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Opinioni e commenti
 

Debutto effervescente di Vinitaly a Verona tra Opera Wine e Twitter
Pubblicato il 07-04-2014


Vinitaly-2014Come ogni anno si riapre nel complesso di Veronafiere, la 48esima edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del vino e dei distillati che si tiene a Verona dal 1967. La manifestazione conta più di 4.000 espositori l’anno e registra circa 150.000 visitatori per edizione raccogliendo produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leaders provenienti da tutto il mondo. Ogni anno ospita oltre cinquanta degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e propone un programma convegnistico che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino (le analisi sono condotte dell’Osservatori di Vinitaly Studi&Ricerche).

Oltre alle aree espositive dedicate prettamente ai produttori di vino, il salone si sviluppa anche in workshop, buyers club ed aree espositive speciali per promuovere il Made in Italy e far conoscere sul mercato le aziende emergenti. Inoltre nel contesto di Vinitaly si organizzano concorsi e premi internazionali, i più famosi: l’International Packaging Competition, Concorso Enologico l’Internazionale e il Premio Internazionale Vinitaly che assieme all’International Wine and Spirit Competition promuove la divulgazione della cultura del vino nel mondo. In contemporanea al Salone del vino si tengono altre manifestazioni come: il Salone Internazionale dell’Olio d’Oliva Extravergine di Qualità, la Rassegna dell’Agroalimentare di Qualità, ed il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticultura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie. Ad ufficiare l’inaugurazione del salone il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina insieme al Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia e il sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Secondo il Presidente De Castro «Il dato estremamente positivo che celebriamo a Vinitaly di Verona riguarda la straordinaria crescita che il settore sta registrando in tutti i mercati del mondo. Il 2013 si è concluso con saldo positivo all’estero di oltre 5 miliardi: è avvenuto il cosiddetto “sorpasso”, cioè esportiamo più vino di quanto ne beviamo in Italia. Merito della vitalità delle nostre imprese». L’Italia del vino è il primo esportatore del mondo con una quota del 22% del mercato internazionale e Vinitaly, con 4.300 espositori da più di 20 Paesi, riserva grande attenzione proprio alle iniziative rivolte ai buyer stranieri, di cui anche quest’anno sono attese oltre 50mila presenze da 120 nazioni. «Vinitaly rappresenta ancora l’unica, vera ed esclusiva vetrina internazionale per la presentazione di vini di tutto il mondo – ha detto il governatore Zaia –.

Non è un caso che questo Salone sia in Veneto, regione che vanta 9 milioni di ettolitri di produzione, 28mila aziende agricole, 26mila occupati e il 20% della produzione nazionale». Obbiettivo per i prossimi anni è l’innovazione e la digitalizzazione dei modelli pubblicitari inerenti al settore enogastronomico. Il vino invecchia ma non su Twitter o Facebook. Difatti sempre più etichette vengono pubblicizzate o ‘’condivise’ sui social network o sui blog a vantaggio di una più efficace diffusione commerciale. Invece per rimanere alle tradizioni, anche quest’anno l’anteprima di Vinitaly è il Grand tasting di OperaWine – 100 Great Producers: un evento di lusso che offre agli operatori specializzati la possibilità di conoscere i 100 produttori italiani selezionati dalla nota rivista americana Wine Spectator, che vanta 3 milioni di lettori in tutto il mondo.

Grande debutto del vino – bio ovvero del vino prodotto seguendo le norme previste dal regolamento Ue 203/2012 con un processo produttivo certificato da un ente di certificazione terzo. Il comparto della viticoltura biologica conta in Italia 57mila ettari di vigneti (pari al 5% della superficie biologica totale) e una produzione di 502 milioni di litri. Un nuovo settore che mette insieme una significativa propensione all’export (è realizzato oltre frontiera l’82% del giro d’affari) con quella sul mercato interno alle vendite dirette e soprattutto piace molto agli stranieri. Tra le uniche note amare di questo ‘’bouquet’’, il futuro dell’export di vino italiano che appare meno roseo di quanto tratteggiato dai dati generali e lascia presagire scenari con più di una incognita. Infatti in Russia nel 2013 il calo degli acquisti di vino italiano è stato del 21,6% in quantità controbilanciato da un +13,4% in valore. In Cina invece se il fatturato ha riportato danni limitati (-3%), non si può notare la vera e propria caduta in quantità: -33%.“Per essere efficaci oggi è imprescindibile essere vicini al mercato. Quindi si impone uno sforzo diretto nella distribuzione.’’

Così si esprime Francesco Zonin, vicepresidente insieme ai due fratelli della Casa vinicola Zonin che, poche settimane fa ha inaugurato l’ultima filare, Zonin China. “La base produttiva vinicola ha avuto un’enorme espansione con l’arrivo dei produttori del nuovo mondo, ma la stessa cosa non è avvenuta a livello distributivo – spiega – al contrario, il settore si è ulteriormente concentrato.” Un impegno maggiore nella distribuzione sul territorio sarebbe quindi consigliabile. Per questo ben vengano fenomeni come Eataly, ambasciatore all’estero del ‘’Made in Italy’’ alimentare. Poiché solo cosi si può creare un retailer italiano forte sui mercati esteri che, a volte lo dimentichiamo, è un’autentica miniera d’oro.

Alessandro Munelli

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