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Opinioni e commenti
 

Al Cà Zanardi di Venezia, “La donna e il suo spazio – l’arte (ri) prende spazio”
Pubblicato il 04-04-2014


Patrizia-Falconetti-donna“Credo nelle esperienze condivise che non dividono la felicità, ma miracolosamente la moltiplicano più e più volte. Credo che insieme possiamo essere più forti e creare grandi cose, e adoro far parte di questa sintonia”. Con queste parole la pittrice Patrizia Falconetti (https://www.facebook.com/pages/Patrizia-Falconetti/169226416470353) introduce  il suo stato  d’animo e  la sua  concezione dell’arte e della collaborazione tra artisti. Lo fa mentre presenta l’evento artistico in programma al Cà Zanardi di Venezia – dall’11 al 28 aprile – che la vedrà protagonista insieme alla pittrice Monica Catto. L’evento – “La donna e il suo spazio – l’arte (ri) prende spazio” – curato da Andrea Chinellato – ha come filo conduttore la donna e, in particolare il suo ruolo nello spazio.

Due donne, due artiste dalle molteplici sfumature, propongono, attraverso i loro lavori, una doppia differenza di visione di questo rapporto fondamentale. Portano l’esperienza della famiglia, del lavoro e lo fanno con quello che più le caratterizza e unisce: l’arte. Per entrambe l’arte è percepita come àncora di salvezza. In questo contesto, lo spazio espositivo del Cà Zanardi si trasforma simbolicamente nel loro spazio riconquistato. La visione dello spazio per queste due artiste è visto in diverso modo: per Patrizia Falconetti, spinta dalla ricerca di una propria identità, lo spazio interiore alla donna sono i moti d’animo che l’artista, raffigurando se stessa, vuole far riemergere. Si tratta della ricerca di un’identità personale, che si definisce nel dinamismo dei suoi autoritratti, metafore di emozioni. È un sistema di forze che dall’interno si muove verso l’esterno del quadro, un vuoto infinito in cui la donna fluttua verso lo spazio esterno.

Dal canto suo, Monica Catto (http://www.monicacatto.com) sembra avere una visione opposta: la donna partecipa allo spazio, lo vive e ne ricerca l’essenza. Una ricerca che si fonda sull’esperienza della stessa artista e che la porta a interrogarsi sulle percezioni nella città, ricca di tracce del tempo e di suggestioni spaziali. L’artista è nello spazio. Due visioni complementari e proiettate insieme nello spazio di Cà Zanardi. L’arte  delle due artiste – espressa nella forma  della pittura – sarà per l’occasione omaggiata dal giovane poeta veneziano Nelson Padoan  (http://www.pensieriparole.it/poesie/utente/n/nelson-padoan/pag1) che, con alcune sue poesie scritte appositamente per le due artiste, impreziosirà  l’esposizione.

Antonella Soddu

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