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Opinioni e commenti
 

Berlusconi in ‘campagna’: elezioni anche per il Quirinale
Pubblicato il 17-04-2014


Berlusconi-campagnaIn via di esaurimento il tormentone sull’affidamento ai servizi sociali, sdoganato da Renzi e legittimato come coautore delle (per ora solo annunciate) riforme del rottamatore, Berlusconi ha oggi aperto la sua campagna elettorale con molte conferme e qualche novità anche sulla scorta di sondaggi che lo danno sempre al terzo posto dopo Grillo.

Le conferme sono quelle legate agli impegni che il leader di Forza Italia ha assunto con Renzi e ribadito in più occasioni. «Il governo di Renzi – ha detto oggi ai giornalisti – propone finalmente delle riforme» e «abbiamo dato il nostro impegno ad approvarle». Si tratta della «riforma dei poteri che riguardano le Regioni e lo Stato» e «cambiare l’assetto parlamentare del Paese attraverso la fine del bicameralismo perfetto». Fin qui tutto come al solito, poi però è tornato a distinguersi sui tempi dell’Italicum e della legge elettorale: «Insistiamo che occorre approvare la riforma elettorale al più presto possibile. Non capiamo la necessità della sinistra» di «posporla alla riforma del Senato». «Forse hanno paura di non trovare nel Senato i voti sufficienti. Ci preoccupa che questo governo non ha il controllo completo del suo apparato parlamentare». Un stoccata che mira solo ad innervosire il PD visto che l’approvazione definitiva di una legge elettorale che appare peggiore della precedente, servirebbe solo a rendere possibile il ritorno alle urne in tempi brevi, non certo a ‘garantire’ la durata della legislatura che era la promessa con cui Renzi ha ottenuto il sì dei suoi parlamentari.

Ma per invertire il segno meno che accompagna i sondaggi elettorali e sfuggire in qualche modo all’abbraccio mortale del segretario del PD, nonché presidente del consiglio, Berlusconi indica nuovi obiettivi tentando il rilancio sulle riforme e lo fa lasciando intendere un certo livello di complicità con Renzi. Bisogna introdurre, e «ho avuto modo di parlarne con Renzi, – ha spiegato l’ex Cavaliere – l’elezione diretta da parte dei cittadini del presidente della Repubblica: non sia più scelto dalle segreterie dei partiti»

E poi ha continuato aggiungendo nuovi orizzonti riformatori anche per l’Unione Europea: «Noi chiediamo che l’Ue diventi unione politica, con un’unica politica fiscale, dell’economia, estera. E per questo chiediamo che il presidente venga eletto direttamente dei cittadini europei». «Oggi nessuno conosce neppure il nome del presidente» dell’Unione europea.

Parole d’ordine che si accompagneranno all’offensiva già in corso sui provvedimenti economici alla luce di un DEF che si annuncia di grande debolezza strutturale e che nella sostanza fa aumentare il debito nazionale per correggere al rialzo, con i famosi 80 euro, solo i redditi dei lavoratori fissi, ignorando lavoratori autonomi, lavoratori in nero e disoccupati, insomma la metà circa del mondo del lavoro.

Sarà comunque il risultato delle elezioni europee a indicare a Berlusconi la strada da seguire perché se venisse confermato il suo possibile terzo posto, la nuova legge elettorale ipermaggioritaria che riduce la partita a soli due contendenti, lo lascerebbe fuori dalla sfida che sarebbe tra Renzi e Grillo. E i sondaggi per ora minacciano che proprio questo potrebbe essere il possibile responso.

Pd e centrosinistra in flessione, Fi e centrodestra in crescita. Pochi decimali di differenza – dal sondaggio Tecnè per TgCom24 – rispetto alla scorsa settimana, ma che determinano quasi un punto in più per la coalizione berlusconiana. A salire è invece sicuramente il M5S: il movimento di Beppe Grillo porta a casa, infatti, oltre un punto in più rispetto alla settimana scorsa.

Armando Marchio

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