domenica, 21 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il deputato del Pd sulla tomba di Craxi
Pubblicato il 05-04-2014


Il gesto dell’on. Enrico Borghi, deputato del Pd, neo eletto, che ha voluto recarsi sulla tomba di Bettino Craxi, acquisisce un grande valore per tutti coloro che di Craxi sono stati amici, collaboratori, seguaci, elettori. Si tratta di un gesto significativo per tre ordini di motivi. Innanzitutto perché, a mia memoria, è la prima volta che un dirigente del Pd compie una scelta del genere. Mi ero permesso di invitare Matteo Renzi, nel corso della sua recente visita a Tunisi, a fare qualche decina di chilometri in più e arrivare al cimitero cristiano di Hammamet per raccogliersi in un momento di preghiera, lui cattolico, in onore di un suo illustre predecessore. Non ne avrà avuto il tempo.

La visita di Borghi, che certamente non assume la stessa valenza, è pur tuttavia davvero importante. Lo è in sé e lo è perché infrange un tabù. Il secondo motivo riguarda la motivazione addotta da Borghi, deputato piemontese, che viene segnalato come lettiano ma sostenitore oggi di Matteo Renzi. La pubblico integralmente: “Sono ad Hammamet per un impegno istituzionale e mi sono sentito in dovere di rendere omaggio alla tomba di Bettino Craxi. Chi oggi si definisce riformista non può non riconoscergli il ruolo storico che ha avuto nella sinistra italiana ed europea e dare atto che le sue battaglie e le sue intuizioni furono rilevanti e significative nello sforzo di modernizzazione del paese”.

Si tratta di una dichiarazione che non ha bisogno di commento. E che si sposa perfettamente con quello che molti di noi, noi che deriviamo dal vecchio Psi, ma anche coloro, oltre a noi, che alla nostra famiglia si sono aggiunti più tardi, anche se non tutti per la verità, hanno sostenuto nel corso di questi vent’anni. Per troppo tempo discriminati o solo inascoltati. Spesso sopportati come reduci, con la testa rivolta al passato. Questo giovane deputato del Pd ci ricorda che Craxi è stato lungimirante e ha saputo anticipare con intuizioni le prospettive di una sinistra riformista italiana ed europea. Noi non celiamo gli errori compiuti, e anche gravi, soprattutto dopo il 1989, né alcune forme di compiacenza verso i mali della politica. Tuttavia quel che Craxi seppe capire in anticipo furono proprio le deficienze e le contraddizioni della vecchia sinistra, anticipando i contorni di quella nuova, che Blair in Inghilterra ha poi tradotto nella politica del New Labour, e che altri socialisti, forse adesso anche Hollande, intendono perseguire nel loro paese.

Anche sul metodo Craxi ci lasciò il coraggio di remare sempre controcorrente, sfidando miti, riti, mode e tabù. Vorremmo che sopratutto questo Renzi oggi imparasse dal suo messaggio. I sondaggi si possono cambiare con la politica. Non siamo noi subalterni ai sondaggi, sono i sondaggi subalterni alla nostra volontà di lotta e di sacrificio. Questa era la politica che non c’è più. Quella che tutto sapeva determinare. La politica come sfida, non come acquiescenza. Il terzo motivo riguarda il nostro approccio all’unità col Pd. Ieri Guerini parlava di possibile confluenza. Se mai il Pd scrivesse in un documento di superamento delle divisioni le stesse frasi di Borghi io sarei per la confluenza subito. Ci verrebbe restituito quel che ci è stato tolto: le nostre ragioni. Lo aspettiamo invano dal 1989.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Sarebbe non solo un giusto riconoscimento alla lungimiranza politica di Craxi.
    Ma anche un chiaro segnale che la sinistra si è liberata dei propri fantasmi ed ha titolo per definirsi progressista.

  2. A me non basta la pur lodevole testimonianza di questo neo deputato PD, che non conosco ma che ringrazio. Dovrebbe essere Napolitano a prendere il coraggio di rivalutare Craxi. Coraggio che non ha avuto a suo tempo sui fatti di Ungheria e di Praga.

  3. Ma dobbiamo per forza dividerci tra chi vuole confluire o unificarci al Pd, magari a motivo di un tardivo quanto inutile riconoscimento, e autonomisti oltranzisti che pur di sbandierare il simbolo ci hanno ficcato nelle peggiori avventure? Credo che sia preferibile una terza soluzione, cioè un serio disegno di crescita del partito di cui negli ultimi vent’anni non si è visto molto. Se poi al Pd piace il riformismo socialista, lo pratichi allora con coerenza e non con ambiguità e opportunismo. Ma che il pellegrinaggio ad Hammamet diventi la Lourdes dei socialisti italiani, proprio no.

  4. Caro Mauro, non basta una visita di un coraggioso deputato PD che fa visita alla tomba di Craxi o di un documento che dichiari il superamento delle divisioni tra PD e PSI per ridare la dignità che è stata tolta ad un grande Partito ed ai tanti socialisti. E’ tanta l’amarezza che è stata accumulata in tutti questi anni. Convieni con me che la dichiarazione di Guerrini rappresenta una stortura se la leghiamo all’atteggiamento che ha Veltroni (grande sostenitore di Renzi) che pubblica il Film su Berlinguer e lo commenta come il salvatore della sinistra.
    Se abbiamo buona memoria è colui che si è inventato la terza via l’Eurocomunismo ( che la storia gli ha dato torto )- è colui che ha affermato lo slogan ” mani pulite ” che è stato l’input per la fase di annientamento del PSI . Credo che ci sia la necessità di procedere verso una più grande riflessione da parte del PD, dichiarando che l’attacco politico perpetrato nei confronti del PSI
    ha reso questo Paese meno libero e meno giusto e ne stiamo pagando le conseguenze. Grazie

  5. “Se mai il Pd scrivesse in un documento di superamento delle divisioni le stesse frasi di Borghi io sarei per la confluenza subito. Ci verrebbe restituito quel che ci è stato tolto: le nostre ragioni. Lo aspettiamo invano dal 1989.” Caro direttore una frase del genere il PD, non solo non la scriverà mai, ma questi signori che adesso, per una loro convenienza Europea, visto che che Renzi dovrà presiedere il semestre prossimo, hanno aderito al PSE, non pronunzieranno mai in Italia neanche la parola Socialista. Ricordiamoci le frase della Bindi ed altri, che non volevano morire socialisti. Tutto ciò lo dimostra il simbolo delle Europee dove non c’é nessun riferimento al socialismo italiano.

  6. Non conosco Borghi ma, la cosa mi lascia se non indifferente molto perplesso.
    Al gesto ufficiale, non segue altro e forse , al punto in cui siamo non può sorgere altro.
    Come sapete io sono contrario alle scelte fatte dal nostro psi ma, tantè ora siamo in ballo e dobbiamo ballare , io farò la mia parte.
    Dopo questa campagna , non danto oer i risultati ma dal come sarà condotta nel concreto si potrà vedere quanto siamo FEDERATI O ASSORBITI, lieto se avrò occasione di ri credermi.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  7. Il gesto e le motivazioni date al gesto da Borghi meritano tutto il nostro apprezzamento, non solo per il tabù infranto ma per il riconoscimento del ruolo avuto da Craxi nella sinistra e nelle battaglie per la modernizzazione del Paese, con il coraggio appun to di andare controcorrente, “sfidando miti, riti, mode e tabù”, cambiando i sondaggi con la politica. Rimane il fatto che il presidente Renzi, capo del governo, segretario del PD, neomembro del PSE, recatosi in Tunisia non abbia compiuto quel gesto semplice ma importante che ha compiuto il deputato Boschi. Cautela compagni, una sola rondine non fa primavera. Ciò detto, tutta la gratitudine al deputato Boschi.

  8. Infatti io non sono per la confluenza. Ho solo scritto che se la posizione di Borghi fosse quella del Pd, ma non pare così, allora ci verrebbero restituite le nostre ragioni e il discorso sarebbe veramente un’altro.

Lascia un commento