venerdì, 20 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Salute donne: RU486
il Lazio un passo avanti
Pubblicato il 26-03-2014


RU486-abortoQuando si parla di aborto è facile cadere in vecchi tranelli che riguardano “coscienze, religioni e vita” ma ciò che viene sempre taciuto al riguardo è la salute.

L’obiettivo della delibera firmata ieri (25 marzo) dal presidente della regione Lazio, Zingaretti, tutela proprio questo diritto, introducendo la pillola abortiva Ru486 e abolendo il regime di ricovero ordinario della durata di 3 giorni. “A questo si aggiunge il lavoro che, anche su istanze delle associazioni, stiamo portando avanti da 4 mesi insieme a tutti gli operatori dei consultori del Lazio – dice il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti –  con lo scopo di rilanciare e di restituire  il giusto  ruolo e la dignità che meritano questi servizi, nel campo della prevenzione, dell’assistenza e del diritto alla salute. In questo modo la Regione ha intrapreso un percorso di grande civiltà che tutela il diritto alla salute e il diritto di scelta della donna”.

Con il provvedimento adottato dalla Giunta Zingaretti si stabilisce che il trattamento farmacologico potrà avvenire anche in day-hospital. Spetterà comunque al medico – che prende in carico la paziente  – la decisione di estendere o meno la durata del ricovero, ovviamente sulla base del quadro clinico della donna. Finisce così  l’obbligo, una vera e propria punizione, quella di restare tre giorni in ospedale. Tanto che ben il 76% delle donne che decidevano per questo trattamento firmavano per tornare a casa, costrette a scegliere tra il completo isolamento in un momento difficile e tre giorni di ricovero coatto.

“In questo modo sono semplificate procedure inutilmente lunghe che ferivano la dignità delle donne che intendono interrompere la gravidanza. Si tratta di una delibera che mette il Lazio alla pari con Regioni italiane avanzate sul tema come l’Emilia Romagna e l’Umbria. Un’altra tessera nel mosaico dell’assistenza e del diritto alla salute che la Regione Lazio sta lentamente costruendo”. Ha affermato entusiasta Teresa Petrangolini, consigliere regionale Gruppo Per il Lazio. Eppure ci sono altre donne che invece si sono scagliate contro questa delibera come Eugenia Roccella, NCD, che ha accusato la giunta regionale di promuovere l’aborto a domicilio o di Olimpia Tarzia, presidente del Movimento PER, che sostiene che in questo modo vengano incoraggiati gli aborti “fai da te”.

Ma chi si oppone sembra dimenticare che proprio la Ru486 rappresenta non solo l’attuazione della legge 194, molto spesso aggirata e contrastata, ma un efficace contrasto all’aborto clandestino, con cui si rischia seriamente sulla salute delle donne.

Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
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