lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Due strade, una meta
Pubblicato il 26-04-2014


Passeggiando per Firenze, in questi giorni, troverete sicuramente delle persone che distribuiscono volantini. Provate a prenderne uno. Sulla pagina frontale troneggia la scritta nera di RIVOLUZIONE. In sfondo l’immagine di una massa coperta da tricolori fluttuanti sopra un grande fuoco, circondato dalla massa stessa. Ora girate il volantino. “Rivoluzionare il presente per conquistare il futuro” inizia così la lettura di questo opuscolo. Leggendo si mostrano le qualità di tale associazione politica, come la sua capacità di interpretare il presente e i suoi problemi, di soccorrere una società sbagliata, dove conta di più la visione materiale e capitalistica del mondo, di “educare alla vita” una gioventù “morta” di organizzare eventi sociali per i poveri e per quella stessa gioventù che necessita un’educazione alla vita, si propone addirittura come sostegno ai sindacati. Interessante, utile, educativo, in difesa dei più poveri, aiuti alla società, benessere, miglioramento delle nuove e vecchie generazioni.

Tutto ciò io lo identifico nel socialismo. Continuando a leggere trovo la tale affermazione, l’organizzazione “si batte per il primato della politica sull’economia”. Proseguendo leggo che loro vogliono anche il primato del naturale sull artificiale, della giustizia sociale sulle oligarchie e sulle lobby. Perseverando incontro altri temi forti, come libertà, lavoro, diritti, solidarietà, tutti temi di primaria importanza per tale associazione. Si propongono anche come “Progetto vivo e pulsante, trasversale e partecipato, aperto e coeso, in grado di condizionare linguaggi e prospettive per affermare i principi di una politica che sia dono alla Comunità”. A prima vista chiunque penserebbe che tale associazione sia fortemente di sinistra, ma durante la lettura si incontrano parole come etica, nazionalismo, disciplina, lotta, tradizioni. Infine l’identità di tale associazione si svela. Quindi come può un volantino di destra pubblicizzare ideali socialisti? Eppure nonostante siano politiche, secondo il significato, opposte , dove in una si punta all’etica, al singolo, alla tradizione, alla disciplina e l’altra alla libertà, sul riformare, sull’equità, al rispetto, si vogliono attuare in entrambi i casi una società giusta, un popolo nel benessere ed una nazione indipendente, che provvede ai diritti del individuo e della società, con uno stato sociale che ti aiuta se sei in difficoltà, con forme di governo eque e che portino esempio di educazione al cittadino, poiché formati dai migliori individui della società stessa. Oggi il socialismo non utilizza alcuni punti fondamentali della destra, che sono ritenuti importanti dal popolo. Il nazionalismo è pericoloso poiché porta a politiche coloniali e nuove possibili conflitti. D’altra parte educare il cittadino alla patria lo farà tendere al rispetto di essa. Vi è una differenza concettuale fra il patriottismo e il nazionalismo, infatti mentre il primo è l’amore verso la patria il secondo la convinzione del fatto che il proprio paese sia superiore agli altri. Molti paesi sono famosi per il loro patriottismo, anche se al loro interno vi è o una forte maggioranza socialista o un governo di tale ideologia. La disciplina è molte volte in conflitto con il concetto di libertà. La libertà che molti intendono è quella della libera scelta fra cosa è bene e cosa è male. Essa è una libertà secondaria, io la vera libertà la intendo solo se ci libera da cosa è male, poiché che libertà è una che ti porta a errare nello sbaglio e nello scorretto?

Disciplina nell’accettare il bene e combattere il male, rieducarlo e riammettere coloro che sbagliano in una società nuova, una società socialista, ma non buonista. Tradizioni, esse ci rispecchiano e ci hanno formato. Un paese senza identità manca di tradizioni, ovvero arte, lingua comune, cultura e una storia. Se le tradizioni comportano disuguaglianze, sbagli, incomprensioni o addirittura morte è inutile mantenerle. Altri punti fondamentali dividono infine la destra dalla sinistra, come la volontà di formare una nuova nazione, un internazionale fra popoli per garantire la pace mentre la destra punta alla formazione di una potente fazione regionale nei confronti del globo, eliminando completamente il senso di accoglienza e integrazione nella società di possibili eccellenze al suo interno. In più mentre la destra punta all individuo, capace di ribaltare le sorti negative di un conflitto, la sinistra punta alla formazione di un popolo migliore che di conseguenza porterà la nazione al suo apice, ma senza provocare alcun danno. Il socialismo deve essere una dritta via per uno smarrito cittadino nella scura selva della politica scoretta, iniqua, corrotta e fra feroci belve, che si presentano come salvatori e miracolosi curatori. Le strade possono essere molte, ma le principali sono su questo articolo, dove si vede come l’una può assimilare dall’altra pregi per perfezionarsi, rendendosi utile ad un buon governo e una distinta società.

Niccolò Musmeci

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