lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Web economy, un crack inaspettato, Bitcoin nel caos
Pubblicato il 03-03-2014


Web economyUn crack davvero inaspettato quello avvenuto nella giornata di ieri in cui il ceo del sito Mt Gox, principale piattaforma mondiale di compravendita del Bitcoin, ha annunciato il fallimento della società. Mr. Mark Karpeles ha difatti spiegato come il sito gestione abbia ricevuto violente pressioni da parte di hacker sconosciuti che avrebbero forzato il sistema di sicurezza e svuotato il caveau multimediale.

Fiduciosi di poter risolvere il problema in tempi rapidi, gli addetti di Mt Gox hanno bloccato i prelievi e cercato di mettere le cose a posto, senza però riuscire a rimpinguare il fondo monetario. Stando alle notizie fornite dalla società si sarebbero nebulizzati, oltre a 100mila bitcoin di proprietà del sito, ben altri 750mila, di proprietà di svariate migliaia di utenti. Le cifre attuali parlerebbero di almeno 473 milioni di dollari di perdita, pari a 345 milioni di euro. Sottoposto al monitoraggio della FED (Banca Centrale statunitense) e messo con le spalle al muro da un’imminente maxi – azione legale, Mt Gox ha preferito tutelarsi inoltrando una domanda di bancarotta protetta, per altro già accettata, presso il tribunale centrale di Tokyo. Notizia infausta per coloro i quali hanno visto svanire al sole somme più o meno ingenti e che avranno serie difficoltà per ottenere un eventuale rimborso.

Ancora nessuna indiscrezione dal Governo cinese che solo nel 2013 aveva visto l’utilizzo del Bitcoin per il 21% del totale delle operazioni di cambio del Yuan. Considerato da molti solo un esperimento finanziario e definito spesso una moneta da ‘’nerd’’, il Bitcoin aveva però raggiunto un traguardo di notevole interesse economico se si pensa la diffusione quasi mondiale. Nato in Giappone e diffusosi agli albori nei paesi del sud – est asiatico, aveva poi spopolato, alla stregua di una moda, negli Stati Uniti divenendo un punto di riferimento per gli acquisti all’estero. Gli economisti europei lo avevano a buon diritto snobbato rimanendo su posizioni più scettiche e previdenti. Il destino a breve termine della moneta informatica sembra dunque quello di dover naufragare sparendo definitivamente dall’orizzonte finanziario per lasciare il posto a valute meno amate ma più solide. Per adesso.

Alessandro Munelli

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