martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LAVORO, RIFORMA PRECARIA
Pubblicato il 17-04-2014


Riforma lavoro

Il ddl lavoro passa in Commissione dopo la votazione favorevole del mandato al relatore. Tutto è bene quel che finisce bene, si potrebbe dire. Ma, non è così visto che il prevedimento ha avuto il solo appoggio del PD spaccando, di fatto, la maggioranza. Il NCD di Alfano, infatti, non ha partecipato al voto, mentre Scelta civica e Forza Italia si sono astenute. Contrari Sel, M5S e Lega Nord.

Il principale pomo della discordia sono i contratti a termine: il Pd ha approvato una riduzione del numero dei rinnovi previsti nel decreto legge sul Lavoro in discussione alla Camera, che passano da 8 a 5. Sulla questione l’NCD annuncia battaglia per il ripristino del testo originale licenziato dal governo.

La maggioranza, dunque, è in disaccordo, ma sceglie di farlo in maniera soft, evitando scontri soprattutto a ridosso dell’appuntamento elettorale. Proprio per questo gli afaniani hanno intrapreso la strada non dell’astensione, ma della non partecipazione al voto.

E, ad abbassare i toni evitando imbarazzi interviene prontamente Marialuisa Gnecchi, capogruppo PD in commissione Lavoro: per l’esponente democratica, «le modifiche apportate dalla commissione al decreto Lavoro, rappresentano l’esito della normale attività parlamentare». Insomma, si tira in ballo la storia della dialettica democratica: «È, infatti, normale – continua Gnecchi – che l’esecutivo faccia un decreto e che il Parlamento lo migliori durante i lavori in commissione. Non si tratta di cambiare maggioranza o cose simili; all’interno della libera discussione può capitare che ci siano delle modifiche che i singoli parlamentari possano valutare positivamente. Il lavoro di commissione è sempre di analisi nel dettaglio dei provvedimenti ed è altrettanto normale che a volte si registrino voti in più alla maggioranza di governo»

Ben diversa la posizione in casa NCD: Tancredi ha, infatti, parlato di «posizioni integraliste del PD», sottolineando che «in commissione Lavoro il Pd ha ceduto a posizioni integraliste interne sul contratto a tempo indeterminato e su quello di apprendistato». Per Tancredi «fatto ancor più grave è che siamo di fronte a un passo falso preoccupante nel percorso indicato nel Piano Nazionale per le Riforme e nel Def anche in relazione agli squilibri macroeconomici dell’Italia messi in evidenza dalla Commissione».

Ma i punti oscuri sul lavoro sono tanti, fra questi il nodo delle dimissioni in bianco su cui è intervenuta la deputata socialista Pia Locatelli che di è detta «sconcertata dalla decisione della Commissione Lavoro del Senato di inserire la legge sulle dimissioni in bianco nel Jobs Act, che significa di fatto un rinvio a data da destinarsi». Locatelli sottolinea come fosse «invece urgente discutere e votare il testo appena approvato a larga maggioranza dalla Camera, che ripristina una norma di civiltà, abolita dal governo Berlusconi e rintrodotta in maniera inefficace dalla riforma Fornero, a tutela delle donne, dei giovani, dei precari. Possiamo comprendere le intenzioni di inserire la norma in un contesto appropriato, ma ancora una vola ahimè il meglio è nemico del bene».

Per Lello di Gioia, intervenuto alla Camera sul Def che sarà votato definitivamente venerdì, «la riforma presentata dal ministro Poletti ha degli elementi positivi, ma bisogna ridurre i tempi per quanto riguarda i contratti a termine e soprattutto fare in modo che una volta che superato il periodo di apprendistato di 3 il lavoratore ottenga la stabilità del posto lavoro».

Di Gioia si è detto anche «d’accordo sulla detassazione di chi assume a tempo indeterminato e sull’innalzare le tasse per chi assume a tempo determinato: la direzione giusta è quella di creare elasticità in ingresso, ma sicuramente dando anche stabilità ai lavoratori eliminando l’enorme precariato che oggi c’è».

RdA!

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Commenti all'articolo
  1. Con piacere leggo che i deputati Locatelli e Di Gioia si sono espressi su posizioni e idee proprie di chi è, si sente e si batte per le idee socialiste; idee di eguaglianza sociale, inclusività e aiuto per chi è piu debole. Onerevole Locatelli puntiamo i piedi sulle dimissioni in bianco e se serve scendiamo in strada a dirlo. Tante donne, madri, padri e persone saranno con cui per eliminare questa barbarie compiuta a danno di chi dona la vita ad una nuova creatura. Avanti compagni!!
    Manuel Magnani – segretario Federazione Parma

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