sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Troppo Grasso per Renzi…
Pubblicato il 31-03-2014


Non pensavo che il presidente del Senato Grasso fosse così esplicito. E assumesse una posizione così dura nei confronti della proposta BR sul Senato. Partiamo innanzitutto dal fatto che Grasso non rappresenta se stesso. É la guida dell’istituzione che si vuole abolire ed è ad un tempo espressione del Pd dal quale è stato eletto, proposto e sostenuto. Dunque la posizione di Grasso è naturale trovi riscontro in ampi settori del Senato, e contemporaneamente in componenti dello stesso Pd. Diciamo allora che la sua opposizione, se verrà mantenuta, non consentirà al BR di passare. Non è una sorpresa perché si è sempre pensato che l’abolizione del Senato ben difficilmente sarebbe stata decretata dal Senato stesso. Non si è citato da più parti l’esempio dei tacchini a Natale?

Quel che è in gioco, al di là dell’elezione di una parte di senatori del futuro Senato delle autonomie, che troverebbe consenziente anche il Nuovo centrodestra, è molto di più della singola riforma. Ed è anche molto di più della proposta BR sulla legge elettorale e sul titolo quinto della Costituzione. Quel che è in gioco è la capacità di Renzi di sviluppare il suo disegno riformatore. Siamo chiari su questo. Se si continua, come Renzi fa, in nome di un’antipolitica cavalcata per motivi di consenso, a giustificare ogni riforma col gusto un po’ sadico di tagliare stipendi e compensi e non prospettando una nuova idea di democrazia, è perfino naturale che i condannati alla gogna, vedasi i tremila politici tagliati, ammesso che sia vero, dal ddl Delrio, si oppongano. Perché dovrebbero accettare di essere messi sul banco degli imputati come malfattori, e non essere riconosciuti invece come servitori dello Stato? Lo dico anche per i consiglieri e gli assessori provinciali che non hanno mai recepito veri e propri stipendi e che vengono trattati come usurpatori, da cacciare col frustino presidenziale.

Ha ragione Renzi a ricordare di avere giurato sulla Costituzione e non su Rodotà e Zagrebelsky, che si oppongono sempre a qualsiasi riforma e considerano la Costituzione una sorta di libro sacro. In questo Renzi ha davvero non una, ma mille ragioni. E personalmente apprezzo questa sua volontà di cambiamento eretico, che non è diversa da quella che in passato prospettammo noi. Quel che continua a non convincermi sono, da un lato, i contenuti stessi della riforma istituzionale e costituzionale, mentre giudico positivi quelli della riforma del mercato del lavoro, e dall’altro mi sono sempre sembrati superficiali, semplicistici e dallo sbocco assai complicato, i modi coi quali la cosiddetta grande riforma ha preso avvio. Non condivido, come è noto, e la mia posizione è da sabato quella del PSI, il testo della riforma elettorale, mentre le province e il Senato sono stati considerati solo come pesi di cui liberarsi al più presto.

Il patto a due, Renzi-Berlusconi, non poteva poi varare una sorta di nuova Costituente all’amatricciana, col Nazzareno al posto del referendum del 2 giugno. Noi avevamo proposto l’elezione di una vera Costituente per riscrivere il testo della Costituzione repubblicana. Continuo a pensare che questo dovrebbe essere il modo più serio e democratico per affrontare e risolvere il problema della nascita della nuova democrazia italiana. Che è giusto nasca dal popolo e non da un patto tra due, per quanto autorevoli, signori. Il 2 giugno abbiamo abolito la monarchia, non possiamo oggi creare la diarchia…

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Commenti all'articolo
  1. pur senza condividere l’esprit craxiano che lo anima spesso, condivido l’approccio di Del Bue. Spero che il PSI (assieme alla sinistra PD e a vari liberal) rottami l’Italicum e si vada al voto (necessariamente con il Consultellum) a gennaio 2015 per una legislatura costituente.Carlo51

  2. Non condivido molte delle proposte di Renzi, nei termini che le ha presentate.
    Condivido la sua reazione, alla sceneggiata fatta da Grasso, nel programma domenicale: In Mezzora.
    Costui, che sta studiando da presidente della Repubblica, farebbe meglio tacere,
    Se così andranno le cose, diventerò un sostenitore senza se, senza ma, di Renzi!

  3. E’ inaccettabile che Renzi riduca le riforme istituzionali a pura questione di contenimento della spesa in un contesto di moralizzazione della vita pubblica. E’ però insopportabile che dopo più di trent’anni siano sempre gli stessi ad urlare “dagli al fascista!”, hanno urlato così anche con Craxi, quando lo facevano “caricaturare” da Forattini sui loro giornali con fez, stivali e camicia nera. Sono sempre loro, non saprei dire se “sacerdoti del non si può” o piuttosto guardiani di ben altri interessi.
    Anch’io caro Carlo spero nella rottamazione dell’Italicum e ad elezioni col Conseltellum, unico modo per avere una legislatura costituente.

  4. Rendiamoci conto che riformare il nostro Paese è ormai impossibile. Troppo tardi !
    Bisgona ricominciare da capo. Giuridicamente non so come sia possibile ma la strada maestra è quella di eleggere una costituente di capaci, non più di un centinaio di soggetti che non potranno poi essere eletti al parlamento per 2 legislature. Così lavoreranno senza pensare alla loro rielezione. 1 anno di tempo per varare la nuova costituzione poi avanti con nuovi codici ecc. Le vecchie leggei devono essere abrogate e non richiamate in quelle nuove. Ricominciare guardando e copiando quelle norme che funzionano bene in Europa. Non mi pare ci siano alternative.

  5. Credo che la polemica del Presidente Grasso sia solo stata una tattica all’interno del pd per far emergere il pericolo di non essere più eletti ai dissidenti del partito democratico, il centralismo democratico di Renzi oramai è una costante nel dibattito interno al partito.

  6. Ribadisco: questo Parlamento di nominati non rappresenta nessuno quindi non può arrogarsi il titolo di modificare la Costituzione. E’ vero Rodotà e Zagrebelsky non sono la Costituzione ma nemmeno il lupetto Renzi, il quale le uniche modifiche che vuole fare sono quelle di togliere il diritto ai cittadini di votare perché sia le Province che il Senato rimarranno al servizio del “signorotto” Renzi (Don Rodrigo?) eletto attraverso la buffonata delle primarie inventate da quei campioni (ex)-comunisti berlingueriani incompetenti e antidemocratici.

  7. Chiunque abbia anche una dose infinitesimale di buon senso, non può esimersi dal proporre una costituente.
    In merito al Presidente Grasso, pur capendo le sue osservazioni, gradirei che lo stesso, unitamente al Presidente della Camera ed al Presidente della Repubblica, si attenesse al proprio ruolo, quello di arbitro, dodicesimi giocatori in campo ve ne sono anche troppi e sovente intervengono a gamba tesa, hanno capito che il cartellino rosso non lo estrarrà nessuno.

  8. Renzi per giustificare la proposta di abolizione del Senato ha proposto un pastrocchio che si presta a mille critiche e obiezioni. Ha voluto essere riformista ma in questi casi è necessario essere rivoluzionari. Cambiare la Costituzione significa nquesto: rivoluzionare. Ed è ciò di cui ha bisogno il Paese.
    Cancelliamo totalmnte il Senato, non riformiamolo. Questa è la riforma possibile e necessaria. Tutte le altre obiezioni sanno di vecchio politichese.
    Scusa Direttore. Che accadrebbe se il Senato sparisse? Quali danni ne avrebbe il Paese?
    Grasso è quel che rappresenta: non il Senato, ma la schiera di burocrati e vecchi politici che si sentono minacciati da Renzi.
    Dopo il senato quale sarà il prossimo taglio? Il Consiglio superiore della Magistratura? Giudici, alti burocrati e non poca parte dello sterminato sottogoverno si sentono minacciati. A tal fine hanno già imbambolato anche i vertici dei grillini.
    Diamogli

  9. Vorrei che tanti parlamentari comprendessero che il bicameralismo in Italia è necessario può garantire maggiore efficienza al Parlamento, ma svuotarlo dall’autorità conferita dall’elezione popolare non può favorire l’indipendenza e autorevolezza dell’organismo. La decisione dei costituenti di creare un sistema bicamerale è stata motivata dall’esperienza del ventennio per scongiurare svolte autoritarie, un organismo votato con una legge come il Porcellum è illegittimo per la Corte Costituzionale perciò non può votare le riforme costituzionali.
    Io sono solo una cittadina ma la mia è l’idea di tante associazioni e dei giuristi più illustri.

  10. Renzi è un De Gaulle alla “ribollita”.
    In pratica sta forgiando un’Italia che vada bene a lui. Però, contrariamente al generale francese, non ha meriti per poterlo fare.
    Renzi appare come un De Gaulle alla “ribollita”.
    Diamine unmilioneottocentonovantacinquemila voti non possono essere il viatico per mettere in piedi un “sistema” che si presta a deviazioni autoritarie.
    Pensiamo soltanto che non è detto che poi Renzi le vinca le elezioni. Potrebbe vincerle il Berlusca dopo lo stop giudiziario, o addirittura Grillo. O no?
    Come rimettere in piedi qualcosa che sia un sistema corretto e democratico?
    O che ci voglia un papa, come per Attila?

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