sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Allarme disoccupazione
+ 18% in un anno
Pubblicato il 22-04-2014


Disoccupazione-lavoroDati allarmanti, quelli divulgati dai maggiori quotidiani nazionali, sul vertiginoso aumento della disoccupazione in Italia. Le tabelle Istat al 31 dicembre 2013 indicano un aumento + 18% in un anno. Mentre l’aumento negli ultimi due anni si registra intorno al 50%. Un milione di famiglie, dunque senza redditi da lavoro, dove i componenti possibili partecipanti attivi al mercato del lavoro sono oggi attualmente disoccupati. Situazione drammatica, dunque, secondo le ultime indagini Istat sul 2013 che riporta i numeri del 2012 e li stima in 955.mila e li raffronta con i numeri del 2013 saliti in un anno a 1.130mila.Quindi un vertiginoso aumento che tocca la percentuale del 18%. Le cifre vengono poi suddivise in categorie da cui si evince che il numero più alto di persone disoccupate si colloca nella categoria copie con figli – 491mila persone, a seguire le famiglie mono-genitore 231mila poi le copie senza figli 295mila e per concludere le copie senza figli che sono 83mila.

Dunque, le famiglie dove tutti i membri in grado di lavorare, ma in cerca di occupazione risultano esser in crescita di 175mila unità. Un dato che supera di gran lunga la percentuale del 50% di due anni prima, andandosi ad attestare sul 56,5%. Insomma, abbiamo di fronte un vero e proprio dramma sociale destinato ad aumentare. Trattasi di case e/o famiglie ove non circola denaro – quella cosa che fa girare l’economia . Secondo l’ Istat, è probabile che queste famiglie possano contare su altre forma di reddito come, ad esempio, rendite d’affitto e/o indennità di disoccupazione, redditi da pensione di cui beneficiano membri della famiglia. Maglia nera di questa ricerca è ancora una volta il mezzogiorno che raggiunge da solo la cifra di 598mila famiglie; il nord si attesta a 343mila e il centro a 189mila. Resta comunque certo il dato che il fenomeno dilagante della disoccupazione è in forte aumento dappertutto.

Famiglie con tutte le forze disoccupate (in migliaia) 2013 2012 2011
Single maschi 183 144 186
Single femmine 112 90 68
Monogenitore maschi 31 90 68
Monogenitore femmine 183 153 120
Copie senza figli 83 74 55
Copie con figli 491 419 320
Altre tipologie di copie 48 45 31
TOTALE 1130 955 722

Dopo aver letto con cura e attenzione anche più di una volta alcuni articoli inerenti l’aumento vertiginoso della disoccupazione in Italia che secondo gli ultimi dati Istat ha registrato nel 2013 un + 18%, e dopo aver letto, ancora una volta, l’articolo di ieri sul maggiore quotidiano sardo, – “L’unione sarda” – che usa un titolo molto eloquente – “occupazione, oltre 150 mila sardi vivono di ammortizzatori sociali” – che ugualmente cita cifre da allarme nero quali, 17.152 in cassa integrazione ordinaria di cui 8.576 a zero ore, 28.500 in cassa integrazione in deroga, oltre 14.500 in mobilità in deroga (questi però non citati nell’articolo, sono invisibili).

Tasso di disoccupazione 18.6% e il 52% quello relativo alla disoccupazione giovanile in Sardegna (quest’ultima cifra a mio sommesso avviso andrebbe rivista così come quelle delle statistiche nazionali). Ma quanto costa la cassa integrazione o gli ammortizzatori sociali? 230 milioni di euro è il costo annuale per gli ammortizzatori sociali. 650 euro è l’importo dell’assegno mensile medio. 117 milioni di euro sono le some che la Regione Sardegna ha atteso invano dallo Stato. 52 milioni di euro è la somma che la Regione Sardegna ha messo a disposizione per erogare sotto forma di sussidio in compensazione per il 2013 a favore dei lavoratori in mobilità in deroga che però ad oggi ancora non hanno percepito, causa un intoppo, come si evince dalle stesse dichiarazioni del direttore regionale Inps Sardegna, Dottor Tombolini al tg della Rai regionale (al minuto 2’20” ): “L’intoppo è dovuto al mancato trasferimento delle somme dalle casse della Regione a quelle dell’Inps. L’ Ente è pronto ad effettuare i versamenti entro cinque giorni dall’avvenuto trasferimento dei fondi da parte della Regione cosi come obbliga la convenzione firmata. Ad oggi questi soldi non sono arrivati e l’Ente non è autorizzato ad anticipare i pagamenti”.

Ecco solo alcuni dei commenti di lavoratori che attendono gli ammortizzatori sociali su citati e che ad oggi non li hanno ancora percepiti. Paolo, ex operaio del settore dell’agroindustria, spiega di essere alla disperazione: “Abbiamo difficoltà a far la spesa, figurati a far continuare gli studi a mia figlia. Ci aiutano i parenti, ma sino a quando?”. Francesco, ex operaio edile: “La Pasqua a casa la pasquetta a casa, mia figlia, la più piccola di quasi 3 anni, mi ha detto, ‘ perché non mi hai comprato l’uovo? Provate ad immaginare il mio umore.”

Questi sono solo due esempi, ad andare in giro se ne sentono tantissimi all’infinito. Qui, sono riportati i numeri e i dati che rendono l’idea della catastrofe e la Sardegna è ai primi posti nella classifica dello sfascio sociale.

Antonella Soddu
*Fonte Tabella – La Repubblica

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