mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Il tribunale di Grosseto volta pagina sulle unioni gay
Pubblicato il 14-04-2014


Matrimoni-gay

É stata ufficializzata oggi la prima trascrizione nel registro di stato civile di un matrimonio omosessuale in Italia. É successo a Grosseto dopo che il tribunale ha accolto il ricorso della coppia e ha ordinato al Comune “di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio” fra due uomini, italiani, celebrato con rito civile nel dicembre 2012 a New York. Secondo il giudice, nel codice civile “non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie” al matrimonio.

La decisione salutata con favore in Italia dal mondo gay e non solo, è stata commentata da Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia: “Si tratta di una decisione storica ad alto valore simbolico”. Ricordando le numerose battaglie fatte in questi anni da tutte le coppie omosessuali che erano riuscite a sposarsi all’estero ma che hanno visto il loro diritto negato in Italia: “ I primi a fare richiesta furono nel 2003 Antonio e Mario, la prima coppia gay italiana riuscita a sposarsi all’estero. Il sindaco di Latina negò la trascrizione sostenendo che non poteva trascrivere il loro matrimonio perché contrario all’ordine pubblico.
La coppia ricorse in Tribunale, poi in Appello, ma non ottenne ragione, finché i due non decisero allora di ricorrere anche in Cassazione che sostenne che si trattava di un diritto umano rigettando le motivazioni di ordine pubblico come scuse razziste”.

Grillini ricorda a proposito di Cedu e diritti umani che a bacchettarci è soprattutto l’Europa: “Tanto che la Cancellieri a suo tempo aveva emesso una circolare per dare il permesso di soggiorno ai coniugati gay (con italiani) provenienti dai Paesi membri”.

Se da un lato il presidente di Gaynet Italia ricorda che il saluto festoso del sindaco di Grosseto è stato dettato anche dai rapporti di amicizia che il primo cittadino aveva con uno dei due coniugati, Stefano Bucci, noto giornalista, dall’altro però mette in risalto quanto la trascrizione sia “rivoluzionaria” per il nostro Paese:

“Nello stesso giorno avvenivano due fatti importanti e ‘intollerabili’ per la Chiesa: la decisione della consulta sulla legge 40 sulla fecondazione eterologa e l’ordinanza del Tribunale di Grosseto di trascrivere l’unione, ebbene la Cei ha tuonato contro quest’ultima decisione”.

Grillini plaude alla decisione ma ricorda: “Spero che il Parlamento italiano faccia al più presto una legge, il riconoscimento non ha comunque valore legale se non c’è una legge apposita e spero che il presidente del Consiglio Renzi vada veloce anche sui diritti dei gay”.

Infine il presidente onorario di Arcigay invita tutte le coppie gay già sposate all’estero a fare fronte comune per vedere riconosciuta a tutti l’unione tra due persone.
Maria Teresa Olivieri

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