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Opinioni e commenti
 

L’Aquila cinque anni dopo: un concerto per le vittime del sisma
Pubblicato il 04-04-2014


Jacopo-Sipari-Di-Pescasseroli-int“Dedicato all’indomito coraggio e alla incredibile forza della mia terra d’Abruzzo, da sempre nei miei pensieri, sempre nella mia anima, per sempre nel mio cuore”. Con queste parole il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli – classe 1985 e fieramente aquilano – spiega il senso del concerto-evento “Una Preghiera per l’Aquila” che sarà ospitato domenica 6 aprile nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Un concerto gratuito non solo per L’Aquila, ma per l’Italia intera, un concerto per chi non c’è più, un concerto per chi è ancora qui, un concerto per ricordare, un concerto per tornare a sperare. La serata – che sarà trasmessa in mondovisione su “Telepace” – intende ricordare le vittime del terremoto cinque anni dopo dinanzi alle più importanti cariche dello Stato, ambasciatori provenienti dai più lontani paesi, cardinali, esponenti di spicco di ogni religione come segno di unione tra i popoli. Ma soprattutto dinanzi a centinaia di cittadini non solo romani, ma anche abruzzesi che per una notte saranno legati dallo stesso respiro di una nuova nascita. L’evento – ideato da Umbeto Masci – sarà presentato da Veronica Maya e Andrea Roncato, con la partecipazione straordinaria di Simona Molinari, e del cast eccezionale costituito dal soprano Laura Giordano, dal mezzosoprano Adriana di Paola, dal tenore aquilano Alberto Martinelli, e dal basso Mauro Corna con il coro lirico Giuseppe Verdi di Roma. I versi di Giosafat Capulli – editore dell’emittente televisiva aquilana TvUno – saranno recitati da Fioretta Mari e Monica Scattini. “Il concerto come grido di speranza” confida all’Avanti! Jacopo Sipari di Pescasseroli, premio eccellenza della musica 2013.

Maestro, perché la scelta del “Requiem in re minore k 626” di Wolfgang Amadeus Mozart?

Secondo me è l’opera più bella mai scritta, quella che maggiormente arriva al cuore di coloro che ascoltano. Il concerto è rivolto a tutti, vogliamo regalare un’emozione unica.

Per quale motivo avete scelto la Basilica di San Giovanni in Laterano?

Per garantire una visibilità immensa all’evento abbiamo scelto Roma e la Basilica di San Giovanni in Laterano perché è la chiesa caput mundi. Dopo le parole di ieri del Papa, che hanno scaldato il cuore e riacceso la speranza sulla ricostruzione, il nostro vuole essere un grido di speranza.

E’ la prima volta che commemora le vittime del terremoto?

Ho sempre cercato di farlo, sin dal primo anno. Ma questa volta è diverso: sono trascorsi cinque anni, nei quali ci sono stati tentativi di ricostruzione, qualcosa finalmente si sta muovendo. Celebriamo dunque un tentativo di rinascita e credo che il concerto sia il modo migliore per alimentare la speranza per la nostra città.

Silvia Sequi

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