lunedì, 17 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Inps, al via le verifiche su pensioni e prestazioni
Pubblicato il 16-04-2014


Al via i controlli sulle prestazioni collegate al reddito e su quelle assistenziali. L’Inps infatti sta inviando ai percettori di tali prestazioni (pensione minima, quattordicesima, assegno sociale, accompagnamento, ecc.) una lettera di richiesta della loro situazione reddituale (il c.d. modello Red) oppure dell’autocertificazione sulla permanenza dei requisiti. Il termine per rispondere all’Inps è fissato al prossimo 30 giugno, esclusivamente online. Lo stabilisce il messaggio n. 3870 del 4 aprile 2014. I soggetti obbligati a rendere la dichiarazione relativa ai redditi posseduti nell’anno 2013 sono stati individuati in funzione delle prestazioni collegate al reddito godute e teoriche riferibili al pensionato. Anche il “nucleo reddituale” tenuto a rendere la dichiarazione è stato individuato con il medesimo criterio.

Si rammenta che il nucleo reddituale può essere composto: dal solo titolare della prestazione; dal titolare e dal coniuge. In tal caso, il pensionato dovrà dichiarare anche i proventi del coniuge a meno che questi non debba rendere autonoma dichiarazione. Se, ad esempio, il titolare della prestazione gode della maggiorazione sociale sulla propria pensione ed il coniuge è titolare di assegno di invalidità civile, il coniuge dovrà rendere un’autonoma dichiarazione in quanto intestatario, a sua volta, di una personale, diretta indennità collegata al reddito; dal titolare e dai componenti del nucleo familiare, nell’ipotesi in cui vengano percepiti, ad esempio, trattamenti di famiglia. Come negli anni passati, la dichiarazione reddituale non viene richiesta ai soggetti ultraottantacinquenni, a condizione che nella precedente campagna abbiano dichiarato reddito zero.

Per costoro, la rilevazione reddituale sarà effettuata dall’Istituto tramite i dati presenti nell’Anagrafe Tributaria dell’Agenzia delle Entrate. I titolari di trattamenti incumulabili con i redditi di lavoro autonomo devono dichiarare in via presuntiva anche i proventi dell’anno 2014, indicando anche i relativi periodi di lavoro (dal – al). Si ricorda, infatti, che l’incumulabilità con il lavoro autonomo opera esclusivamente per le seguenti tipologie di pensioni: assegni ordinari di invalidità di importo superiore al trattamento minimo con decorrenza successiva al dicembre 1994, corrisposti a fronte di una anzianità contributiva inferiore a 40 anni; pensioni di invalidità con qualsiasi decorrenza di importo superiore al trattamento minimo, corrisposte a fronte di una anzianità contributiva inferiore a 40 anni; pensioni corrisposte ai lavoratori che trasformano il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale; trattamenti provvisori liquidati ai lavoratori socialmente utili.

Individuazione dei titolari di prestazioni assistenziali obbligati a rendere le dichiarazioni di responsabilità. Come di consueto, l’Istituto chiede annualmente ai titolari delle provvidenze economiche d’invalidità civile l’attestazione della permanenza o meno dei requisiti amministrativi di assenza di periodi di ricovero gratuito e della mancanza di attività lavorativa, ai sensi di quanto disposto dalla normativa vigente (art. 1 Legge 662/1996, Legge 247/2007). La stessa condizione di mancanza del ricovero è rilevante anche ai fini della misura dell’assegno sociale (Legge 335/1995 e Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 13 gennaio 2003). Viene inoltre richiesta, ai beneficiari di assegno sociale ovvero di pensione sociale, l’attestazione sulla permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia. I modelli relativi alle dichiarazioni di responsabilità conseguenti sono: per gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o assegno mensile: Modello Icric, per dichiarazioni relative ad eventuali ricoveri gratuiti; Modello Iclav, per dichiarazioni relative allo svolgimento di attività lavorativa. I moduli in questione non vanno presentati in caso di disabilità intellettiva o psichica e in assenza di un tutore/curatore/amministratore di sostegno.

In queste fattispecie è però indispensabile presentare un certificato medico con indicazione delle patologie, che va scannerizzato e allegato on-line alla dichiarazione. Per i minori titolari di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza: Modello Icric, per dichiarare eventuali periodi di ricovero o, nell’ipotesi di minori di età compresa tra i 5 e i 16 anni, la frequenza scolastica obbligatoria o la frequenza di centri ambulatoriali. Per i minori tra i 5 e i 16 anni deve essere dichiarata solo l’eventuale variazione e/o cessazione della frequenza scolastica; il cambio di scuola rispetto all’anno scolastico precedente, ovvero trasferimento ad altro istituto scolastico, passaggio da elementare a media inferiore e da media inferiore a media superiore. In tal caso devono essere segnalati i riferimenti del nuovo istituto scolastico (denominazione e l’indirizzo completo codice fiscale o codice meccanografico assegnato alla scuola dal Miur o partita Iva o indirizzo di posta elettronica o sito Web). Per i titolari di pensione sociale: Modello Acc.As/Ps, necessario per dichiarare la residenza effettiva in Italia; Modello Acc.As/Ps, per dichiarare la residenza effettiva in Italia ed eventuali ricoveri gratuiti.

Importante, per i titolari di assegno sociale, nei casi di ricovero con retta a parziale o totale carico di enti pubblici, andrà scannerizzata e allegata on-line alla dichiarazione la documentazione rilasciata dall’istituto o comunità di ricovero che attesti l’esistenza e l’entità del contributo a carico degli enti pubblici e di quello eventualmente a carico dell’interessato o dei suoi familiari. Per divulgare le nuove modalità di svolgimento della raccolta delle dichiarazioni, all’interno del “Fascicolo previdenziale” è stata creata una funzione, sia per il cittadino (Internet) che per le Sedi dell’Istituto di previdenza (Intranet) che consente di verificare se lo stesso è coinvolto o meno in una o più Campagne (Red-Dich Resp. Ordinaria e/o Solleciti). La nuova funzionalità è disponibile seguendo il percorso: Prestazioni -> Dichiarazioni Reddituali –> Verifica emissioni Campagna Red e Dichiarazioni di responsabilità.

Donna stuprata mentre rincasa dal lavoro: l’Inail le riconosce l’infortunio in itinere

L’Inail ha riconosciuto l’infortunio in itinere a una donna straniera, poco meno che quarantenne, violentata a Milano mentre usciva dalla palestra dove lavorava come addetta alle pulizie. La vittima stava rincasando quando, nel tragitto, venne aggredita e stuprata da uno sconosciuto: un’esperienza terribile che si è tradotta, successivamente, nella manifestazione di ripetute crisi di panico e di uno stato crescente di depressione tali da rendere necessario il ricorso alla psicoterapia. L’Istituto – oltre all’indennizzo delle giornate di assenza giustificata dal luogo di lavoro – ha versato alla donna 10mila euro a seguito del danno biologico subìto: non solo quello all’integrità fisica, ma anche per le gravi conseguenze di carattere psico-emotivo.

Il caso è una declinazione del principio generale disciplinato dal dlgs n. 38/2000. “Non si tratta del primo caso di infortunio in itinere riconosciuto dall’Inail in relazione a una donna lavoratrice vittima di stupro, un episodio analogo è stato indennizzato di recente dalla Sede di Brescia – afferma l’avvocato generale dell’Istituto, Luigi La Peccerella – Da un punto di vista strettamente giuridico tale riconoscimento rappresenta una declinazione del principio generale relativo agli infortuni in itinere disciplinato dall’articolo 12 del decreto legislativo n. 38/2000, che tutela il lavoratore contro tutti i rischi legati alla strada, durante il percorso dal luogo di abitazione a quello di lavoro e viceversa”.

Escluse dalle tutele solo le situazioni riconducibili a ipotesi di ‘rischio elettivo’. Secondo quanto disposto dal legislatore, si definisce ‘infortunio in itinere’ l’infortunio occorso “durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro”. In tale accezione sono ricomprese nella tutela tutte le modalità di spostamento (a piedi, su mezzi pubblici, su mezzo privato “necessitato”, su percorsi misti), se il tragitto è collegato ad esigenze e finalità lavorative. Vengono escluse, invece, solo le situazioni che possono essere ricondotte a ipotesi di ‘rischio elettivo’: per esempio, l’uso non necessitato del mezzo privato, le interruzioni o le deviazioni del normale percorso anch’esse non necessitate, oppure condotte colpevoli quali l’abuso di alcolici, ecc.

Già riconosciuto come infortunio in itinere un caso di rapina. “Di solito si tende a considerare gli infortuni in itinere solo in relazione ai rischi connessi alla circolazione dei veicoli, ma in realtà tale categoria è ovviamente assai più estesa e riguarda tutto ciò che attiene le condizioni di percorrenza del tragitto – aggiunge La Peccerella – Pertanto, rientrano nelle tutele previste dalla legge anche il pericolo di subire un’aggressione o una violenza nel caso una persona, nel tragitto per tornare a casa dal proprio luogo di lavoro, debba necessariamente percorrere una strada isolata. Proprio in virtù di questo stesso principio è stato, recentemente, riconosciuto come infortunio in itinere anche un episodio di rapina di cui è stato vittima un lavoratore”.

Il giuslavorista: aziende puntino su ciò che sta attorno a dipendenti

“Le aziende per mantenere il proprio personale devono puntare molto su quello che sta attorno alla mera prestazione lavorativa del dipendente”. Lo ha recentemente detto a Labitalia Francesco Rotondi, avvocato giuslavorista founding partner di Lablaw studio legale, in occasione del ‘Randstad Award 2014’, svoltosi il 15 aprile, una rassegna periodica che premia le aziende con la maggiore attrattività verso i potenziali dipendenti. “Il lavoratore decide, infatti, di abbandonare – ha spiegato – la propria azienda, non soltanto e non sempre per una retribuzione maggiore, ma perché trova qualcosa in più afferente alla sua vita familiare.

Si richiede, dunque, una maggiore flessibilità che permetta una migliore gestione della vita privata”. “Un altro aspetto che l’impresa deve considerare – ha avvertito Francesco Rotondi – è la trasparenza: nel momento in cui ‘incontra’ per la prima volta il lavoratore deve mettere in chiaro le reali prospettive di carriera. Non dico che le debba garantire, ma deve dare una certezza di ciò che, a breve o a lungo termine, può aspettare il dipendente. A livello psicologico, infatti, il lavoratore teme ciò che non comprende, tutte quelle situazioni grigie che non gli permettono di vedere le cose come realmente sono e, soprattutto, come saranno”.

Carlo Pareto 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento