giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il pianista norvegese Andsnes interpreta Beethoven all’Auditorium
Pubblicato il 02-04-2014


Andsens-pianistaDopo due anni di assenza dalle stagioni dell’Accademia di ‘’Santa Cecilia’’, il pianista norvegese Leif Ove Andsnes, già protagonista nel 2007 di una lunga tournée insieme all’orchestra dell’Auditorium e al Maestro Antonio Pappano, presenta in questo recital un programma interamente dedicato a Beethoven, autore amato sin dall’infanzia e recentemente riscoperto e riproposto in un lungo ciclo di concerti e una registrazione per la Sony.

Nato nel 1970 a Karmoy dimostra sin dall’infanzia una spiccata musicalità che sviluppa ed affina al Conservatorio di Bergen con il Maestro ceco Jiri Hlinka, debuttando per la prima volta ad Oslo nel ’87, a soli 17 anni. Due anni dopo raggiunge la notorietà internazionale esibendosi con la Filarmonica di Oslo prima al Festival Musicale di Edimburgo e successivamente negli Stati Uniti sotto la direzione di Neeme Järvi. Già grande concertista di musica da camera inizia a specializzarsi nei compositori norvegesi, specialmente Edvard Grieg, di cui eseguirà il ‘’Concerto per Pianoforte’’ al ‘’ Last Night of the Proms’’ del 2002. Dal 2009 si è dedicato quasi completamente a concerti cameristici negli USA dove il New York Times lo ha definito “pianista di magistrale eleganza, capacità e intuito”.

E’ quindi con grande entusiasmo che si è presentata questa serata all’insegna di una musica piuttosto ‘’impegnata’’. I brani eseguiti, la “grande sonata” op. 22, le variazioni op. 34, l’opera 101 e l’Appassionata (così chiamata dall’editore Cranz nel 1838) ci illustrano mirabilmente la forza e l’intensità dell’ispirazione del musicista di Bonn conducendoci attraverso l’evoluzione del suo percorso creativo senza mai perderne il filo conduttore. Il susseguirsi della partiture ha scandito, in un concerto di quasi 90’ minuti, l’intero percorso intrapreso dal compositore nei suoi lunghi anni di lavoro. Un caposaldo della musica pianistica da camera, Andsdes rimane forse uno dei migliori , e pochi, interpreti che riescono a far trapelare veramente tra una nota e l’altra l’umanità e la dolcezza di un Beethoven redivivo.

Alessandro Munelli

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