lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Resoconto dell’intervento di Di Lello, sulla legge elettorale.
Pubblicato il 06-03-2014


Resoconto stenografico dell’intervento a Montecitorio del capogruppo del PSI, Marco Di Lello, nella discussione sulla nuova legge elettorale.

MARCO DI LELLO. Grazie Presidente. Intanto mi consenta di sottolineare il clima frustrante in cui stiamo portando avanti questa discussione. Abbiamo la presunzione di scrivere regole del gioco di rappresentanza di 60 milioni di italiani. Lo facciamo nella più assoluta confusione o disinteresse, quasi come se si fosse qui semplicemente a ratificare decisioni prese altrove e stiamo facendo tutti uno sforzo per recuperare credibilità alla politica.

Credo che questo atteggiamento ci allontani molto da quello che i cittadini si aspettano invece si produca e si faccia in quest’Aula e, quindi, consegno a lei questo mio senso di frustrazione. Dopodiché io non voglio aggiungermi al coro di quanti hanno sottolineato le incongruenze di questo testo. Noi Socialisti abbiamo raccolto la sfida della riforma rinunciando a battaglie di conservazione o di autoconservazione, ma non rinunciamo a fare battaglie di principio e di equità. Tra queste c’è il tema delle soglie di sbarramento. Lo dico proprio perché non mi riguarda e non ci riguarderà: una soglia di sbarramento all’8 per cento fuori della coalizione è la negazione della democrazia. Io non so a quali democrazie si siano ispirati, forse alla Turchia di Erdogan (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l’Italia (PLI), Sinistra Ecologia Libertà e Per l’Italia) o a Putin, vista la vicinanza di una forza politica che spinge in questa direzione. Sappiamo tutti che una scelta del genere sarà inevitabilmente posta al giudizio della Corte costituzionale. Ma come rispettiamo il principio di eguaglianza dei cittadini di cui all’articolo 3 della Costituzione, Presidente? Se si vota una lista che supera l’8 per cento, quel voto avrà una valenza, altrimenti alcuni milioni di voti non avranno alcun significato. Mi si spiega che questo è il prezzo che si paga alla governabilità.

Bene, ma chi determina – e concludo – l’equità del prezzo ? Perché noi possiamo anche chiudere la democrazia per avere la governabilità. Allora Presidente – e concludo – c’è un altro principio che si vuole codificare che io trovo molto preoccupante. I nostri padri ci hanno insegnato che chi non è buono per il re non è buono neanche per la regina. In questo testo invece si può contribuire a far vincere il re nella coalizione, però poi non si ha il diritto di rappresentanza. Si è buoni per il re, ma non si è buoni per la regina. Mi sembra anche questo francamente un principio inaccettabile. Io faccio appello, visto che ieri tutti abbiamo difeso l’assenza del vincolo di mandato, alla libertà di opinione e di voto di ciascuno di noi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l’Italia (PLI)).

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