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Opinioni e commenti
 

80 EURO NELL’UOVO
Pubblicato il 18-04-2014


Rezi-80-euro

Ha scelto la formula dei 10 tweet il presidente Matteo Renzi per illustrare il lavoro del CDM sul cosiddetto “decreto Irpef” e ha scelto anche di riscoprire la «norma Olivetti, che richiama il grande principio sacrosanto secondo cui in un’azienda nessuno può guadagnare 10 volte più dell’ultimo lavoratore». Il governo ha, infatti, introdotto un nuovo tetto di 240mila euro per tutti dirigenti pubblici, compreso il primo presidente della Corte di Cassazione. Un tetto però, che come sottolinea lo stesso ex sindaco di Firenze, rappresenta «un’indicazione per le aziende pubbliche, non un vincolo normativo».

“Una rivoluzione” quella annunciata dal Presidente del consiglio di cui «l’intervento di oggi è un primo passo significativo»: Renzi si è detto «contento perché vengono smentiti i gufi che hanno più volte auspicato che non ci fossero le coperture e perché in generale si avvia un percorso di riorganizzazione dello Stato».

Per il governo, i quasi 7 miliardi di coperture 2014 arriveranno a duplicarsi per il 2015, dopo che le norme andranno a regime. Per quest’anno Bankitalia contribuirà allo sforzo con 1,8 miliardi; dalle agevolazioni alle imprese arriverà 1 miliardo nel 2014 e 1 miliardo nel 2015. Gli interventi sull’Iva porteranno 600 milioni nel 2014 e 1 miliardo nel 2015; l’innovazione contribuirà con 100 milioni nel 2014 e 1 miliardo nel 2015; beni e servizi porteranno 2,1 miliardi e  gli interventi sulle municipalizzate 100 milioni nel 2014 e 1 miliardo nel 2015. Renzi parla anche di lotta all’evasione da cui si attingeranno, per quest’anno, 300 milioni che arriveranno a 3 miliardi il prossimo anno. Infine la cosiddetta “sobrietà” che porterà 900 milioni nel 2014per arrivare a 2 miliardi nel 2015.

Renzi ha annunciato che con il decreto Irpef «inizia il percorso di aggregazione dei centri di costo che ora sono 32.000. Vogliamo arrivare a 40-50 in un anno» promettendo anche che per i tagli previsti ai beni e servizi «lasciamo alle singole regioni, enti locali e per alcuni aspetti ai ministeri 60 giorni di tempo: se siete in grado di farlo voi è meglio, altrimenti interveniamo noi individuando le sproporzioni dei costi standard».

Un capitolo è dedicato anche all’annosa questione degli F35: «Riduciamo l’Irap del 10% attraverso misure strutturali» e «la difesa contribuisce per 400 milioni di euro, di cui 150 con lo spostamento del programma F35».

Non potevano mancare i tagli alla politica e all’editoria, veri e propri cavalli di battaglia per Renzi: abolite «le tariffe postali agevolate per la campagna elettorale dei partiti per i candidati» e «dall’entrata in vigore del dl non c’è più l’obbligo anti-storico di pubblicare su giornali bandi e gare» che saranno «on line».

Infine i famosi tagli sulle auto blu: «Ogni ministero potrà avere al massimo 5 auto blu. Questo vuol dire che i sottosegretari andranno a piedi», ha detto Renzi.

RdA!

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Commenti all'articolo
  1. E’ giusto esprimere consenso per la corresponsione a 10 milioni di lavoratori di 80 Euro mensili e per l’indicazione di modifiche sul nuovo tetto agli stipendi pubblici e alla riduzione dei centri di spesa e delle Municipalizzate. Si vede che per arrivare a questo Renzi ha raschiato pezzetti da ogni parte. Speriamo che gli impegni per i non capienti (prossime settimane) e i Pensionati nel 2015, non siano solo slogan elettorali. Al populismo sono comunque scettico, sia se si tratta di Berlusconi o Grillo e sia se si tratta di Renzi che sta giocando con le Istituzioni Democratiche ed è estremamente pericoloso. Legge Elettorale e Riforme Costituzionali non possono essere fatte tra lui e Berlusconi escludendo tutti gli altri.

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