giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ernesto Calluori scrive:
Siamo di fronte alla più grande
crisi economica e sociale
Pubblicato il 18-04-2014


A partire dal gennaio 1993 l’Europa senza frontiera è diventata realtà, almeno per quanto riguarda la completa realizzazione dei mercati, in virtù della quale tanto le persone e i capitali, quanto le merci, possono ora muoversi e circolare liberamente all’interno degli Stati membri. Il bisogno dell’Europa unita di credere in se stessa, riscoprendone le ragioni e motivazioni, rappresenta al tempo stesso il bisogno di rendere più partecipi i cittadini nella costruzione di una Unione che li veda quali destinatari e protagonisti. Il disegno istituzionale di Unione che assume rilievo nella prospettiva di impegno politico, sociale e culturale, ruotano intorno all’esigenza della formazione di un cittadino europeo. Dettare tale cambiamento, costituisce la chiave attraverso la quale la politica promuove un nuovo corso, allo scopo di ricomporre quel dialogo interrotto con svariate fasce della società. Il Consiglio dell’Unione Europea, detto comunemente Consiglio UE, è l’istituzione in seno al quale i ministri di tutti i paesi dell’UE, si riuniscono per adottare le normative e coordinare le politiche. Di cosa si occupa?   

– Approva le legislazione dell’UE

– Coordina le politiche economiche dei paesi membri

– Firma accordi tra l’UE e gli altri paesi

– Firma accordi tra UE e gli altri paesi

– Approva il bilancio annuale dell’UE

– Quali sono i Gruppi dei Paesi Europei ?

– Partito popolare europeo

– Socialisti e democratici

– Liberali

– Verdi

– Conservatori e riformisti

Vogliamo una Europa che non sia soltanto un grande e libero mercato ma una vera comunità politica solidale, forti dei propri valori che sia fattore di pace, di giustizia, di eguaglianza. Una Europa che conosca la solidarietà sociale, una Europa vivibile aperta al mondo. Come non ricordare il costante impegno di Sandro Pertini, Presidente della Repubblica, che non mancò di manifestare non solo la sua fede nella costruzione dell’Europa che superasse le antiche barriere erette dalla guerra fredda, ma che fosse portatrice dei valori della democrazia, libertà e giustizia ? Lungo queste direttrici, il Presidente Giorgio Napolitano, ha ribadito, recentemente, “la necessità di una Europa unita, Italia compresa, denunciando i rischi che provengono dall’euro-scetticismo che può frenare il cammino della UE. Inoltre, ha aggiunto che l’Europa non è soltanto la politica di austerità ma serve in primo luogo a garantire la pace nel cuore dell’Europa”. In questo momento abbiamo bisogno di dare una speranza concreta ai nostri giovani che non trovano lavoro. La crisi che stiamo attraversando è di natura politica. Ecco, perchè, abbiamo bisogno di approfondire l’Unione Europea che abbia una sua collocazione internazionale.

Ernesto Calluori                                                                                                                                                                                                                                              

                                                                                                                                                                                                                                                                   

 

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Commenti all'articolo
  1. E’ Pasqua, a cosa sto pensando?
    Il discorso sarebbe troppo lungo, ma cerco di sintetizzare. Dalla rivoluzione industriale in poi, l’avvento della borghesia ha permesso la crescita di una classe sociale che ha sempre mirato verso l’alto. Il benessere dei regnanti e dei loro gregari ad ogni livello è stato l’obiettivo di chi, attraverso commerci e attività più o meno lecite, elevava il loro status sociale. Eguaglianza, fraternità e libertà sono state parole dietro le quali ognuno cercava di procurarsi, potere attraverso affari, conoscenze, amicizie, favori, prebende. Dietro una facciata ipocrita, di buone intenzioni, il nostro prossimo non era il fratello con cui cooperare, ma lo strumento che poteva portarci più in alto, darci più forza e più potere. Sempre e più che mai “Homo homini lupus”, con l’avallo di tutte le caste, precostituite e nascenti.
    L’analisi molto stringata che certo richiederebbe un saggio, e nella mia tesi l’ho svolto, ha una conclusione.
    Abbiamo distrutto l’ambiente, la società e l’economia. E la storia non ci può insegnare nulla, perché se è vero che alcuni fenomeni ambientali, sociali ed economici sono ciclici, la globalizzazione rapida, favorita dalla tecnica, ha accelerato il degrado del sistema, uscendo dalla ciclicità e producendo danni sistemici irreparabili.
    Il punto di rottura è vicino, e le emergenze a catena scateneranno un effetto domino a che ci lascerà tanto allibiti quanto impotenti.
    L’economia reale che dovrebbe essere in rapporto 1 a 1 con quella virtuale (monetaria e altri mezzi finanziari) è invece in un rapporto incommensurabile e inimmaginabile (si ipotizzano valori da 1 a 10 a 1 a diverse migliaia) e non si potrà mai più riallineare a meno di interventi traumatici e dittatoriali, non certo aspettando la mano invisibile del mercato.
    Questo qualcuno lo sa, ma non ce lo diranno mai per paura del panico.
    Nel frattempo si stampa moneta per far finta che la situazione sia governabile e per cercare di far ripartire i consumi, cosa che non accadrà mai fino a che nel mondo ci saranno schiavi disposti a offrire il loro lavoro ai prezzi più bassi.
    Nella società è aumentato drammaticamente il divario di benessere portando alla morte per inedia, povertà e suicidio gli sfortunati, mentre le caste e le mafie non sanno dove mettere i loro soldi sporchi. Le ondate migratorie sono solo all’inizio, e quando le cose peggioreranno si dovrà contenerle con le armi.
    L’ecosistema ha subito danni irreparabili di cui godranno le future generazioni che dovranno porsi il problema di svelenire l’aria, i terreni e le acque.
    Tutto ciò in più di due secoli di “sviluppo” e di dichiarate buone intenzioni dei governi e dei loro gregari e sostenitori.
    Potrà mai curare il male colui che lo ha provocato?
    Beppe Grillo, e non solo lui, sostiene che siamo noi a consentire che ciò accadesse, con il nostro disimpegno.
    Ed è forse ora che ognuno di noi, prenda per buono il consiglio di un comico che avrebbe potuto godersi i soldi che aveva, e che invece ha scelto di assumersi la responsabilità di proporre con tenacia l’unica via d’uscita.
    Io ci sto riflettendo, e invito chi mi legge a fare altrettanto.
    Auguri agli uomini e alle donne di buona volonta!
    Carlo

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