domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

La beffa dei corsi di formazione professionale in Sardegna
Pubblicato il 02-04-2014


Corsi-formazione professionaliAperte le domande per l’accesso ai sussidi regionali. Dal 26 marzo è possibile inviare le richieste per i fondi messi a disposizione dalla Regione Sardegna in provvisoria sostituzione dei cosiddetti ammortizzatori sociali, cassa integrazione e mobilità in deroga. Sono oltre 12 mila i lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna che, dunque, potranno accedere al Benificio di sostegno al reddito ai sensi della L.L. RR. nn. 1,4 e 27 del 2013.

La somma messa a disposizione, 52 milioni di euro, basterà a mala pena a coprire circa il 50% dell’intero importo dovuto, in attesa che da Roma giunga la notizia dello sblocco dei fondi spettanti alla Sardegna. Tutto questo dopo mesi di lotte da parte dei sindacati, con molti lavoratori che si sono affidati anche a un comitato costituito ad hoc: grazie alla mobilitazione si è riusciti ad attirare l’attenzione della stampa fino a poco tempo fa quasi sorda e cieca, inclusa quella locale.

Tutta questa storia ha però ancora dei lati poco chiari primo fra tutti quello de i corsi professionali che i lavoratori si sono impegnati a frequentare previa concessione del beneficio dell’ammortizzatore sociale. Quanto costano allo Stato e alle singole regioni i famigerati corsi di formazione professionali? Sono davvero utili, o meglio, sono concepiti nella giusta maniera? Quanto ha speso la passata giunta Cappellacci (è stato il suo cavallo di battaglia) in corsi di formazione professionale mirati al reinserimento nel mondo del lavoro di cassintegrati e in mobilità in deroga.

Proviamo a vederci chiaro. I corsi, finanziati con gli stessi fondi che servivano a pagare gli ammortizzatori sociali, a leggere questa tabella pubblicata nel sito della Regione Sardegna, hanno una sola nota da evidenziare, l’evidente spreco di risorse pubbliche.

Corsi che, ad oggi, non hanno creato nessun vantaggio, o meglio, nessun reinserimento in quello che tutti chiamano il “mondo del Lavoro”.

Ma, di che stiamo dunque parlando? Sembra si voglia ignorare, ad esempio, che il settore su cui si basa l’economia sarda è principalmente l’agricoltura che, ancora per poco, sembra resistere. In provincia di Cagliari, solo per citarne una, sono concentrate tante aziende di confezionamento di prodotti agricoli, quali carciofini, pelati, melanzane e vari. Qualcuno sa che anche queste aziende oppresse dalla crisi chiudono o hanno già chiuso? E quanti di coloro che hanno frequentato il corso sono stati avviati al lavoro nel settore? Sarebbe utile che la Regione Sardegna, oltre che pubblicare quanto ha sperperato, pubblicasse anche questi dati.

Piccola premessa onde evitare fraintendimenti. I corsi e gli importi sono quelli riferiti agli ultimi 4 anni dal 2010 al 2013. Sono stati il cavallo di battaglia della giunta Cappellacci. Non è ammissibile che in un Paese civile si utilizzino risorse di denaro pubblico per finanziare ipotetici corsi mirati al reinserimento nel mondo del lavoro e alla fine non si riesca a pagare gli ammortizzatori dovuti. Qualcuno della passata legislatura regionale sarda dovrà fornire valide risposte e dovrà, nel caso, anche risponderne in altre sedi. Altra sottolineatura da fare è quella relativa al fatto che, nell’annualità 2013, molti di questi lavoratori hanno si iniziato il corso assegnato, previo colloquio con l’ufficio del lavoro ma, trovandosi nella situazione di dover anticipare i costi di viaggio con mezzi propri e/o con mezzi pubblici, hanno dovuto rinunciare previa comunicazione all’ente formativo.

Quale riforma dunque? Semplice; quella sull’intero sistema del mercato del lavoro, della formazione professionale, della guida al reinserimento nel mondo del lavoro, una diversa concezione della forma degli ammortizzatori sociali che sia basato, per esempio sul modello svedese. Non è certo, dunque l’abolizione del Senato la riforma utile a riaccendere la fiaccola del mondo del lavoro.

Antonella Soddu

Gli articoli precedenti:
Continua la protesta dei lavoratori sardi – 23/3/2014
La scandalosa odissea dei 12 mila lavoratori sardi – 18/3/201
12 mila in mobilità dimenticati dallo Stato – 
21/2/2014
Niente ammortizzatori per i disoccupati sardi – 2/1/2014
Ammortizzatori sociali fantasma per centinaia di disoccupati – 28/10/2013

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Commenti all'articolo
  1. Posso dire in tutta sincerità, per aver io stesso in prima persona frequentato i famigerati corsi, che nel mio per esempio c’erano lavoratori in mobilità che avevano sessanta anni . Uno in particolare alla fine si è trasformato nel “CUOCO” del corso perché non riusciva a seguire le lezioni, figurarsi poi fargli frequentare un corso di informatica, impianti elettrici etc
    Fine della conversazione in chat

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