martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Angelina” e il rapporto
intimo tra luoghi, ricordi
ed emozioni
Pubblicato il 17-04-2014


Angelina' home“La denominazione di bed and breakfast non mi piace, preferiamo chiamarlo dimora contemporanea” confida all’Avanti! Anna Paola Lo Presti, architetto e imprenditrice, la cui ricerca estetica continua a librare: dopo aver ideato “Angelina Ristorante” nel quartiere romano di Testaccio e l’esclusivo servizio “Angelina l’Altro Catering” l’altra sera ha tenuto a battesimo “Angelina’s home” (www.angelinashome.com) bed and breakfast piuttosto atipico nel cuore di Roma, imperniato sul connubio design, ristorazione e arte contemporanea. La dimora è infatti valorizzata dalle creazioni artistiche di autori contemporanei che con le loro opere – che spaziano dalla scultura alla pittura, passando per la fotografia e il decor – hanno impreziosito e personalizzato ogni stanza. Fino al prossimo 20 maggio, lo spazio espositivo abitabile di “Angelina’s home” ospiterà le creazioni, in vendita, di Luigi Bellinzoni, Teresa Emanuele, Emanuele Giannelli, H. H. Lim, Franco Lo Svizzero, Vincenzo Marsiglia, Bénédicte Van Caloen e Mattia Verrocchi. Concepita nel segno della continuità con le realtà preesistenti, la suggestiva dimora – composta da sette diverse stanze – offre un ambiente accogliente, soluzione ideale per scoprire Roma sentendosi come a casa propria, cullati da un’atmosfera intima e ricercata.

Lo Presti, perché la scelta del nome “Angelina”?

Perché è un nome italiano di donna, in grado di raccontare una storia di vita italiana. La presenza del marchio “Angelina” non ha ragion d’essere in una realtà nuova, come per esempio un centro commerciale, ma solo in una dimensione in cui è possibile il recupero del luogo: quel determinato posto deve raccontare qualcosa, raccontando l’amore per i luoghi, per la cucina, per gli artisti.

Un progetto in forte crescita: dopo i due ristoranti e il catering, ora questo B&B atipico che ospita opere d’arte contemporanea.

Il filo conduttore del progetto “Angelina” è l’amore per  l’arte contemporanea. L’idea è quella di far diventare la dimora una temporary art gallery, una casa aperta dove poter accogliere sia gli ospiti che restano, sia quelli di passaggio. Ogni tre o quattro mesi, vorremmo poi creare un evento non solo artistico, ma anche legato al gusto e al cibo.

Sia il ristorante a Testaccio che la nuova “dimora contemporanea” sono stati recuperati da abitazioni nobiliari.

La dimora in origine era la residenza di una nobile signora d’oltralpe del primo ‘900, si respirava uno stile, un pensiero. E’ una casa che aveva una sua storia e abbiamo voluto far rivivere lo spazio, riscattandone l’eredità storica, culturale e artistica. Anche il ristorante a Testaccio era un palazzetto di un nobile; in un secondo momento divenne un annesso del mattatoio dove si macellava il bestiame. Il progetto “Angelina” intende porre l’accento sul rapporto intimo tra luoghi, ricordi ed emozioni, recuperando ciò che è stato per riportarlo a nuova vita.

Silvia Sequi

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