sabato, 21 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Serbia, governo premiato
da elezioni senza sorprese
Pubblicato il 17-03-2014


Serbia-vanja-vukicIl voto di domenica 16 marzo , in Serbia, ha rispettato le previsioni. Il grande vincitore è il partito del Presidente della Repubblica Nikolic e del vice premier Vukic, l’SNS (Partito Progressista Serbo, ma in realtà è di centrodestra, una sorta di Pdl italiano) che ha raggiunto il 48% e conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Buono il risultato dei socialisti del premier Dacic, premiati per l’incisiva azione di governo e per l’impegno di adesione all’Europa, che hanno conquistato una cinquantina di seggi e il 15%.

Completa debacle invece per il Partito Democratico che si è spaccato in due ed è riuscito per poco a superare la soglia del 5% per entrare in Parlamento (hanno preso rispettivamente il 6 % quello “storico “ e il 5,6% quello di Tadic). Nessun altro partito entrerà in Parlamento ad eccezione di pochi rappresentanti delle minoranze linguistiche nazionali come gli ungheresi.

Viene dunque massicciamente premiata l’attuale coalizione di governo che al 99% verrà riconfermata con il probabile avvicendamento ai vertici (Vukic premier e Dacic Vicepremier ). Significativa la presenza di entrambi domenica sera alla grande festa organizzata a Belgrado per festeggiare la vittoria. Questo risultato elettorale rafforza anche la chance di una rapida adesione della Serbia all’Europa: il partito di Vukic aderisce al Partito Popolare europeo, quello di Dacic al PSE e proprio Dacic è ritenuto una delle giovani personalità più rilevanti (tanto che si dice potrebbe conquistare nel futuro Governo il ruolo di Ministro degli Esteri.)

Il voto ha avuto importanti conseguenze nella città di Belgrado, che anche rinnovava gli organi amministrativi, ed in Vojvodina.

A Belgrado, ultima grande città amministrata dal partito democratico, sarà formato un governo composto dagli stessi partiti (Sns e Ps) che riformeranno l’esecutivo nazionale.

Nella provincia autonoma della Vojvodina ora governata dal democratico Paitic (con l’alleanza con il regionalisti e il partito ungherese) il voto apre la strada alle elezioni anticipate, che sono previste per il mese di maggio-giugno. Paitic non ha più la maggioranza: il partito democratico si è spaccato e il forte partito ungherese ha già dato segnali di distacco da Paitic come è stato dimostrato dal cambiamento di maggioranza nell’importante comune di Subotica. In generale anche la Provincia autonoma della Vojvodina si sta preparando a un Governo simile a quello nazionale.

Per la Serbia si stanno aprendo grandi scenari nel settore economico. Per quanto riguarda l’Italia, oltre alla presenza Fiat con l’acquisizione dello stabilimento di Kragujevac, si sta per dare il via al grande accordo sull’energia che prevede la realizzazione di 12 centrali idroelettriche sul Danubio. Ma più in generale sono sempre più numerose le aziende italiane che intendono aprire un’attività in Serbia potendo contare sui convenienti tassi doganali per esportare i prodotti nell’immenso mercato russo

Sandro Perelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento