venerdì, 22 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Cantone (Spi Cgil): Lavoro,
pensioni e welfare
al congresso di categoria
Pubblicato il 25-04-2014


“Innanzitutto, al centro del nostro congresso c’è stato il lavoro: senza di questo non c’è futuro per i giovani, ma nemmeno per gli anziani”. Così Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, ha spiegato, a Labitalia, i temi che sono stati al centro del 19° congresso dei pensionati della Cgil ‘La forza del nostro viaggio’, che si è tenuto alla fine della scorsa settimana a Rimini. Lavoro, ma anche reddito, pensioni e welfare. “Chiederemo migliori condizioni di vita per gli anziani – ha riferito Cantone – che devono fare i conti sempre più con i tagli dei servizi sanitari e di cura della persona. E senza dimenticare che il potere d’acquisto dei pensionati è sceso del 30% negli ultimi 15 anni, mentre i governi che si sono succeduti hanno sempre considerato i pensionati come un bancomat”.

E anche il governo Renzi, ha sottolineato Cantone, “ha deciso di dare il bonus fiscale ai redditi sotto i 25mila euro e non ai pensionati”. “Il costo della vita però è uguale per tutti: pensionati e giovani. Se Renzi volesse cominciare a cambiare la tendenza, ad ‘accarezzare’ i pensionati e non ad attaccarli, dovrebbe cominciare proprio adesso estendendo il bonus fiscale ai pensionati e non aspettare il 2015 per alzare le pensioni minime, come ha annunciato” ha detto. E nel congresso dello Spi si è parlato anche del sindacato del futuro. “Sta cambiando la società, la politica – ha puntualizzato Cantone – e lo deve fare anche il sindacato.

Anche in altri momenti della nostra storia il sindacato ha saputo cambiare e lo deve fare anche adesso. Dobbiamo essere sempre più vicini ai lavoratori nei luoghi di lavoro, e incentivare la contrattazione, a livello sociale e territoriale”. “Proprio con la contrattazione sociale – ha concluso Cantone – è possibile stare vicini a tutti: pensionati e lavoratori, disoccupati e atipici, e quindi anche a quei lavoratori che oggi non riusciamo a raggiungere”. “I nostri iscritti ci chiedono di ritrovare l’unità e di smetterla di litigare, per ritrovare quell’autorevolezza che la Cgil ha sempre avuto”, ha rilevato Cantone sul dibattito interno alla Cgil, tra confederazione e Fiom. “C’è stata una grande partecipazione degli iscritti – ha rimarcato Cantone – all’intero percorso congressuale. E ogni categoria ha parlato dei propri problemi, dei propri temi. La discussione c’è stata tra Fiom e confederazione – ha evidenziato Cantone – sul Testo unico sulla rappresentanza, ma non si è allargata alle altre categorie”.

Lavoro, per Calderone limite massimo a 36 mesi per i contratti a termine

“Il tetto dei 36 mesi ai contratti a termine deve essere un limite una volta per tutte. Dobbiamo evitare di fare di questo intervento un elemento di precarizzazione”. Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, e del Comitato unitario delle professioni, è intervenuta a un convegno alla Link Campus university a Roma, organizzato in collaborazione con la Fondazione Studi consulenti del lavoro, riferendosi al dl lavoro. “Dal nostro punto di vista, il Jobs Act – ha continuato Calderone con Labitalia – in quanto strumento di flessibilizzazione del mercato del lavoro, alla sua prima presentazione con il decreto che è stato recentemente approvato, ha sicuramente dei contenuti interessanti”. “C’eravamo più volte espressi – ha spiegato Calderone – sulla necessità di dare flessibilità al mercato del lavoro anche prendendo in considerazione il fatto che oggi la maggior parte dei rapporti di lavoro viene stipulata a termine.

Quindi, operare sui contratti a termine è stata sicuramente una mossa positiva. In audizione alla Camera abbiamo evidenziato, però, il fatto che il provvedimento abbia un testo condivisibile, perlomeno nei suoi principi, ma porta comunque a dover fare degli interventi di natura tecnica per cercare di dare attuazione alla disposizione, onde evitare invece che delle lacune tecniche possano creare in seguito dei problemi in fase di applicazione”. “Sul fronte dell’apprendistato, altra costola dell’articolo 34, abbiamo espresso – ha rimarcato Calderone – delle perplessità legate come sempre al ‘condominio’ imbarazzante tra Stato e Regioni su questo tema. Il tema della formazione è una delle priorità delle Regioni e non riusciamo a comprendere come il decreto possa risolvere questo dualismo”.

Un’altra misura dell’esecutivo (quella più enfatizzata dai mas media) impensierisce ulteriormente i professionisti: “Siamo preoccupati per il bonus degli 80 euro alla fascia degli incapienti, laddove sappiamo che dovranno essere i datori di lavoro a farsi carico di anticipare le somme ai lavoratori, e quindi di fare un prestito allo Stato. Questo potrebbe avere dei riflessi negativi – ha aggiunto – a mio avviso su quella platea di soggetti, e penso soprattutto ai lavoratori a tempo parziale e part-time, in maggioranza giovani e donne”. “Mi aspetto molto – ha concluso – dal disegno di legge delega che verrà formulato nei prossimi mesi. E credo che si debba ragionare su un nuovo sistema di servizi per l’impiego che siano davvero efficaci per l’accompagnamento dei giovani al lavoro”.

Stress da lavoro correlato: al via la nuova campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri”

Con la conferenza stampa di lancio che si è svolta recentemente a Bruxelles, ha preso il via ufficialmente la nuova campagna promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) “Ambienti di lavoro sani e sicuri”, che nel biennio 2014-2015 sarà incentrata sulla gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul lavoro. È all’origine di oltre la metà delle assenze per malattia. L’obiettivo è la promozione in tutti i Paesi europei di una maggiore conoscenza di questi fenomeni, che possono avere ricadute negative sulla salute dei lavoratori e sul benessere delle aziende.

Nel continente, infatti, lo stress è la seconda causa più frequente dei problemi di salute lavoro-correlati e si stima che sia, insieme ad altri rischi psicosociali, il motivo all’origine di più della metà dei giorni di assenza per malattia. L’ultimo sondaggio d’opinione paneuropeo dell’Eu-Osha ha rivelato che il 51% dei lavoratori ritiene che lo stress lavoro-correlato sia comune nel proprio luogo di lavoro, mentre quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non sia gestito adeguatamente all’interno della loro azienda.

“Un problema da affrontare insieme”. Durante la conferenza stampa di presentazione della campagna, la direttrice dell’Eu-Osha, Christa Sedlatschek, ha ricordato anche come dai risultati dell’indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (Esener) emerga che “più del 40% dei datori di lavoro considera i rischi psicosociali più complessi da gestire rispetto a quelli tradizionali connessi alla salute e alla sicurezza sul lavoro”, sia a causa della delicatezza della materia, che tocca una sfera molto personale, sia per mancanza di esperienza. “Con questa campagna – ha aggiunto – vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al problema e fornire un sostegno per la gestione dei rischi psicosociali. Lo stress lavoro-correlato è una problematica a livello di organizzazione e deve essere affrontata come tale dai datori di lavoro e dai lavoratori in stretta collaborazione”.

“La tutela della salute mentale fattore chiave per la prevenzione”. La necessità e l’urgenza di affrontare questo tema sono state ribadite anche negli interventi di László Andor, commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, e Vasilis Kegkeroglou, viceministro del Lavoro della Grecia, alla quale fino al 30 giugno spetta la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Andor, in particolare, ha spiegato che “la gestione dello stress correlato al lavoro è uno dei cardini per garantire la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori europei”, precisando che “un ambiente di lavoro positivo è importante non solo per consentire ai dipendenti di lavorare più a lungo, ma anche per assicurare che, quando vanno in pensione, godano ancora di buona salute”. Il futuro Quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020, infatti, “sottolineerà che una migliore tutela della salute mentale dei lavoratori è un fattore chiave nella prevenzione delle malattie legate al lavoro”.

Il 15 aprile scorso si è svolto il primo appuntamento con il Premio per le buone prassi. La campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri” intende dimostrare che i rischi psicosociali possono essere trattati in modo sistematico, alla pari di qualsiasi altro rischio per la sicurezza e la salute sul lavoro, e a promuovere l’uso di strumenti che possono aiutare imprese e organizzazioni a gestirli efficacemente, attraverso workshop, conferenze, incontri periodici con la stampa, campagne di comunicazione, video e concorsi fotografici. Il primo appuntamento, in agenda si è svolto il 15 aprile scorso, è stato in pratica il lancio del Premio per le buone prassi, che punta a valorizzare le esperienze di aziende e organizzazioni che sono riuscite a gestire efficacemente lo stress e i rischi psicosociali sul lavoro.

L’Inail focal point per l’Italia. La campagna “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato”, sostenuta da organizzazioni europee e internazionali, sarà coordinata in ogni Stato membro dai rispettivi focal point nazionali dell’Eu-Osha. Il punto focale dell’Italia è l’Inail: “Sarà un’occasione – ha spiegato Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Istituto e manager del focal point Italia – per incoraggiare le imprese a investire in azioni di prevenzione, condivise e partecipate tra datori di lavoro e lavoratori, considerando i benefici che ne derivano in termini di crescita e competitività”. Come sottolineato anche nella guida scaricabile dal sito della campagna, infatti, ridurre i rischi psicosociali sul posto di lavoro offre benefici sia per i lavoratori che per le aziende e contribuisce anche al miglioramento delle performance aziendali.

Tra i materiali informativi anche i nuovi video di Napo. A fine marzo la sede centrale dell’Inail ha ospitato anche una riunione del gruppo di lavoro europeo che produce i video di Napo. Il cartone animato paladino della prevenzione e della sicurezza, infatti, è il protagonista di una nuova serie di episodi dedicati proprio ai pericoli derivanti dallo stress lavoro-correlato e dai rischi psicosociali, affrontati con il consueto tono semplice ed efficace. “Con il suo tipico stile umoristico, Napo scopre alcune delle cause dello stress lavoro-correlato – ha puntualizzato Barbara Manfredi, che rappresenta l’Istituto all’interno del gruppo di lavoro – Il film è pensato per tutti i settori lavorativi e ha l’obiettivo di favorire la discussione su alcuni dei problemi più difficili che i lavoratori, i manager e i preposti si trovano ad affrontare”.

Anmil: Franco Bettoni rieletto presidente

Franco Bettoni è stato riconfermato per il prossimo quinquennio alla guida dell’Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, che raccoglie 400.000 vittime del lavoro e con oltre 500 sedi in tutta Italia garantisce assistenza e consulenza a tutti i cittadini. Dopo l’VIII congresso, tenutosi a Orosei (Nuoro) nel marzo scorso, con il coinvolgimento di oltre 400 delegati dall’intero territorio, che hanno eletto i 60 consiglieri nazionali, nella prima riunione di insediamento del Consiglio nazionale tenutasi recentemente a Roma, gli è stata rinnovata la fiducia eleggendolo all’unanimità presidente nazionale. Franco Bettoni, 53 anni, bergamasco, è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro all’età di 15 anni in una fabbrica di bottoni e dopo l’infortunio ha ripreso gli studi e si è impegnato nel sociale attraverso l’Anmil, ricoprendo tutti gli incarichi associativi, in sede locale prima e in sede nazionale poi. Negli ultimi anni ha anche ricoperto cariche di prestigio al di fuori dell’associazione nell’ambito del territorio bergamasco, sia in campo politico che amministrativo.

Nella stessa giornata sono stati poi eletti dal Consiglio nazionale nel ruolo di vicepresidenti nazionali Franco Gerardin di Venezia e Vincenzo Marotta di Napoli. “Abbiamo lavorato bene in questi ultimi anni e abbiamo avuto dei riconoscimenti importanti come l’istituzione del Patronato, l’avvio del Caf, il potenziamento dell’istituto di formazione e dell’agenzia per l’intermediazione al lavoro. Impegni gravosi, che ci hanno consentito, però, una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori vittime di infortunio o di malattie professionali e dei loro familiari” ha affermato Bettoni. “Ma non ci possiamo fermare: abbiamo solo gettato le basi per la costruzione di un progetto molto più ampio e importante per tutelare le vittime degli incidenti sul lavoro e le loro famiglie e per diffondere una consapevole cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro soprattutto nei giovani organizzando specifiche iniziative nella scuole”, ha concluso.

Carlo Pareto

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