martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Politici di Stato, Regioni, Comuni non dimenticatevi della Sardegna
Pubblicato il 18-04-2014


Sardegna-disoccupatiE’ Pasqua, e gli oltre dodici mila lavoratori sardi in mobilità in deroga, rivolgono a voi tutti i più sinceri auguri perché possiate un giorno avere la percezione della realtà che l’Italia intera oggi vive a causa delle vostre scellerate decisioni/non decisioni. A causa di una prolungata assenza di seria politica industriale, a causa di un’assenza prolungata di una politica sociale non più basata sul classico assistenzialismo, a causa dell’assenza prolungata e scellerata di una politica del lavoro che equipari l’Italia al resto dei paesi europei. Gli stessi che insieme con noi il 25 maggio si appresteranno ad andare al voto, consapevoli, sì di un’Europa Politica piccola, piccola, ma anche del fatto di esser avanti anni luce da noi italiani in fatto di welfare e stato sociale. Questo è l’augurio di Buona Pasqua a chi dovrebbe attentamente in silenzio e meditazione valutare anche queste cose, perché, non è ammissibile  che ancora oggi  dopo  oltre  15  mesi  ci si senta rispondere dai   funzionari  ( dottoressa Silenu ) della Regione Sardegna   argomenti come  questo  – “E’ tutto bloccato. La tesoreria del ministero non autorizza la tesoreria della regione a trasferire i soldi  all’inps”.

Ora pare che sia tutto in mano al presidente visto che si tratta, a questo punto, di una questione politica. Il patto di stabilità va ovviato perché si possa procedere. Nel frattempo pare che abbiano inviato un altro elenco di 1500 nominativi. Ma, aldilà di questo, è davvero possibile che si possa gestire una  cosi delicata questione cosa in maniera così becera. Il patto di stabilità esiste da anni, e vien da domandarsi  come  mai la Regione Sardegna al momento di avviare la procedura di invio domande, il 26 marzo  scorso, non si sia accertata sei fondi fossero immediatamente disponibili visto anche che hanno voluto sveltire tutta la procedura?

Non si capisce e appare ancora di più un ennesima  beffa e presa in giro sentirsi dire che si sono resi conto solo ora del grave errore compiuto verso noi e verso i sindacati. Non sarà cosa semplice questa e neppure veloce. Politici  burocrati, non chiedetevi poi il motivo della forte astensione al voto in Sardegna. VEDIAMO SE QUALCUNO RISPONDE ALLA DOMANDA – “Chi glielo spiega a queste oltre dodici mila famiglie che da oltre quindici mesi attendono questi soldi per avere una boccata d’ossigeno?” La vicenda degli oltre dodici mila lavoratori in mobilità in deroga, sardi sta assumendo davvero contorni che definire ridicoli è poco. Da Monti a Letta e da questo a Renzi questo spinoso problema pare esser passato in cavalleria e nessuno intende risolvere la questione.

Tante di queste persone si son viste pignorare la casa per il mutuo non pagato, lo scorso anno due suicidi, corrente staccata a tante di queste persone, bollette Abbanoa (ente gestore servizio idrico integrato della Sardegna) non pagate e allaccio idrico interrotto. Solo per fare degli esempi. Qualcuno mi vuole dire che è importante dare 80 euro in più in busta paga a chi ha già un’entrata? Altra spinosa questione anch’essa considerata di poca rilevanza, l’età media di queste persone è quarantacinque anni gente espulsa dal mondo del lavoro rifiutata anche dalle statistiche che vedono la disoccupazione salire al 13% in Italia – la Sardegna tocca il 18 %, la media più alta delle regioni italiane. Molte di queste persone sono donne che non hanno più l’età per esser tenute in considerazione per lavorare. Infine, altra questione, queste persone non hanno diritto ad accedere ad altri sussidi in contrasto alle povertà estreme poiché sono beneficiari di ammortizzatori sociali – non percepiti per tutto il 2013 – pertanto devono fare affidamento all’unica fonte si assistenza sociale che si sostituisce, ahimè, allo stato, alle regioni, ai comuni.

Genitori pensionati che dopo aver sacrificato la loro vita per crescere ii figli si trovano oggi a sostenere figli e nipoti. VERGOGNA. La Sardegna e i suoi lavoratori avrebbero bisogno di più rispetto. Purtroppo quella Regione è considerata solo per speculazioni edilizie dei vip per le sue meravigliose bellezze paesaggistiche. Credo che ci vorrebbe molto altro e una maggiore attenzione da parte dei politici e degli imprenditori. Invece, la Sardegna, non solo è usata per le speculazioni edilizie, ma, ha per troppo tempo ha subito l’invasione d’improbabili imprenditori che aprono fabbriche usando fondo pubblici poi spariscono portando in tribunale i libri per il fallimento, ha subito e continua a subire l’invasione degli pseudo innovatori dell’energia pulita, che invadono il territorio, con il benestare di tutti i colori politici, deturpano l’ambiente e scappano lasciando le bonifiche sulle spalle delle casse dei sardi, vedete questione Sardinia Gold Mineral, oppure la questione del parco fotovoltaico più grande d’Europa in località Su Scioffu, a Villasor, nel Cagliaritano.

Nacque tre anni fa con la promessa di offrire novanta posti di lavoro a novanta disoccupati del posto. Oggi nessuno di quei novanta ha un posto, e le carte del progetto sono al vaglio della magistratura con quattro indagati. La questione della speculazione edilizia non regge più, non c’è più, in Sardegna, nemmeno il mercato edilizio. Chi compra casa, o meglio chi da un mutuo per comprare casa a chi per esempio non ha nemmeno i soldi per comprarsi una bicicletta? Le attuali percentuali di dati di disoccupazione sono molto artefate poiché è alquanto difficile che un ragazzino di quattordici anni sia mandato a lavorare. Nello specifico, andrebbero riviste i modi d’indagine del mercato del lavoro e con esso una radicale esame delle agenzie di collocamento e/o centri per l’impiego. La legislazione italiana prevede l’obbligo scolastico fino ai sedici anni ma ha dimenticato di bandire l’obbligo d’iscrizione all’ufficio del lavoro compiuto il quattordicesimo anno di età.

Ragion per cui, faccio il mio esempio, io mamma di una ragazzina che compie quattordici anni a maggio, devo iscriverla al centro per il lavoro della città. Resta che a quattordici anni quella adolescente sarà indirizzata dalla famiglia allo studio superiore terminate le scuole medie. Mi spiega qualcuno che senso e quale veridicità hanno queste maledette statistiche? Quanti sono i giovani – fascia d’età 16 /20 anni lavorano e o cercano lavoro? Quanti sono i padri e madri di questi giovani che oggi non hanno lavoro? Chi mi sa esporre una statistica veritiera e non artefatta? Intanto Buona Pasqua a tutti da chi oltre il Natale senza panettone trascorrerà anche la Pasqua a pedalare.

Antonella Soddu

 Gli articoli precedenti:
Continua la protesta dei lavoratori sardi – 23/3/2014
La scandalosa odissea dei 12 mila lavoratori sardi – 18/3/201
12 mila in mobilità dimenticati dallo Stato – 21/2/2014
Niente ammortizzatori per i disoccupati sardi – 2/1/2014
Ammortizzatori sociali fantasma per centinaia di disoccupati – 28/10/2013

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Commenti all'articolo
  1. http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-c9be07a1-4453-4cfd-b296-30d47339bd1a.html

    al minuto 2.20 – “Cassa integrazione in deroga ( loro chiamano cosi indistintamente mobilità e cassa integrazione ) : amara sorpresa per 1400 (la prima tranche ) in attesa del sussidio. La Cisl svela, i soldi non sono stati erogati. Il direttore dell’Inps Sardegna assicura che l’ente è pronto ad effettuare i versamenti entro cinque dall’avvenuto trasferimento dei fondi da parte della regione cosi come obbliga la convenzione firmata. Ad oggi questi soldi non sono arrivati e l’ente non è autorizzato ad anticipare i pagamenti.

  2. Complimenti per l’articolo preciso ,che rispecchia perfettamente la situazione in cui ci troviamo, e grazie per le tempestive informazioni, speriamo solo che qualcuno ci aiuti a risolvere quella che stà assumendo giorno dopo giorno le dimensioni di una colossale presa in giro per noi poveri disgraziati. Un saluto

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