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Opinioni e commenti
 

Zagrebelsky e Rodotà, il duo del “giù le mani”, contro i renziani con “le mani non importa dove”
Pubblicato il 31-03-2014


Il duo del “giù le mani” ha ripreso il megafono. E adesso il bersaglio è Renzi e la sua proposta di abolire il Senato. Giù le mani dal Senato, proclamano Zagrebelsy e Rodotà. Altra cosa ha detto Grasso e condivido il suo punto di vista. In Italia si è affacciato un doppio opposto estremismo. Da un lato gli assertori del cambiamento non importa quale. Potremmo definirli quelli “delle mani non importa dove”. Per loro, renziani acquisiti, è da appoggiare qualsiasi soluzione, qualsiasi cambiamento, in particolare qualsiasi abrogazione. Si parli dele province, del Senato, della legge elettorale, tutto è meglio dell’attuale situazione. Generalmente non sono neanche bene informati di cosa stanno abolendo e costruendo di nuovo. Ma sono per il nuovo comunque. Dall’altra parte i conservatori. Quelli appunto del “giù le mani”. Soprattutto se si parla della Costituzione e anche se fingono di non sapere che la carta costituzionale é già stata cambiata quaranta volte. A volte con la testa, a volte con le mani, d’accordo. Ma per loro è sempre la prima volta. Le mani vanno tenute in tasca e il testo del 1948 custodito e adorato, come un feticcio. Mi ritengo un assertore del “mettiamo la testa”. E cioè cambiamo in meglio e con proposte che rafforzino la nostra democrazia, con metodi che coinvolgano il popolo, con motivazioni che non afferiscano solo il costo. Sono originale, lo so, se no non sarei tuttora socialista…

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Commenti all'articolo
  1. L’appello di Rodotà e Zagrebelsky in difesa della Costituzione e della democrazia sottoscritto anche da Grillo e Casaleggio. Anche loro in difesa della democrazia. Ma che bella comitiva!

  2. Ma non scherziamo! La modifica della Costituzione è una cosa seria e non la può fare un Parlamento di nominati che non rappresentano nessuno se non i loro “padroni”. Anch’io ho firmato l’appello e se c’è anche il buffone chissenefrega si vede che qualche volta ragiona.

  3. Ritorno sul tema “abolizione senato”. Condivido, molte delle osservazione fatte alla proposta Renzi. Ma la questione è se si ritiene che un siffatto testo, anche emendato, possa essere approvato. Sono convinto che no. Più si discute e più si allontana la possibilità di approvare qualcosa di incisivo. Alla fine si dovrà andare al referendum e il quesito sarà per mantenere o abolire il Senato. Va bene “metterci la testa”, ci mancherebbe. Mettiamoci però la capacità politica di prevedere gli sviluppi a breve.

  4. Al prof. Rodotà è il caso di ricordare che il 16 gennaio 1985, insieme ad una dozzina di colleghi deputati, presentò una proposta di legge costituzionale (N.2452) per l’introduzione nell’ordinamento della Repubblica del monocameralismo puro in sostituzione dell’ancora vigente bicameralismo paritario. Chiedo al prof. Rodotà: era in errore nell’85 del secolo scorso o è in errore adesso? A noi poveri plebei sarebbe gradita una risposta.

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