venerdì, 19 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Sappiamo davvero comunicare?
Pubblicato il 06-04-2014


Carla SelvestrelSappiamo davvero comunicare? Questo l’interrogativo che sorge leggendo il testo di Carla             Selvestrel, primo Ufficiale donna Riservista d’Italia. Con abilità metodologica e maestria pedagogica, Selvestrel accompagna il lettore nel percorso di conoscenza del vero significato del “saper comunicare correttamente”. Non mancano esempi pratici attinti da diversi campi, ribadendo i concetti per riuscire a trasmettere efficacemente le idee. L’excursus compiuto è di stampo psicologico, storico, economico, politico e sociale.

Di facile lettura, nel testo l’autrice mostra il cambiamento nel modo di comunicare, attraverso l’evoluzione delle nuove tecnologie mediatiche, fino ad arrivare agli sms, alle chat, ai social network, all’uso sempre più diffuso delle emoticons. Inserisce tanto di esercitazioni pratiche nel finale, così da cogliere in pieno quanto sia un discorso più pratico che teorico; anche le conseguenze, sia negative che positive, a seconda di una comunicazione giusta o meno, non sono astratte, ma parecchio concrete, con ricadute sia economiche, che sociali, che psicologiche. Si tratta di deduzioni che possono essere ricavate, che portano a semplici regole utili da seguire e da applicare a tutti gli ambiti della vita.

“L’idea – spiega all’Avanti! Selvestrel – nasce dal fatto che, purtroppo, ancora molte persone non sanno comunicare e rivolgersi agli altri con il giusto approccio. Allora l’idea di offrire gli elementi base della comunicazione efficace mi è sembrata un’idea, confermata poi dalle numerose vendite”. E si comunica sempre, anche nel silenzio e nelle circostanze più disparate. Saper comunicare bene è utile anche per un colloquio di lavoro e “anche per quanto riguarda la selezione del personale – aggiunge l’autrice -; a tal proposito, consiglio di valutare attentamente la postura, gli atteggiamenti, il linguaggio, sia da parte del selezionatore che del candidato”. Anche il linguaggio non verbale, espresso con l’abbigliamento, la voce, l’espressione del volto, delle mani, tramite la sudorazione o i cosiddetti “tic nervosi”.

Selvestrel si sofferma inoltre a sottolineare l’importanza della comunicazione anche in ambito economico e degli affari: una buona dialettica è essa stessa fonte di business; può aiutare persino “nel superare questa crisi economica; basti pensare alle difficoltà sulla puntualità degli appuntamenti e sulla poca concretezza negli affari dove si perde ancora tanto tempo inutilmente, ed il tempo è denaro. Una buona capacità comunicativa aiuterebbe molto a focalizzare i problemi ed a risolverli e quindi ad incentivare il business senza tante perdite di tempo”.

Una comunicazione efficace presuppone dunque soprattutto chiarezza: “Comunicare in modo chiaro – precisa Selvestrel – significa soprattutto farsi comprendere senza equivoci, evitando quelle possibili banali conflittualità che fanno perdere tempo, che generano diffidenza e minano la lealtà di un futuro rapporto, di qualsiasi tipo. Potrebbe perciò diminuire i contenziosi pretestuosi e giovare a tutti direttamente o indirettamente”. Il nostro “essere”, la costruzione della nostra personalità e delle nostre percezioni, passa anche attraverso le sensazioni che vengono dall’esterno (PNL); e da qui scaturisce la ricchezza e l’importanza del vivere in gruppo, del sapersi relazionare e stare nel gruppo, essendone parte attiva (partecipe e propositiva) e non succube.

Allora quale il futuro della comunicazione in Italia? “All’estero molti fanno utilissimi corsi sulla PNL (Programmazione Neuro Linguistica). All’interno delle Forze Armate esiste un grado e, quindi, un rispetto verso chi è un superiore, sia maschile che femminile” spiega l’autrice. “Questo aiuta molto nel rispetto della gerarchia, ma anche nella semplificazione degli ordini, che si eseguono e basta. Purtroppo quello che in molti settori ancora persiste è l’invidia e la gelosia – continua Selvestrel, “un enorme ostacolo da debellare; ci vorrà molto tempo e grandi capacità per capire l’importanza dell’unione e della coesione di gruppo”. Il primo Ufficiale donna Riservista d’Italia sostiene inoltre “la necessità di selezionare e formare leader capaci che diano il buon esempio. In Italia, purtroppo, non abbiamo ancora raggiunto un buon livello di comunicazione. In particolare ci sono ancora molti pregiudizi sulla differenza di genere, e questo certo non aiuta a superare il grosso limite dell’emancipazione femminile. Basti pensare che ai posti di potere ci sono soprattutto uomini”.

Barbara Conti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Se, per esempio, la Costituzione non costituisce il fattore primario di identità, e la permanete e minuziosa e grossolana polemica, è l’essenza della attività politica, siamo un paese che si dedica al nulla.

Lascia un commento