lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

PREMIO INTERNAZIONALE IGNAZIO SILONE
Pubblicato il 28-03-2014


REGIONE ABRUZZO – CITTA’ DI PESCINA – CENTRO STUDI IGNAZIO SILONE

E’stato assegnato alla Reverendissima Suor Laura GIROTTO, il PREMIO INTERNAZIONALE IGNAZIO SILONE, giunto nel 2014 alla sua XIX edizione.

Il Novecento è stato definito il «secolo delle donne», in virtù dei frequenti cambiamenti che hanno contribuito a modificare non di poco i costumi sociali tradizionali. Il movimento femminista, per esempio, si è sviluppato proprio negli anni ‘60 del ‘900, con l’intento di modificare radicalmente la divisione sessuale dei ruoli maschili e femminili.

Ignazio Silone, che ha vissuto tre quarti del Novecento (1900-1978), fu uno scrittore da subito sensibile a questo cambiamento considerato, come è stato messo in evidenza anche nel titolo del concorso per le scuole superiori di quest’anno, che Da Elvira di Fontamara a Severina di La speranza di Suor Severina, il personaggio femminile è sempre presente nella sua opera narrativa con ruoli ed esiti vincenti sotto il profilo etico, morale e di giudizio: segno del grande rispetto e dell’apprezzamento che lo scrittore  ha nutrito, da sempre, nei confronti della donna.

In un momento in cui la donna acquisisce da una parte una sempre maggiore preminenza civile, sociale, professionale e dall’altra è spesso coinvolta in un vortice di violenza bestiale da parte dell’uomo, la Giuria del Premio Silone, che nelle tante  edizioni ha premiato due sole donne: nel 1991 la scrittrice francese Luise Rinser, per l’opera Diario dal carcere, e più ampiamente per la totalità di una produzione letteraria sottesa di impegno civile e umano, e nel 1998 Luce d’Eramo, per lodare la sua intera opera critico-saggistica e la dedizione che la D’Eramo ha riservato all’opera siloniana, vuole quest’anno gratificare l’eroica, sapiente, cristiana figura della salesiana  Suor Laura Girotto, fondatrice, negli anni Novanta, della missione Kidane Mehret di Adua, alle pendici di quelle montagne etiopiche che videro sfumare le ambizioni coloniali del giovane Regno d’Italia; e autrice,  con il giornalista Niccolò d’Aquino, del volume La tenda blu. In Etiopia con le armi della solidarietà (Paoline,Milano 2011, pp 156), i cui proventi sono completamente devoluti all’Associazione ”Amici di Adwa Onlus”  che sostiene la missione salesiana Zidane Meheret di Adwa.

Un  testo esemplare  ed una esperienza di vita solidale, quella di suor Laura Girotto, fondata sulla concreta e proficua attività di sostegno attivo che ha favorito tantissime povere donne etiopi  nell’acquisizione di specifiche capacità lavorative, e nel successivo svolgimento di un’attività qualificata e retribuita che ha permesso loro di conquistare una graduale presa di coscienza dei diritti e la riappropriazione della propria dignità.

Scopi  che pienamente corrispondono all’ideale siloniano e alle finalità del Premio Internazionale.

Suor Laura, ricevuta la notizia, ha commentato “con grande onore e gratitudine accolgo questo importante Premio, assegnato alla mia persona ma che idealmente voglio condividere con gli innumerevoli amici che da anni collaborano con la missione e che hanno realizzato un progetto che all’inizio sembrava impossibile”, ed ha proseguito “Occorre un enorme coraggio per essere aperti alla speranza. Forse è richiesto un pizzico di follia, perché sperare è credere nella possibilità dell’impossibile”. Evidente il richiamo al magistero di Papa Francesco ed alla sua bellissima frase “Non lasciamoci rubare la speranza!”.    .

 

La Giuria del Premio, inoltre, ha ritenuto di voler conferire anche lo speciale riconoscimento, del “Premio Fontamara”, a “LIBERA, associazioni e numeri contro tutte le mafie”, Associazione fondata il 25 marzo 1995 da Don Luigi Ciotti, per la sua attività istituzionale nella difesa dei valori di giustizia, legalità, verità e dignità umana; in particolare, per la recente campagna “Miseria Ladra”, perché  “la povertà ruba la speranza, la dignità e i diritti. Dalla crisi si esce insieme, aiutiamoci a farlo!”. Nel presentare la campagna Don Luigi Ciotti ha detto: “La crisi per molti è una condanna, per altri è un’occasione. La Costituzione ci impegna in tal senso a fare ognuno la propria parte. La lotta alla povertà va ripensata in termini di interdipendenza tra le persone, le specie e all’interno degli equilibri naturali dei nostri ecosistemi. Possiamo da subito portare avanti azioni di contrasto dal basso alla povertà. Proposte concrete che da subito possono rispondere alla crisi materiale e culturale, rafforzare la partecipazione e rivitalizzare la nostra democrazia”. Sostenere la campagna “Miseria ladra” significa affermare che “E’ giunta l’ora di cambiare l’ordine delle priorità, bisogna parlare più di dignità umana, che vuol dire inclusione, accoglienza. La povertà dovrebbe essere illegale. Prima che di giustizia in senso stretto, è necessario prendersi a cuore il problema di giustizia sociale che affligge il nostro Paese e che è alla base della sua grave crisi economica. Ma giustizia sociale non significa altro che democrazia. A ricordarcelo è la Costituzione e in particolare il suo terzo articolo, dove si esorta a rimuovere tutti gli ostacoli di varia natura – economica, sociale, culturale – che impediscono un’effettiva uguaglianza dei cittadini. Senza uguaglianza, senza lo sforzo costante per affermarla, non c’è democrazia. É da qui che deve ripartire la politica, perché una politica che non vada in questa direzione semplicemente smette di essere politica: diventa potere.”

 

Per la sezione di concorso tesi di laurea, la giuria ha premiato il prof. Alessandro LA MONICA, per la tesi di perfezionamento in discipline filologiche e linguistiche moderne, dal titolo <“Il seme sotto la neve” di I. Silone. edizione critica>, discussa presso la Scuola Normale Superiore di Pisa in cotutela con l’Università di Zurigo (Svizzera). Il prof. La Monica, attualmente, è docente di lingua italiana presso l’Istituto italiano di cultura di Parigi (Francia).

 

Per la sezione di concorso, in ultimo, “I giovani e Ignazio Silone”, gli studenti delle scuole secondarie d’Abruzzo, come detto, sono stati invitati a confrontarsi con alcuni personaggi femminili dell’opera di Silone. La Giuria ha ritenuto meritevoli di premio gli studenti: Anastasia HURYANOVA, della classe VL Liceo scientifico V. Pollione di Avezzano (AQ); e Chiara PIRANI, della classe IV A del Liceo scientifico Nicola da Guardiagrele di Guardiagrele (CH)

 

La cerimonia di consegna, per tutte le sezioni, si svolgerà a Pescina (AQ), città natale dello scrittore, il prossimo 5 aprile 2014 dalle ore 10, presso il complesso monumentale trecentesco del Teatro S. Francesco, nel quale hanno sede il Centro studi ed il Museo Ignazio Silone, alla presenza dell’On. Giovanni Chiodi, Presidente della Giunta della Regione Abruzzo.

 

delle celebrazioni del primo centenario dell’Unità d’Italia vince il concorso come la più giovane “Caterinetta” (nomignolo per designare le sartine della Città) per  avere riprodotto un costume storico per la sfilata di Palazzo Madama.

Diplomatasi nel 1962 come “modellista/stilista/figurinista di Alta Moda” producendo una collezione di modelli acquistati poi da una nota Casa Torinese di prêt a porter, il 24 settembre dello stesso anno decide di seguire la vocazione alla vita religiosa che maturava da tempo ed entra nell’Istituto delle Suore Salesiane di Don Bosco.

Presi i voti nel 1966, si avvia agli studi per l’insegnamento. Nel 1970 acquisisce presso il Magistero l’Abilitazione scolastica alla scuola elementare. Contemporaneamente consegue il titolo in Catechesi e Teologia. Viene inviata in qualità di insegnante e assistente nella Casa di accoglienza per bambine in difficoltà, dove lavora per quattro anni. Si specializza, intanto, in psicologia dell’età evolutiva e scienze della  comunicazione.

Recatasi nel 1974 in Inghilterra per apprendere la lingua, consegue, nel 1978, la specializzazione presso l’Università di Cambridge come insegnante di EFL (English as Foreign Language).

Contemporaneamente nel 1974 viene incaricata dell’organizzazione e gestione dei soggiorni estivi per l’apprendimento della lingua inglese per gli studenti delle scuole Italiane. Svolge tale attività in modo continuativo fino al 1990, collaborando con varie Università  ed insegnanti di Lingua Madre Britannici. (Brunel University, Queen Mary College, South Hampton University, Tekyo College). Nel 1978, si avvera il suo sogno missionario e viene inviata prima in Egitto, poi in Siria e Libano, dove lavora in qualità di insegnante e assistente di ragazze orfane per cinque anni.

Nel 1983, a causa delle difficoltà di spostamenti dal Medio Oriente (il Libano è in piena guerra), viene richiamata in Italia dove lavora per dieci anni nel C.I.O.F.S. (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane) in qualità di Vice presidente del T.G.S. (Turismo Giovanile e Sociale) e di Consigliera Nazionale  per la Formazione Professionale a livello europeo.

Nel 1993 viene riassegnata alla missione, questa volta in Etiopia: nella Regione del Tigray, ad Adwa, è richiesta dagli anziani della città una presenza dei figli e figlie di Don Bosco per l’educazione dei giovani. Suor Laura vi arriva nel Novembre 1993 in “avanscoperta” e in situazione del tutto pionieristica. Si scontra con una realtà di miseria indescrivibile anche per lei, missionaria di lungo corso.  I primi contatti sono con le realtà territoriali, allora in fase di progettazione, essendo il Tigray appena uscito da una guerra durata 25 anni contro il Dittatore Menghistu.

Fin dall’inizio si dedica con le prime consorelle alle fasce più deboli e discriminate, donne e bambini, cercando di farle crescere soprattutto professionalmente per dar loro un futuro. In assoluta mancanza di risorse finanziarie, fa appello ai familiari e ai molti amici incontrati nei lunghi anni di lavoro in Italia e all’estero. Come risposta nasce l’Associazione Amici di Adwa, Onlus grazie alla cui attività si costruisce la missione Salesiana Kidane Mehret che oggi gestisce, dando priorità assoluta alle fasce più povere, normalmente escluse dalla società: una scuola materna, elementare, media e superiore; una scuola tecnica e professionale di avviamento al lavoro; una scuola di alfabetizzazione per donne ed adulti esclusi dall’educazione; un progetto agricolo in grado di soddisfare le esigenze primarie della missione e della popolazione specialmente in tempi di carestia; un ostello per accogliere ragazze a rischio; un progetto di assistenza sociale e avviamento al lavoro cooperativistico a livello familiare per madri nubili, mogli abbandonate/maltrattate o vedove di guerra.

Questa sua toccante  esperienza in Etiopia è stata descritta da Niccolò D’Aquino nel libro La tenda blu. In Etiopia con le armi della solidarietà, dove in prima persona suor Laura Girotto narra la sua storia  missionaria e il suo straordinario lavoro in Etiopia. .

Diventata uno dei punti di riferimento più importanti in Etiopia, nel Dicembre 2005 Suor Laura Girotto riceve ad Adwa la Cittadinanza Onoraria, e vi copre la carica, unica donna europea, di consigliera nell’Associazione Nazionale Donne Etiopiche.

Attualmente, alla missione lavorano, regolarmente stipendiate, 236 persone con una percentuale del 70% di presenza femminile: tutte le lavoratrici sono state qualificate o ri-qualificate per rispondere alle esigenze di una specifica figura professionale; e vengono elaborati progetti di collaborazione con le fabbriche in procinto di essere costruite, con le Autorità sanitarie, civili e religiose (ortodosse e islamiche).

Premi  e Riconoscimenti

Nel 2002 è stato assegnato a suor Laura Girotto il Premio Feltrinelli dall’Accademia dei Lincei per “un’opera di alto valore morale e sociale”.E, nello stesso anno, il premio Mimosa d’oro.

Nel 2013 è stata eletta “Donna dell’anno” dal Soroptimist International

È citata da Enzo Biagi nella Storia d’Italia.

È membro onorario del Rotary club 2070, che ha finanziato alcuni progetti della missione, e che le è stato assegnato nel 2003 il Paul Harris Felloship.

Ulteriori notizie su suor Laura sono reperibili sul sito internet.

 

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