sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Europee. L’ultima battaglia per le liste rosa
Pubblicato il 04-04-2014


Europee-quote-rosa“Lotta continua con la maglia rosa” per le deputate di sesso femminile, lunedì tornerà in aula il testo sulla rappresentanza di genere nella legge elettorale (vedi precedente articolo), già fortemente osteggiato e tacciato come “presa in giro” da parte delle deputate, che prevede una terza preferenza stabilendo che questa dovrà appartenere a un genere diverso dalle altre due, pena l’annullamento della terza preferenza.

“Nessuno dei due sessi – recita il testo della proposta di legge che verrà discussa in Aula lunedì 7 – può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati. In caso di mancato rispetto si applica una riduzione dei rimborsi elettorali, in misura direttamente proporzionale al numero dei candidati in più rispetto a quello massimo consentito, la riduzione però non può superare la metà del rimborso elettorale. Sono, comunque, inammissibili le liste che non prevedono la presenza di candidati di entrambi i sessi”.

Nonostante il testo non risponda appieno alle esigenze espresse dalla proposta di legge iniziale, rappresenta comunque una mediazione ed è un risultato che sancisce per legge un diritto che, nelle norme per le elezioni europee (ma le difficoltà ci sono state anche a Strasburgo), non era finora riconosciuto.

Le elezioni europee sono alle porte e i tempi per una modifica evidentemente ormai davvero troppo stretti, ma non per questo le deputate italiane hanno gettato la spugna; proprio oggi la deputata socialista Pia Locatelli insieme a Enza Bruno Bossio (Pd) e a Marisa Nicchi (Sel) ha presentato un emendamento in commissione in cui si chiede di sostituire il primo comma dell’articolo 14 con il seguente: “L’elettore può manifestare, in ogni circoscrizione, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome ovvero il nome e il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza”. In questo modo a decadere non sarebbe più la terza, ma la seconda preferenza, questo sì che tingerebbe davvero di rosa le liste europee.

Maria Teresa Olivieri

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