lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Colf: entro il 10 aprile
il versamento
dei contributi all’Inps
Pubblicato il 04-04-2014


E’ scattato il conto alla rovescia per il versamento dei contributi Inps relativi a colf e badanti. Entro il 10 aprile tutte le famiglie che si avvalgono della collaborazione di personale domestico dovranno saldare la rata relativa al primo trimestre (gennaio – marzo 2014). Nella consapevolezza che la riforma Fornero ha introdotto un contributo addizionale dell’1,40% in caso di contratto a tempo indeterminato.

Le novità contributive – Con la circolare 25 dell’8 febbraio 2013 l’Inps ha fornito per la prima volta due tabelle: una da utilizzare per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e l’altra per i rapporti a termine. Nel caso l’orario non superi le 24 ore settimanali, per entrambe le tipologie di contratto i contributi orari sono commisurati a tre diverse fasce di retribuzione effettiva. Quando, invece, si sforano le 24 ore il contributo orario diventa fisso.

Il contributo addizionaleMa la vera novità anche di questo 2014 rimane sempre il versamento del contributo addizionale dell’1,40% all’Inps. Nel caso, comunque, il contratto di lavoro a tempo determinato venga trasformato in tempo indeterminato, il contributo addizionale a carico del datore di lavoro viene restituito per gli ultimi sei mesi di rapporto. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2013, per effetto dell’articolo 2 della legge 92/2012 – la cosiddetta riforma Fornero – l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è stata sostituita dall’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi).

Retribuzione – Sul fronte della retribuzione sono in vigore i nuovi minimi per il 2014, diversificati a seconda dell’inquadramento e della tipologia di mansione. Come ogni anno, i minimi sono stati aggiornati sulla base delle rilevazioni Istat da una apposita commissione istituita ad hoc.

Il versamentoLa corresponsione dell’obbligo assicurativo essere effettuata, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: 1) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”; Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, presso: – le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps” ; – gli sportelli bancari di Unicredit Spa; – tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; – a partire dalla fine del 2011, inoltre, il versamento senza bollettino può essere praticato anche presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità prefigurate per il circuito Reti Amiche. 2) online sul sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, utilizzando la carta di credito; 3) utilizzando il bollettino Mav – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; 4) telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164, impiegando la carta di credito. Si ricorda per ogni opportunità che qualunque sia la modalità scelta, segnalando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita segnalazione.

I dati esposti (ore lavorate, retribuzione, settimane) e il conseguente importo, determinato automaticamente, possono sempre essere modificati: – dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se la corresponsione avviene tramite Reti Amiche o Contact Center; – facendo ricorso alla procedura a disposizione sul sito Internet per corresponsioni online o per generare un nuovo Mav stampabile. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile ricorrere alla modalità di versamento tramite i buoni lavoro (voucher). Di seguito si riporta la tabella dei contributi relativi all’anno di riferimento 2014:

Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali – retribuzione oraria effettiva – contributo orario (tra parentesi la quota a carico del lavoratore) con Cuaf (*) senza Cuaf

Retribuzione oraria                 Contributo orario con Cuaf     Contributo orario senza Cuaf*           

fino a 7,86 euro                                    1,49 (0,35)                                   1,50 (0,35)

da 7,86 euro fino a 9,57 euro               1,68 (0,39)                                   1,69 (0,39)

oltre 9,57 euro                                      2,04 (0,48)                                   2,06 (0,48)

più di 24 ore settimanali                      1,08 (0,25)                                    1,09 (0,25)

(*) Il contributo Cassa Unica Assegni Familiari (Cuaf) è sempre dovuto, esclusi i casi di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi. (parenti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati). Fra parentesi è invece indicata la quota parte a carico del lavoratore. Se la colf però lavora più di 24 ore settimanali presso la stessa famiglia l’onere previdenziale complessivamente dovuto è di 1,08 euro (0,25) (o di 1,09 (0,25) senza Cuaf) a prescindere dalla retribuzione oraria effettivamente percepita. Da ricordare, infine, che la prossima scadenza, quella relativa al pagamento del 2° trimestre 2014 (periodo aprile – giugno 2014), sarà per il 10 gennaio 2014.

Gli altri adempimenti

L’appuntamento trimestrale con i contributi Inps o quello mensile con la busta paga non è l’unica incombenza cui sono tenute le famiglie che utilizzano personale domestico. Dalla tipologia del contratto da scegliere alla sua risoluzione, dalla retribuzione alla corretta gestione delle ferie, dei permessi e delle malattie fino al trattamento di fine rapporto sono infatti tante le questioni da affrontare e gestire.

Colf, pagamento online dei contributi domestici

Allo scopo di semplificare ulteriormente gli adempimenti dei propri utenti, l’Inps ha realizzato un servizio per il pagamento in rete dei contributi dei lavoratori domestici. Una modalità che, in futuro, potrà essere utilizzata per il pagamento di altri contributi. La procedura – già operativa – permette di effettuare, attraverso il sito web dell’Istituto www.inps.it, nella sezione servizi on line per il cittadino, la corresponsione degli oneri assicurativi dovuti dai datori di lavoro domestico tramite Posteitaliane. Prima di accedere al servizio, è indispensabile registrarsi preliminarmente nel sito di Posteitaliane www.poste.it. L’operazione, effettuata via Internet, prevede: il pagamento di un singolo rapporto di lavoro con l’utilizzo del codice fiscale del datore di lavoro e il codice del rapporto di lavoro, che si può trovare sui vecchi bollettini, senza la necessità di possedere il Pin (Numero identificativo personale); la corresponsione di uno o più rapporti di lavoro tramite il solo codice fiscale del datore di lavoro e il Pin (che può essere richiesto nella stessa sezione servizi online, selezionando la funzione “Richiesta Pin online”). In questo caso la procedura permette di visualizzare tutti i rapporti di lavoro che fanno capo all’utente. Una volta avvenuta l’autenticazione, occorre inserire i dati necessari per il calcolo dell’importo da pagare. Dopo aver visualizzato tale importo, l’utente potrà individuare la modalità preferita con la quale assolvere l’obbligazione previdenziale, scegliendo tra: l’addebito in conto corrente BancoPosta; la Carta prepagata postepay emessa da Posteitaliane; le Carte di credito abilitate al circuito internazionale Visa, Visa Electron, MasterCard.

Il costo è di 1 euro in caso di addebito su BancoPosta e di utilizzo della Carta prepagata, mentre per i pagamenti con carta di credito è prefigurato un costo fisso di 2 euro per importi fino a 100 euro e un costo variabile pari al 2% per importi superiori. Una volta che la corresponsione è stata praticata, potrà essere stampata la ricevuta del bollettino. Al riguardo giova precisare che i contributi si corrispondono ogni trimestre alle seguenti scadenze: dal 1° al 10 aprile versamento per il 1° trimestre; dal 1° al 10 luglio versamento per il 2° trimestre; dal 1° al 10 ottobre versamento per il 3° trimestre; dal 1° al 10 gennaio versamento per il 4° trimestre. Il pagamento in rete può essere inoltre attivato tutti i giorni della settimana, dalle 6 alle 23,30 per le prime due modalità, e dalle 00,15 alle 23,45 per il pagamento con carta di credito. Importante, Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all’Inps l’assunzione e anche l’eventuale trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro.

Se il datore di lavoro omette o ritarda la comunicazione obbligatoria all’Ente assicuratore, deve pagare una sanzione amministrativa alla Direzione Provinciale del Lavoro che va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore di cui non si è segnalata l’avvenuta assunzione. Questa sanzione amministrativa può essere cumulata con la sanzione prescritta per la mancata iscrizione all’Inps e/o alla sanzione civile postulata per l’omesso versamento degli oneri assicurativi. Infatti se il datore di lavoro non invia la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Istituto, il lavoratore non viene iscritto all’Inps, che ne gestisce la posizione pensionistica. Nell’ipotesi di mancata iscrizione del lavoratore domestico all’Inps, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore “in nero”, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili stabilite contro il lavoro nero.

Alla Commissione Lavoro della Camera: audizione del direttore generale dell’Inps

Il Direttore generale dell’Istituto, Mauro Nori, è stato ascoltato il 26 marzo scorso dalla Commissione lavoro della Camera per un aggiornamento sui dati delle pensioni liquidate ai circa 153mila lavoratori da salvaguardare. Nel corso dell’audizione, Nori ha evidenziato che , a tutt’oggi, le pensioni liquidate ai lavoratori cosiddetti esodati ammontano a 38.716 (per un costo di circa 269milioni di euro) e che il grosso delle liquidazioni è stato assegnato a quei lavoratori che rientravano nella prima tranche di salvaguardia, ossia in quei 65mila individuati il 6 dicembre del 2011.

A margine dell’audizione, il Direttore generale ha dichiarato, poi, che l’Inps sarebbe disponibile, se chiamata, ad avere un ruolo ai fini della determinazione dell’aumento degli 80 euro in busta paga che il governo si è impegnato a erogare nel mese di maggio a quei lavoratori che percepiscono non più di 1.500 euro al mese. Per quanto riguarda il piano dei prepensionamenti nella Pubblica amministrazione, Nori ha assicurato l’ampia disponibilità dell’Istituto a lavorare per verificare un piano di fattibilità in relazione alle proposte avanzate dal Ministro della PA, Marianna Madia. «Alla luce dell’esperienza avviata dopo il parere reso al Comune di Novara – è stato riportato in una nota diffusa dall’Istituto – si è già attivato un gruppo di lavoro (nel quale anche l’Inps è coinvolto) per le indicazioni da fornire a tutte le amministrazioni interessate all’applicazione della normativa sulle eccedenze di personale e sui pensionamenti in deroga».

Assegno medio 11.482 euro. Pensioni: Istat, spesa 2012 + 1,8%

Nel 2012 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 270.720 milioni di euro, è aumentata dell’1,8% rispetto all’anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,45 punti percentuali (dal 16,83% del 2011 al 17,28% del 2012). E’ quanto rileva l’Istat. L’importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.482 euro, 253 euro in più rispetto al 2011 (+2,3%). I titolari di prestazioni di quiescenza, evidenzia l’Istat, sono 16,6 milioni, circa 75 mila in meno in confronto al 2011; in media ognuno di essi percepisce 16.314 euro all’anno (358 euro in più del 2011) tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di un trattamento previdenziale. Le donne rappresentano il 52,9% dell’intera platea di pensionati e percepiscono assegni di importo medio pari a 13.569 euro (contro i 19.395 degli uomini); oltre la metà delle donne (52,0%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (32,2%) degli uomini. Il 47,8% delle rendite è erogato al Nord, il 20,5% nelle regioni del Centro e il restante 31,7% nel Mezzogiorno.

Le persone che hanno iniziato a percepire una pensione nel 2012 (i nuovi pensionati) sono 626.408, mentre ammontano a 701.101 le persone che nel 2012 hanno smesso di esserne percettori. Il reddito medio dei nuovi pensionati (14.068 euro) è inferiore a quello dei cessati (15.261) e a quello dei pensionati sopravviventi (16.403), che già nel 2011 incassavano almeno una prestazione pensionistica. Il 26,5% dei pensionati ha meno di 65 anni, il 50,0% ha un’età compresa tra 65 e 79 anni, il 23,5% ha più di 80. Il 67,3% dei pensionati è titolare di un solo trattamento, il 24,9% ne percepisce due.

Carlo Pareto

                                                    

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