martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Serbia, al via
il governo Vucic
Pubblicato il 28-03-2014


Serbia-VucicCon una grande maggioranza, 208 favorevoli su 250 aventi diritto al voto, il Parlamento serbo ha votato la fiducia al nuovo Governo guidato da Aleksandar Vucic, il trionfatore delle recenti elezioni alla guida del SNS (partito progressista, in realtà una formazione di centro-destra nata dal vecchio partito nazionalista). Confermato il patto di Governo con il Partito socialista di Ivica Dacic già premier del governo precedente con il quale si è attuata una staffetta. Dacic oltreché vicepremier rivestirà il prestigioso ruolo di Ministro degli Esteri, anche proprio in virtù del suo importante impegno per l’entrata della Serbia in Europa. Dacic conferma quindi il suo ruolo di primo piano che lo ha anche reso, all’interno dell’Internazionale Socialista, uno dei leader più dinamici e conosciuti.

I socialisti rivestiranno inoltre all’interno del nuovo Governo altre importanti responsabilità. Aleksandar Antic sarà Ministro per l’Energia, Snezana Bogosavijevic sarà Ministro per l’agricoltura e ambiente e Ivan Tasovac sarà Ministro della Cultura e dell’Informazione. Nelle dichiarazioni programmatiche Vucic ha sottolineato il forte carattere riformista del suo esecutivo preannunciando razionalizzazioni nel settore pubblico e un forte impegno per le liberalizzazioni e privatizzazioni oltre a riconfermare la volontà di adesione all’Europa e il tentativo di cercare una soluzione negoziata per il problema del Kosovo.

Particolare attenzione è stata anche data ai rapporti con la Repubblica Srpska di Bosnia con la quale sono stati riconfermati i rapporti di grande collaborazione e cooperazione.

La novità politica del nuovo Governo della Serbia è l’entrata in maggiorana, accanto al riconfermato asse tra progressisti e socialisti, del Partito della minoranza ungherese. La cosa non è da poco, non tanto per i numeri della maggiorana nel Parlamento di Belgrado, quanto per i riflessi della situazione nella Provincia autonoma della Vojvodina, rimasta ormai l’unica amministrazione di rilievo, controllata dal Partito democratico, uscito massacrato e diviso dalle ultime elezioni . Così è probabile che l’attuale capo del Governo della Vojvodina Paitic, a cui è venuto a mancare il sostegno del determinante partito degli Ungheresi entrato nella maggioranza di Vukic, rassegni le dimissioni. Si andrebbe così a giugno alle elezioni anticipate in Vojvodina dove è naturale immaginare una nuova maggioranza fotocopia della nazionale.

Alessandro Perelli

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