venerdì, 22 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Alla ricerca dell’essenza romantica di Johannes Brahms
Pubblicato il 14-04-2014


Johannes_BrahmsAppena iniziata, già raccoglie sostenitori da ogni dove e non sembra volersi fermare. Si tratta di una spedizione che, passando attraverso partiture ed interpretazioni, cercherà di giungere all’essenza romantica del compositore tedesco Johannes Brahms. Musicista di rara maestria e musicalità, fu estremamente prolifico e regalò all’Europa alcuni tra i più bei concerti per pianoforte e per musica da camera. Le partiture di Brahms sono orientate verso un vivido sinfonismo e segnate dal sistematico spirito di rivisitazione della struttura compositiva, meditata e sofferta, che si accompagna a una tendenza a prediligere la spontaneità dei tratti della musica popolare, soprattutto viennese e ungherese. La trama musicale, adagiata nello spirito di riflessione e ripiegamento, esprime un senso di affettiva profondità e di dolcezza poetica.

Ad accompagnarci lungo questo percorso c’è il direttore d’orchestra francese Louis Langrée, il quale ha sostituito il Maestro Yuri Temirkanov, assente per motivi di salute. Attualmente direttore musicale della Cincinnati Symphony Orchestra e della Camerata Salzburg, Langrèe di diploma al Conservatorio di Salisburgo iniziando a lavorare immediatamente all’Opera di Lione. Molto attivo anche nel campo dell’opera è ospite regolare presso il Metropolitan Opera di New York, la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Wiener Staatsoper e l’Opéra Comique di Parigi. Assieme al Maestro Langrèe troviamo il pianista austriaco Rudolf Buchbinder, uno dei grandi pianisti del panorama internazionale – sulle scene artistiche da più di cinquant’anni – il cui vastissimo repertorio spazia dalla letteratura classica e romantica a quella contemporanea. Classe 1946 Buchbinder ha studiato pianoforte all’Accademia Musicale di Vienna dove dimostra un talento molto precoce. Nel 1966 vince il Premio Speciale al ‘’Van Cliburn Competition’’, competizione pianistica americana, che si tiene ogni quattro anni (l’anno dopo le elezioni presidenziali degli Stati Uniti).

Secondo Buchbinder la musica non deve essere mediata dalle parole, che nell’arte sono superflue, ma è importante che l’interprete cerchi il più possibile di entrare nelle intenzioni più profonde e nascoste del compositore. Un’idea di interpretazione che ben rispecchia la comprensione del repertorio scelto per l’occasione: Concerto per pianoforte n. 2 e Sinfonia n. 4. Il primo era definito scherzosamente da Brahms come “Un piccolo concerto per pianoforte, con un piccolo scherzo, molto grazioso”. n realtà il Concerto in si bemolle, è uno dei più complessi per difficoltà tecniche, “una piccola sinfonia”, per la densità sonora e per il dialogo intenso ed espressivo tra solista e orchestra. Più intima la Sinfonia n. 4, sublime sintesi della ricerca personale di tutta una vita, che Brahms scrisse solo tre anni dopo il concerto per pianoforte. Legate da un unico filo concettuale, le due partitura permettono di assaporare perfettamente l’inteso romanticismo del compositore tedesco che, speriamo, tutti voi riuscirete a trovare.

Alessandro Munelli

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