mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Perché dovrebbe votarci
un ragazzo di vent’anni?
Pubblicato il 24-03-2014


Cari Compagni,
credo che si dovrebbe cominciare veramente a rifare ragionamenti politici molto profondi sul nostro presente e sul nostro futuro, veramente guardando al domani e gettando il cuore oltre l’ostacolo che fino ad oggi abbiamo posto davanti a noi.
Penso innanzitutto che chi scrive, socialista con tessera in tasca dal 1975 e con un percorso che è anche andato oltre lo stesso PSI, essendo venuto via dal PD anche proprio per le ragioni che spesso ci siamo detti, per quella mancanza atavica di caratterizzazione socialista di un partito senz’anima, spesso riportata anche dai quotidiani ed ammessa anche da molti dirigenti di quella stessa forza politica, abbia affermato con la chiarezza l’esigenza di non confluire, almeno in questo momento come qualcuno sembra voler affermare, in quella formazione, ma nemmeno si può sottacere, in nome di una presunta, sterile ed antistorica autonomia, l’esigenza di fare noi Socialisti, per primi dei passi avanti verso una riunificazione a sinistra in una forza riformista, socialdemocratica, autenticamente radicata nel solco del socialismo europeo e dell’Internazionalismo socialista.
Di strada da fare ce n’è, eccome; noi socialisti, piaccia o no, dobbiamo percorrerla aiutando gli altri, che oggi finalmente dico io, hanno aderito al PSE (ma non so ancora quanto convintamente) a farla con noi. Forse se parliamo in questi termini, e ribadisco forse, noi che del PSE siamo parte fondamentale e soci fondatori, assumiamo anche nuova credibilità e valenza nell’opinione pubblica sempre più disorientata. Tutto il livore, tutto il rancore che a volte ci caratterizza e che traspare anche sui social network sui quali partecipiamo, non è che un modo di testimoniare un’appartenenza, un ricordo lontano che non serve più, se non a noi stessi.
Nessuno si chiede mai “per quale motivo un ragazzo di 20 anni dovrebbe dare credito al PSI e votarci?”: perché ci chiamiamo socialisti?, perché abbiamo espresso il Presidente della Repubblica (la Prima) più amato dagli Italiani? perché avevamo capito prima di altri i cambiamenti che la storia imponeva? No Compagni, quel ragazzo non ci vota, e forse non vota nemmeno altri, perché non vuole quello: cerca una forza giovane, garibaldina, ribelle, in grado di prospettargli un futuro, di
dargli una speranza in un Paese le cui Istituzioni sono lontane dai suoi bisogni, dove la scuola non fa più cultura e formazione, dove anche le famiglie, come primo fondamentale nucleo della società, sono in difficoltà a sostenerlo e ad educarlo, dove l’Europa è vista come una nemica anziché un’opportunità, dove la politica è ritenuta dai più come covo di affaristi e di malcostume e corruttela e non invece come ricerca della soluzione ai bisogni e sostegno per chi intende dare il suo contributo per una società più libera e migliore.
Ecco quello che dobbiamo fare Compagni, questo è il socialismo del domani, questo è il “coraggio della volontà” di antica memoria.
Vorrei riuscissimo a fare questo anche attraverso la pagina ufficiale del PSI (e quelle che sono usate dai più per comunicare con il mondo), superando anche al nostro interno divisioni correntizie e preclusioni verso qualcuno, specialmente dopo la conclusione dei recenti congressi.
Essere di sinistra, essere riformisti nell’accezione più autentica e moderna della parola, non è essere contro una società, ma contribuire a migliorarla secondo i bisogni di chi è meno fortunato, valorizzando il merito e l’inclusione, rispondendo alle aspettative secondo un criterio di giustizia.
Il craxismo, l’anticomunismo, il velleitarismo, tutti gli “ismo” a cui si fa spesso riferimento per condannare gli altri, sono orpelli del secolo scorso; guardiamo Avanti! come recita la testata del nostro storico e glorioso giornale.
Per i nostri “padri” (quelli che i giovani a cui dovremmo guardare, nemmeno conoscono), il Socialismo era “il sole dell’avvenire”, una visione traguardata al futuro, uno sguardo proiettato lontano, non il miraggio di un passato perduto che inesorabilmente, non illudiamoci, non torna più!
Graziano Luppichini – Rosignano

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Commenti all'articolo
  1. sono daccordissimo, con quanto ai scritto certo c’è molto da fare, e purtroppo l’età che mi pesa sulle spalle e altri guai sopravvenuti mi limitano, quasi mi impediscono di poter operare. Ti faccio tanti auguri sperando che le tue idee trovino i compagni pronti per realizzarle.

  2. sono completamente d’accordo con Tè, vorrei scendere in campo per dare una mano a far divenire realtà quanto hai scritto. la volontà non mi manca ma l’età e altri guai sopravvenuti e che purtroppo continuano mi rendono difficile qualsiasi attività. Ti faccio tanti auguri, affinché il tuo messaggio venga recepito, idealmente ti sono vicino.

  3. certo Graziano che non è facile ottenere voti dai ventenni,neppure spiegare certe logiche è facile. Sia il PD prerenziano che il recente congresso PSI di Venezia lo ricordavano. Potrei citare le analisi di Touraine e di Bauman sulle società odierne. Ma da vecchio riformista ex PCI e uomo d’azienda suggerisco ai giovani un pezzo (solo un pezzo) di risposta: leggere e riflettere. Ho anche insegnato all’Università ed ho misurato l’ignoranza tremenda della generazione cresciuta colle televisioni del berlusca. Sulla testata dell’Unità A.Gramsci scriveva: ‘Studiate perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.Organizzatevi, perchè avremo bisogno di tutta la vostra forza’.Ed erano operai di un secolo fa. Oggi tanti tablet e pochi giornali, caro compagno.E come ricordava un liberal quale Dahrendorf, il rischio (concretissimo) è che prevalgano i couch potatoes, cioè quelli che passano le giornate sgranocchiando patatine davanti alla TV. Carlo51

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