sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

I fashion designer italiani emergenti
Pubblicato il 08-04-2014


Moda-emergentiLa grande voglia di rottamazione che sta permeando questo nostro tempo, sembra essere passata dal mondo della politica a quello della moda e del design; e non che nel fashion world i vecchi non siano più in grado di dare le risposte che il mercato chiede. Sarebbe infatti una bestemmia anche solo pensare per un momento di rottamare mostri sacri come Armani o Cavalli, ma la moda, come ogni arte che si alimenta di creatività, ha sempre bisogno di energie e forze fresche, oltre che idee.

Idee (nuove) che ad esempio sono state il filo conduttore di una mostra tenutasi a Palazzo Morando a Milano, organizzata da Vogue Talents e Altaroma, che ha portato all’attenzione della stampa internazionale una selezione di nuove ed emergenti firme del Made in Italy come Esme vie, Arthur Arbesser, Quattromani, Comeforbreakfast, Gretaboldini, Coliac, Ledaotto, Memento duo, Paul Andrew, SuperDuper Hats e Melis Yildiz.

Al di là dell’estemporanea novità meneghina, il fashion world segna ormai con continuità quotidiana l’affacciarsi di grandi promesse, o aspiranti tali, giovani firme che da un lato sono ancora alla ricerca di una loro linea distintiva, dall’altra, come ogni realtà operante nel business, sperano da subito di monetizzare le loro linee creative.

Moda-emergenti-italianiCome? A questa domanda ogni designer risponde come sa e come può. C’è chi ad esempio ha scelto la via dell’eco-compatibilità; si è detto molto della moda green e della voglia di sostenibilità che inizia a prendere piede tra le grandi firme del settore; ebbene c’è chi, come il marchio Fabric Division, ha deciso di fare sul serio e già da diversi anni sforna collezioni in cui il design più spinto sposa il tema del riciclo dei materiali. Il risultato? Assolutamente gradevole: pensiamo ad esempio alla collezione Fully Handmade del 2011, caratterizzata dalla semplicità e dalla regolarità delle linee, che mai avrebbe fatto pensare ad una soluzione nata da materiali di riciclo.

C’è chi invece ha pensato di puntare sulla “comunicazione” del proprio brand oltre che sulla creatività. È il caso della designer Eleonora Carisi, protagonista peraltro (come autrice) della Capsule Collection di Zalando. La collezione è uscita il 3 marzo, infatti visitando questa pagina si può vedere come il grande retailer online internazionale ha incrociato la sua strada con quella che fino a qualche anno fa era solo una blogger, e che invece ora mette la firma su una serie di capi ispirati ai motivi floreali e naturali che fanno sfoggio di una folta ricchezza di colori.

Ricchezza di colori che è anche la cifra distintiva di Stella Jean. Segnatevi questo nome, perché è molto probabile che gli abiti disegnati da questa designer, le cui origini sono a metà strada tra l’Italia ed Haiti, diventeranno nel giro di pochi anni il sogno proibito delle signore di mezzo mondo. Abiti in cui trionfano da un lato il wax dall’altro le decorazioni di origine coloniale; quello che però distingue il risultato di Stella Jean da altre soluzioni in stile etnico è la riuscita assolutamente elegante, che rende questi capi perfetti anche per occasioni di gala in cui l’eleganza deve essere espressa al massimo livello.

 Gioia Micheli

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