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Opinioni e commenti
 

IL GOVERNO DEL FARE
Pubblicato il 26-04-2014


Nencini-Renzi-Europee

«C’è un vecchio detto di un politologo americano, Joseph La Palombara, che è ancora valido: “In campagna elettorale ogni partito alza le sue bandiere”. È quello che sta succedendo». Riccardo Nencini, il segretario del PSI, parla all’Avanti! dopo la presentazione dei candidati socialisti del PSI alle europee nelle liste del PD. Sono passati due mesi da quando è iniziata l’esperienza di governo per il leader socialista (viceministro alle Infrastrutture e Trasporti); la valutazione politica del lavoro svolto è positiva per Nencini. «C’è un’accelerazione nei processi decisionali e questo è un dato positivo» dice il segretario socialista che sottolinea come «gli 80 euro che torneranno nel portafoglio di milioni di famiglie sono il segno dell’attitudine ‘al fare’ del governo, e teniamo conto che questo esecutivo sta lì da soli 60 giorni. Sicuramente c’è molta carne al fuoco, sia di natura economica che istituzionale, ma senza dubbio siamo di fronte a un ‘governo del fare’. Io vedo accendersi una scintilla in giro, nel Paese, e sento che comincia ad esserci la condivisione di una missione per gli italiani. È una scintilla che deve diventare fuoco».

Senatore Nencini, il governo è stato costretto a ricorrere alla fiducia sul dl lavoro. Al di là delle battaglie elettorali cosa c’è dietro le divisioni della maggioranza?

Dietro lo scontro sul dl lavoro vedo, soprattutto, delle manovre che mirano al posizionamento politico di natura elettorale. In realtà, io considero questo prevedimento come il primo passo di una strada da percorrere. Una strada che noi abbiamo indicato già da tempo con l’atto unico sul lavoro che presentammo a gennaio a Letta e che abbiamo sottoposto anche a Renzi. Io credo che sul tema lavoro ci siano degli interventi necessari da fare su 3 fronti: il primo è quello delle tutele base da garantire indipendentemente dal contratto di lavoro. Mi riferisco a diritti come il riconoscimento della malattia, della gravidanza e delle ferie retribuite. Aggiungerei che i lavori a tempo determinato dovrebbero essere retribuiti meglio. Poi, il terzo punto, è che bisogna creare le condizioni, e questo è l’orizzonte finale, affinché si arrivi a un contratto unico a tutele crescenti. Questa è l’impalcatura che io vedo.

Sul prossimo appuntamento elettorale europeo pesa lo spettro dei populismi, ma anche la debolezza dell’Europa nella crisi ucraina. Cosa prevede?

Avremo un’Europa tripolare: socialista, popolare e populista. Avremo un’Europa incompiuta e questa sarà la legislatura decisiva per costruire il terzo tempo dell’Europa dopo la fondazione post bellica e dopo Maastricht. Serve un nuovo atto fondativo che porti all’armonizzazione delle politiche fiscali, economiche e alla nascita di una politica estera comune. Il caso ucraino dimostra appieno la pochezza di questa Europa per com’è. Però all’Unione Europea non c’è alternativa, va solo rafforzata. I populismi sono figli di questa incompiutezza e di una straordinaria fragilità che ha prodotto l’impoverimento del ceto medio.

Nel PSI c’è stato un dibattito, anche acceso, sul ruolo dei socialisti nel futuro quadro politico del Paese. Qual è la sua opinione?

Il ruolo dei socialisti lo si afferma parlando agli italiani di cose concrete. E, quando è giusto, differenziando la nostra posizione da quella degli altri partiti. Lo faremo al Senato sulla legge elettorale e sul lavoro riprendendo le nostre posizioni elencate nell’Atto Unico. Saremo impegnati nel dare il segno che non c’è una tradizione e basta nel nostro Paese. E, partendo proprio dalla nostra tradizione, ci sono delle proposte per governare l’Italia di  domani.

Roberto Capocell

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. “Il ruolo dei socialisti lo si afferma parlando agli italiani di cose concrete. E, quando è giusto, differenziando la nostra posizione da quella degli altri partiti.”
    Sono anni che non sento il capo del mio partito parlare il questo modo. L’ultimo fu Bettino Craxi.

  2. Cosa ha fatto Renzi ? una legge elettorale elettorale vergognosa, una proposta di riforma del senato inaccettabile, un aumento delle tasse sulla casa e sui risparmi una proposta di riforma del diritto sul lavoro alla Marchionne, ha dato 80 euro ad alcuni trascurando i più poveri. Si potrebbe continuare volendo. Non ci meravigliamo se alle elezioni Grillo sarà il primo partito.

  3. ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE VORREI VOTARE UN SOCIALISTA (PSI). SAPERE SE NELLA CIRCOSCRIZIONE DEL SUD (CALABRIA – BASILICATA ED ALTRE REGIONI MERIDIONALI) CI SONO CANDIDATI “SOCIALISTI” (PSI)?!?
    SE SI’, CHI SONO…………GRAZIE

    FRANCO GUERRERA DA TORTORA-MARINA – /COSENZA)

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