con il relativo dettaglio.

Tale elenco viene presentato in conformità con l’estratto conto disponibile nel Fascicolo Previdenziale del quale ripropone le informazioni generali relative al periodo di riferimento, ai contributi utili alla pensione e alla retribuzione o reddito. In aggiunta rispetto alle suddette informazioni generali, per ogni periodo contributivo il nuovo estratto del lavoratore domestico: presenta l’elenco completo dei rapporti di lavoro per i quali è presente contribuzione; dà evidenza della presenza di eventuali note o segnalazioni del datore di lavoro relative a sospensioni nei versamenti; fornisce, selezionando l’apposito tasto presente nella colonna Rapporti / Periodo, l’elenco stampabile di tutti i versamenti presenti in archivio per il periodo, anche con riferimento a un singolo rapporto di lavoro. l servizio offre infine la possibilità di visualizzare e stampare l’elenco di tutti i versamenti presenti in archivio indipendentemente dal periodo di riferimento, anche in relazione a un singolo rapporto di lavoro. In tutti i casi in cui è proposta la scelta del rapporto di lavoro per il quale si intende chiedere il dettaglio, è necessario utilizzare l’apposita opzione di selezione presente nella prima colonna della tabella che riporta la lista dei rapporti di lavoro. L’elenco dei versamenti presenti in archivio riporta, per ogni versamento, le seguenti informazioni: l’anno e il trimestre di riferimento; il datore di lavoro e il codice del rapporto di lavoro; l’importo versato; le ore retribuite e la retribuzione oraria effettiva; le settimane lavorate; le eventuali note che indicano ad esempio se il versamento è stato totalmente o parzialmente rimborsato; le eventuali sospensioni segnalate dal datore di lavoro. Da tale elenco, utilizzando l’apposita opzione di selezione presente nell’ultima colonna, è inoltre possibile accedere al dettaglio delle settimane indicate nel versamento.

Disoccupazione: +9,6% in confronto a gennaio 2013, cassa integrazione: +5,3% rispetto a febbraio 2013

Nel mese di febbraio 2014 sono state autorizzate 83,3 milioni di ore di cassa integrazione, tra interventi ordinari, straordinari e in deroga, con un incremento del +5,3% rispetto al mese di febbraio 2013 (79,1 milioni). L’aumento è da imputare totalmente agli interventi di cassa integrazione straordinaria e in deroga: infatti, mentre le ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono diminuite del -27,4%, quelle per gli interventi di cassa integrazione straordinaria (Cigs) e in deroga (Cigd) sono risultate in rialzo rispettivamente del +16,9% e del +55,6%. I dati destagionalizzati evidenziano nel mese di febbraio 2014, in confronto al precedente mese di gennaio, una variazione congiunturale pari a -0,4%. Dall’analisi delle singole tipologie di intervento, emerge che le ore di Cigo autorizzate a febbraio 2014, pari a 23,5 milioni, determinano una flessione tendenziale pari a -27,4% rispetto ai 32,4 milioni di ore autorizzate nel febbraio 2013: in particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -35,0% nel settore Industria e +6,0% nel settore Edilizia.

Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati registrano per il mese di febbraio 2014 un decremento del -7,4% in confronto al precedente mese di gennaio. Il numero di ore di Cigs autorizzate a febbraio 2014 è stato di 38,9 milioni, con un progresso del 16,9% rispetto all’analogo mese dell’anno precedente, quando sono state autorizzate 33,2 milioni di ore. La variazione congiunturale del mese di febbraio 2014 in confronto a gennaio 2014, calcolata sui dati destagionalizzati, è pari al -5,6%. Gli interventi in deroga, che risentono degli stanziamenti fissati a livello regionale, sono stati di 20,9 milioni di ore autorizzate nel mese di febbraio 2014, con un avanzamento del +55,6% rispetto a quelle autorizzate nel febbraio 2013 (13,4 milioni). Per la Cigd, la destagionalizzazione dei dati mostra una variazione congiunturale pari a +19,5% in confronto al precedente mese di gennaio 2014. Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione involontaria, si ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le relative istanze sono classificate come ASpI e mini ASpI. Per quanto concerne i dati specifici, nel mese di gennaio 2014 sono state inoltrate 138.352 richieste di ASpI, 49.588 domande di mini ASpI, 302 istanze tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 16.412 richieste di mobilità, per un totale di 204.654 domande, il 9,6% in più rispetto alle 186.811 istanze trasmesse nel mese di gennaio 2013. Alla sintesi dei dati fornita direttamente dall’Inps, l’Istituto ha opportunamente allegato un file più completo, che offre un “Focus” sulla diversa tipologia di interventi, un’analisi per ramo di attività economica e un’analisi per regione ed area geografica.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento