mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, lavoratori intermittenti, volontaria al via
Pubblicato il 22-04-2014


I lavoratori possono chiedere all’Inps di corrispondere i contributi per i periodi in cui hanno avuto retribuzioni o indennità di disponibilità inferiori al minimo necessario per l’accredito ai fini della pensione. Ciò sul presupposto che ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario, per cui i lavoratori in questione possono integrare la contribuzione obbligatoria in loro favore, versando in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra una retribuzione convenzionale pari al limite minimo settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi ed il valore degli emolumenti percepiti (comprensivi dell’indennità di disponibilità), fino a concorrenza del predetto parametro minimo. Tale facoltà è esercitabile a richiesta e non è prescritto alcun requisito contributivo. Essa, perciò, è riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando il riferimento esclusivo ai periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del decreto citato.

Per ciascun lasso di tempo da integrare si deve prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale moltiplicando l’importo del minimale settimanale vigente nell’anno interessato dal versamento, per il numero delle “settimane utili”, relative al periodo di attività lavorativa e/o di disponibilità considerato. Dal predetto valore va poi sottratto l’ammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero l’indennità di disponibilità percepita. Il risultato così ottenuto rappresenta la base di calcolo del contributo volontario integrativo. L’aliquota contributiva Ivs da applicare è quella vigente nell’anno oggetto dell’integrazione. Gli interessati devono presentare la domanda entro il 31 luglio dell’anno seguente a quello di riferimento (ad esempio il 31 luglio 2014 per le richieste dei periodi relativi al 2013); per gli anni dal 2003 al 2012 i lavoratori dovranno inoltrare la relativa istanza entro il prossimo 20 settembre. Stando almeno a quanto riportato dall’istituto nazionale di previdenza nella circolare n. 33 del 20 Marzo 2014. Dopo 9 anni dalla Riforma Biagi viene pertanto resa operativa la misura che consente loro di avvalersi dell’art. 36, comma 7, del D.Lgs. n. 276/2003 per integrare la contribuzione obbligatoria corrisposta in loro favore. In sostanza la contribuzione volontaria può essere richiesta dai lavoratori intermittenti che, nei periodi coperti da contributi obbligatori, abbiano percepito una retribuzione e/o un’indennità di disponibilità inferiore al valore della retribuzione convenzionale (fissata in euro 10.418,20 per il 2014).

Il lavoratore ha in questo modo la possibilità di versare una contribuzione il cui importo è calcolato sulla differenza fra retribuzione convenzionale e valore degli emolumenti percepiti, fino a concorrenza del parametro minimo. Per l’autorizzazione l’Inps – come detto – non richiede requisiti contributivi. Limitatamente ai termini per la trasmissione della domanda, l’Inps ha stabilito che l’autorizzazione può essere richiesta ogni anno, a pena di decadenza, entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali è possibile il versamento. L’autorizzazione va richiesta tramite i consueti canali messi a disposizione dall’Inps: via telematica; mediante comunicazione telefonica al Contact center multicanale, identificandosi tramite Pin e codice fiscale; oppure attraverso la rete dei Patronati abilitati. L’Inps specifica inoltre che nell’istanza devono essere indicati i periodi di lavoro per i quali si intende effettuare il pagamento integrativo. Le richieste per la copertura dei periodi di lavoro intermittente e di disponibilità relativi agli anni per i quali sia già decorso il termine, vanno inviate entro sei mesi dalla data di pubblicazione della circolare, a pena di decadenza. Dunque entro il 31 luglio prossimo si consegna (naturalmente online) la domanda per l’anno 2013 ed entro il 20 settembre quella relativa agli anni dal 2003 al 2012. Il provvedimento di autorizzazione ed il conseguente bollettino Mav vengono inviati al richiedente mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Il versamento va eseguito dall’interessato per l’intero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza. I pagamenti effettuati in ritardo si considerano inefficaci e sono rimborsati, senza maggiorazione per interessi.

Direzione generale Inps: presentato il libro di Giuseppe Vitaletti sulla previdenza

Il 9 aprile scorso è stato presentato, presso la Direzione generale dell’Istituto, il libro “Le due facce della luna – Il riformismo nell’economia politica” di Giuseppe Vitaletti, membro del Collegio dei Sindaci Inps. Come da programma, la presentazione si è aperta con la performance di Luca Violini, artista della voce, il quale ha letto la quarta di copertina del volume ed è proseguita con gli interventi dell’autore, del Commissario straordinario dell’istituto, Vittorio Conti, del Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV), Pietro Iocca, del Direttore generale, Mauro Nori, del componente del Collegio dei Sindaci Inps, Antonino Galloni,  dell’Amministratore delegato della SOSE, Giampiero Brunello,  e dell’economista Guido Salerno Aletta, mentre al Direttore centrale della Comunicazione, Marco Barbieri, è spettato il compito di moderare il dibattito. La presentazione del volume, ricco di spunti di riflessione e provocazioni sulla realtà economica del nostro Paese, ha offerto l’opportunità ai relatori di confrontarsi sui temi della previdenza, del fisco, del debito pubblico e del lavoro, argomenti centrali nell’attuale dibattito politico-economico e sociale. Nel corso del suo intervento, Vitaletti ha chiarito di aver voluto offrire con questo saggio il proprio contributo in merito alle soluzioni per lo sviluppo economico nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Vitaletti ha quindi illustrato le riforme che, a suo parere, dovrebbero essere approvate velocemente, nel settore pubblico come in quello privato, in conformità alle legittime esigenze e aspettative dei cittadini.

Il Direttore generale, Mauro Nori, ha proposto inizialmente alcune sottolineature sul rapporto tra l’evoluzione delle politiche economiche nazionali e le due principali riforme delle pensioni del 1969 e del 1992, ponendo la questione della sostenibilità dei sistemi previdenziali, connessa al tema dell’evoluzione del sistema fiscale. Tema, quest’ultimo, affrontato da Giampiero Brunello, amministratore delegato della SOSE, il quale ha ricostruito il percorso di sviluppo e i positivi risultati in termini di riduzione dell’evasione, conseguiti con gli studi di settore. Sulla complessa questione delle politiche sperimentate e da sperimentare relativamente alla gestione del debito pubblico, sono intervenuti invece gli economisti Salerno e Galloni offrendo prospettive e spunti diversi. Salerno, già senatore membro della Commissione Bilancio, nel riconoscere l’autore del libro come “uno dei pochi capaci studiosi che si occupano dei fenomeni economici, sociali e politici, calandoli nella storia”, ha sottolineato l’importanza avuta dal trattamento dell’inflazione nell’involuzione del quadro economico nazionale, ravvisando nella perdita di convertibilità internazionale del dollaro l’evento scatenante all’origine della grave crisi economica dell’Italia.

Galloni, invece, si è soffermato sulla questione della sostenibilità del debito pubblico proponendo alcune linee d’intervento per tornare a far crescere il PIL, come ad esempio progettare un sistema di gestione del patrimonio pubblico funzionale a tale obiettivo, contrastando i giochi del capitalismo finanziario classico, operante sullo scacchiere internazionale e interessato, a suo parere, a che l’economia di alcuni Paesi europei vada male. Il tema del lavoro è stato messo in risalto dal Presidente del CIV, Pietro Iocca, il quale ha evidenziato come il volume di Vitaletti lo abbia colpito per la “effervescenza delle idee che stimolano il dibattito” proponendo una lettura di come si sia arrivati alla situazione attuale. A detta di Iocca, contrattazione e concertazione sono le parole chiave da recuperare, in quanto chi è al Governo ha il dovere morale di restituire ai lavoratori quanto hanno versato e accumulato con il loro lavoro. L’intervento di sintesi e positivo auspicio del Commissario Straordinario, Vittorio Conti, ha chiuso l’incontro. «In Europa ci sono ancora cicale e formiche da far convivere – ha affermato Conti – e la crisi ha abbassato la tolleranza sui disallineamenti alle virtù. Decidere di copiare il modello virtuoso di un altro Paese non basta a trapiantare in Italia la cultura virtuosa che l’ha generata».

Secondo Conti, occorre creare aspettative di domanda e di profitto riportando la produzione di ricchezza tutta all’interno del nostro Paese. «Le riforme non bastano – ha proseguito il Commissario straordinario dell’Istituto – serve un ridisegno del futuro del Paese da parte dei politici, lasciando ai tecnici il compito di gestire l’emergenza come la “Protezione civile”. Perduta l’industria pesante e l’agricoltura, fatti errori nei settori turismo, resta sempre il patrimonio storico-artistico, la ricerca e l’innovazione da sostenere anche recuperando i cervelli italiani in fuga. Ma per far ripartire il PIL e garantire la sostenibilità al sistema pensionistico serve una progettazione nazionale più strutturata e articolata. Vitaletti – ha concluso Conti – fa intravedere una luce in fondo al tunnel e lancia un allarme: stiamo perdendo la fiducia dei cittadini. Facciamo presto».

Carlo Pareto

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