martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’immigrazione e il silenzio dell’Europa
Pubblicato il 19-04-2014


ImmigrazioneSono 27mila le domande di asilo presentate in Italia nel 2013, e già nei primi tre mesi del 2014 si è superata la quota 13mila: un incremento del 140% rispetto allo scorso anno. Recentemente il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha esortato l’Europa a istituire, in tempi brevi, una commissione per prendere in esame le domande di asilo in eccesso. L’operazione Mare Nostrum è quel dispositivo di emergenza nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia. Questa operazione ha i caratteri di una vera e propria missione militare e umanitaria la cui finalità è prestare tempestivi soccorsi ai clandestini prima che possano ripetersi i tragici eventi del 2013.

Le forze armate italiane, a tal proposito, hanno messo a disposizione elicotteri e aerei di ultima generazione, nonché droni volanti telecomandati a distanza per il pattugliamento costante del Canale di Sicilia. Oltre a mezzi volanti, l’Italia ha dispiegato anche cinque unità navali, un’unità anfibia e due pattugliatori.

Le tristi e drammatiche immagini dei cadaveri recuperati dal mare ai primi di ottobre del 2013 ancora balenano innanzi ai nostri occhi. Oltre 200 i morti. Una vera e propria carneficina. I “viaggi della speranza” si tramutano in “viaggi della morte”. Sul barcone, quella notte nefasta, era scoppiato un incendio e molti passeggeri, pur non sapendo nuotare, si gettarono in acqua. I soccorritori italiani che quella notte e i giorni successivi parteciparono alle operazioni di recupero hanno ancora le lacrime agli occhi.

Secondo Fortress Europe, dal 1994 sono 6500 le persone morte solo nel Canale di Sicilia. Ma il problema non termina qui. Infatti i superstiti e i fortunati che toccano il suolo italiano vengono ospitati in centri di accoglienza sempre e costantemente sovraffollati. I centri di accoglienza italiani per i profughi( nordafricani, pakistani, siriani, albanesi, iraniani ecc.) dislocati in Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata non rispondono più agli scopi per cui erano entrati in funzione. Dietro ai viaggi della speranza si celano traffici criminali di esseri umani. Non è accettabile che vengano negati a un’istituzione valida creata dalla Commissione europea, il Frontex, mezzi adeguati per intervenire senza indugio.

Ancora una volta, dopo la tragedia e le promesse, il silenzio delle istituzioni europee. Se l’Europa è davvero una comunità, perché non si risolve insieme la questione immigrazione e il traffico illegale di esseri umani? Le dichiarazioni del presidente della Commissione europea, José Barroso, sono rimaste parole al vento. Inoltre il Consiglio d’Europa continua a pubblicare rapporti critici sulla politica migratoria nel nostro Paese. Da Strasburgo inveiscono contro la nostra legislazione in materia, definendola addirittura controproducente.

L’Italia ha sicuramente i suoi limiti, si sa, ma il popolo italiano si è sempre dimostrato generoso e attento nei confronti dei profughi e degli immigrati. Basta vedere le folle che attorniavano le cerimonie funebri a Lampedusa e Agrigento. Una nuova e più efficace politica migratoria dell’Europa è un elemento cruciale su cui tutte le forze politiche democratiche europee dovranno confrontarsi e dare concrete e rapide soluzioni. Che l’Italia e l’Europa facciano la loro parte, sia per ridare un po’ di dignità ai morti nel Canale di Sicilia sia nel dare più speranze a chi crede nel continente europeo: una terra di pace, prosperità e giustizia.

Manuele Franzoso

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Il problema è Europeo, ma non per risolvere l’immigrazione ma per fare una politica Europea nei confronti dell’Africa e per contrastare la politica espansionistica in Africa della Cina. L’immigrazione è solo un segmento del problema più generale che non sappiamo affrontare per egoismi nazionali.

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