sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Come vedo la scuola italiana
Pubblicato il 27-04-2014


La scuola italiana, vista dai miei occhi, ha due facce. Vedo una scuola preparata, competente e con ottimi docenti, pronti a trasmetterti non solo una buona cultura, ma anche la conoscenza di nuove culture, il rispetto, la responsabilità civica e a passarti un po’ dell’esperienza maestra di vita. Vedo un’attrezzatura nuova come lavagne digitali, registri informatici e blog studenteschi pronti a chiedere i loro diritti e dove discutere la lezione. Eppure non posso non vedere in che stato giace un’altra scuola italiana: banchi rotti, vernice scrostata, rubinetti arrugginiti, addirittura strutture non perfettamente funzionanti o in regola. Docenti arroganti, pedanti e superbi, ciechi verso i reali problemi dello studente, che non è un automa, bensì un essere umano. Studenti che hanno problemi ben più gravi dell’ignoranza o della poca voglia, ma della totale mancanza di affetti da parte dei parenti, una vita in un contesto di malavita o forme di forte depressione e stress. Queste realtà convivono nel suo insieme, ma non convivono nello stesso luogo. Infatti nella scuola privata e paritaria c’è una maggiore qualità, sia materiale che culturale, dei docenti e dei materiali. Si fanno gite programmate per l apprendimento, si chiamano professionisti per approfondimenti e analisi di situazioni cose o temi, sia attuali che passati. Ci sono attività ultrascolastiche, doposcuola, oratori, teatro, laboratori linguistici e altre attività. Non possiamo più intendere la scuola come fabbrica o tirannia di servi e padroni, dove non esiste nulla se non un legame di passaggio delle informazioni, da persona a persona.

La scuola dovrebbe essere un luogo di formazione, non di riempimento, non di costruzione o di inculcamento, dove il professore non è un assolutista, ma il primo fra gli eguali. Dovrebbe essere un centro sociale exstrascolastico, ovvero un’associazione con attività interne, sia di natura culturale che sportiva dove nascono e ardono ideologie, dove l’individuo si forma e arriva al suo migliore stato preparatorio, dove entrerà nella società in parte compiuto e attivo politicamente. La scuola per me è accademia collegiale, scuola di ragione, centro di amici ed espressione della propria personalità, sia classica o scientifica, sia di destra che di sinistra, sia artistica che materialistica. Questo è un grande progetto che consiglierei fortemente a qualunque stato, poiché la rivoluzione di un sistema parte proprio da un’idea, anche utopistica. Direte voi che un’utopia rimarrà tale e che credere ai sogni sia dannoso, eppure caro compagno lettore, o lettore che tu sia il mondo che ci circonda ha avuto utopie viventi. La rivoluzione francese dove il popolo si muoveva uniformemente verso un unico obbiettivo, impensabile tutt’ora, il comunismo, nonostante i suoi errori esiste ed è esistito, il cristianesimo, irrazionale per gli antichi pagani si mostra oggi come principale religione mondiale, la società anarchica, presente in società tribali e ecclesiastiche. Le utopie sociali anche non avverandosi completamente possono migliorarci e migliorare tutta la nostra società internazionale.

Niccolò Musumeci 

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Commenti all'articolo
  1. L’articolo doveva terminare con un EVVIVA per la SCUOLA paritaria.
    Personalmente conosco le mancanze materiali della scuola pubblica avendo insegnato materie scientifiche per trentasei anni, ritengo però che quello che ha fatto la scuola pubblica e che fa, nessuna scuola con lavagne luminose, con belle aule con bei campi sportivi potrà mai fare perché la Capacità di Ragionamento, la Conoscenza della Democrazia la competenza di essere un domani un Cittadino della Repubblica con diritti e doveri, si possono acquisire soltanto in una scuola pubblica il cui ordinamento è costruito tenendo conto della cornice data dalla COSTITUZIONE della REPUBBLICA.

    • Il fine del mio articolo non era adorare ciecamente la scuola privata o paritaria, ma una cronaca di una verità solida. Capisco che tu condanni una scuola “estetica”, io peró vorrei come minimo che le strutture siano aggiornate o almeno riparate. Io ho avuto la possibilità di andare sia in strutture di ambito privato che pubblico, essendo rappresentante di classe e di consulta studentesca, e devo dire che vi è un taglio netto. Vorrei dire semplicemente che se la scuola privata ha delle condizioni migliori rispetto alla pubblica, di avere un minimo di inventiva e copiare la struttura pubblica, introducendoci l’idea che ho esposto nell’articolo per quanto riguarda la modalità di insegnamento.

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