martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Donne e lavoro: tante parole e pochi fatti
Pubblicato il 19-04-2014


Disoccupazione Donne Il rosa è ormai un colore di moda, specie per attirare l’attenzione, lo sa bene il premier che ha usato l’argomento “donna” a più riprese, dalla metà dei ministri del governo in gonnella (addirittura la Madia in pancione) alle nomine dei vertici delle aziende pubbliche. Solo che quando si tratta di fatti concreti, come è stato con la rappresentanza di genere (ww.avantionline.it/2014/04/europee-lultima-battaglia-per-le-liste-rosa/#.U1FH5lca3IZ) si intravedono i primi arretramenti.

L’ultima grande novità per le donne è contenuta in un emendamento nel dl Lavoro, le mamme con contratti a tempo determinato potranno conteggiare il periodo di congedo di maternità, ai fini dei requisiti necessari per acquisire il diritto di precedenza, per le assunzioni a tempo indeterminato, le stesse, poi, avranno il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi.

Il problema del lavoro però resta, specie in un Paese in continua recessione come l’Italia. Se a ciò si unisce la bassa natalità e la mancanza di politiche sociali per le donne, si rischia un arretramento irreparabile. “Il problema dell’occupazione femminile è una tragedia, in pochi sanno che in quel 40% di disoccupati la larga maggioranza è di sesso femminile” ha affermato Vittoria Tola, responsabile Nazionale UDI, commentando gli ultimi dati dell’Istat.

“La disoccupazione femminile è aggravata se la si confronta nell’ambito europeo, nel nostro Paese abbiamo oltretutto dei servizi all’infanzia scadenti, mancanza di asili nidi e di strutture di aiuto per le donne lavoratrici” e con piglio femminista commenta “c’è inoltre scarsa collaborazione all’interno della famiglia da parte degli uomini italiani”. Ma la vera piaga nel nostro Paese resta il precariato che “rende sterili, sempre con maggiore frequenza, non solo le donne, ma anche gli uomini sono costretti a non avere figli. Nel nostro Paese con una bassa natalità infantile il precariato è la vera tragedia”.

Parlando poi della questione delle ragazze madri di cui il welfare pare si sia dimenticato negli ultimi anni (nello specifico le politiche del welfare non riconoscono la categoria sociale di madre sola in quanto tale) Tola sostiene che “bisogna fare delle opportune differenze tra le ragazze madri abbandonate e quelle che scelgono di avere un bambino da sole. In ogni caso mancano delle politiche di sostegno per le madri in genere”. E infine sulle ultime iniziative del governo Renzi, e in particolare sull’emendamento maternità nel dl Lavoro afferma: “Speriamo che alle parole corrispondano anche i fatti”. In sostanza la donna resta un oggetto, questa volta strumento di una réclame continua all’interno di un ciclone mediatico in cui però poco occupa spazio concreto.

Maria Teresa Olivieri

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